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Abbazia di San Galgano e Eremo di Montesiepi

La leggenda di San Galgano, l’abbazia senza tetto e la spada nella roccia

Abbazia di San Galgano e Eremo di Montesiepi

Abbazia di San Galgano e Eremo di Montesiepi

Oggi vi porto in Toscana, a visitare l’Abbazia di San Galgano e l’Eremo di Montesiepi.

Ci siete mai stati? Se la vostra risposta è no, questa è una buona occasione per partire insieme.

Iniziamo subito spiegando chi era San Galgano.

La leggenda di San Galgano

Abbazia di San Galgano e Eremo di Montesiepi

San Galgano nacque a Chiusdino nel 1148. Di famiglia nobile, figlio di Guidotto e Dionisia Guidotti, venne alla luce quando la madre era già in età avanzata. Quasi un miracolo, insomma, soprattutto per due genitori devoti come i suoi.

Esuberante, piano di vita… anche troppo… a Galgano piacevano oltremodo i divertimenti e la vita dissoluta.

Insomma, Galgano non era proprio il figlio che Guidotto e Dionisia si aspettavano e che avrebbero voluto. Ma Dionisia, che non aveva perso la fiducia, si affidò all’Arcangelo Michele affinché il figlio cambiasse e mettesse la testa a posto.

Una notte, Galgano sognò l’Arcangelo Michele, che diceva a Dionisia di vestirlo da cavaliere perché doveva andare con lui. Ma il sogno non turbò Galgano, né tanto meno lo indusse a cambiare vita.

Solo diversi anni dopo, ebbe un’altra visione.

L’Arcangelo Michele condusse Galgano verso il fiume, dove c’era un ponte che portava ad un prato bellissimo. Lì, in un edificio rotondo, c’erano ad aspettarlo i Dodici Apostoli. E come se tutto questo non bastasse, a Galgano apparve anche Cristo.

Da qui iniziò il percorso di conversione di Galgano.

La spada nella roccia

L’episodio decisivo avvenne un po’ di tempo dopo quando, durante una passeggiata a cavallo, il destriero si rifiutò di proseguire il percorso stabilito e portò Galgano proprio a Montesiepi, nel luogo della visione.

A quel punto Galgano non ebbe dubbi. Quello era proprio un luogo sacro e come tale doveva avere la sua croce.

Cosa fece Galgano a quel punto?

E’ presto detto: prese la spada e la conficcò nella roccia, così da trasformare l’arma in una croce e intorno alla spada i rami degli alberi formarono una cupola.

Da quel momento, anche l’Italia ha la sua spada nella roccia, in barba a Re Artù!

Ma la storia non finisce qui.

Durante un pellegrinaggio di Galgano a Roma, tre uomini tentarono di rubare la spada, ma non riuscirono nell’intento e la ruppero. Quando Galgano tornò e vide cosa era accaduto, si mise a pregare talmente intensamente che i pezzi della spada si unirono miracolosamente tra loro, saldandosi per sempre.

Galgano morì il 3 dicembre 1181, appoggiato alla sua croce.

Ma adesso torniamo alla nostra visita ed entriamo nell’abbazia.

L’Abbazia di San Galgano

Abbazia di San Galgano e Eremo di Montesiepi

Un po’ di storia

Costruita tra il 1218 e il 1288 dai monaci cistercensi, è il primo esempio di chiesa gotica in toscana.

Fu scelto questo luogo perché i cistercensi prediligevano terreni coltivabili vicino ai fiumi e alle più importanti vie di comunicazione. Quale luogo migliore di questo? Il Merse e la Via Maremmana facevano proprio al caso loro!

Quasi un secolo di splendore, poi iniziò un lento periodo di decadenza, tra carestie, saccheggi e gestioni sbagliate fino a quando, nel 1786, un fulmine colpì il campanile che cadde sul tetto della chiesa, già depredato del piombo che lo ricopriva.

Ma andiamo con ordine e iniziamo la nostra visita.

Dopo aver pagato il biglietto di ingresso (la biglietteria si trova in quello che era lo Scriptorium), seguendo il percorso indicato dai cartelli, vi ritroverete nella Sala Capitolare, dove si riunivano i monaci per deliberare sulle questioni che regolavano la vita della comunità.

Due grandi finestre bifore permettono la visuale sul chiostro.

Ma perché limitarsi ad osservarlo dalle finestre? Usciamo, coraggio!

Del chiostro originario non rimane molto, solo qualche bifora e due muretti ricostruiti con il materiale ritrovato sul posto.

Non oso immaginare come sarebbe stato vedere il complesso all’epoca della sua costruzione. Già adesso è uno dei luoghi più suggestivi che abbia visitato.

Ma il meglio deve ancora venire.

Dal Chiostro, attraversando l’Armarium e la Sacrestia, si accede alla basilica.

L’interno

A croce latina, con tre navate, meravigliosa, anche se oggi rimangono solo le mura.

Niente tetto e niente pavimento, ma è questo che la rende quasi unica nel suo genere.

A bocca aperta, avvolti da un silenzio surreale, camminando sulla ghiaia e guardando il cielo. Non c’è che dire, questo luogo è veramente unico.

Ci godiamo ogni minuto, contenti anche del fatto che, considerata la stagione e l’orario di pranzo, sono pochissimi i turisti accorsi ad ammirare questa meraviglia.

Terminata la visita, decidiamo se raggiungere l’eremo in macchina o percorrendo il sentiero pedonale.

La scelta è quasi scontata. Una bella passeggiata non ci farà di certo male.

L’eremo non è poi così distante.

Seguiamo le indicazioni.

Il sentiero è leggermente in salita, ma in neanche un quarto d’ora si raggiunge l’eremo.

Unico consiglio: non optate per questa soluzione se ha piovuto da poco, perché il terreno potrebbe essere fangoso.

Detto questo, ci ritroviamo davanti all’eremo.

Eremo di Montesiepi

Abbazia di San Galgano e Eremo di Montesiepi

L’eremo venne costruito tra il 1181 e il 1185 nel luogo dove il santo passò l’ultimo anno della sua vita.

Il complesso è formato dalla chiesa a pianta circolare, da una cappella laterale e dal pronao.

Entrando nella chiesa si ha subito l’idea di quanto questo sia un luogo particolarmente raccolto.

La prima cosa che salta all’occhio è indubbiamente la spada di San Galgano conficcata nella roccia, riparata da una teca.

Avviciniamoci.

Chi avrebbe mai pensato che un giorno avrei visto anche io la famosa spada nella roccia?

Ma la leggenda continua.

Si narra che nei sotterranei di questa chiesa sia addirittura nascosto il Santo Graal, la coppa con la quale Gesù celebrò l’ultima cena e nella quale venne poi raccolto il suo sangue.

Vero o no, noi continuiamo con la visita della chiesa e raggiungiamo la piccola cappella rettangolare affrescata da Ambrogio Lorenzetti, aggiunta nel XIV secolo.

Per vedere i meravigliosi affreschi, però, dovrete munirvi di monetine… illuminazione artificiale e il gioco è fatto!

Non starete per uscire dalla chiesa, vero?

Prima dovete assolutamente buttare l’occhio verso l’alto.

Bellissima la cupola con file di pietre bianche che si alternano a mattoni rossi, che ai più ricorda proprio la coppa rovesciata del Graal.

Adesso possiamo uscire, ma prima di tornare al parcheggio, un ultimo sguardo al panorama.

Ora qualche informazione utile

Come raggiungere l’Abbazia di San Galgano e l’Eremo di Montesiepi

Abbazia di San Galgano e Eremo di Montesiepi

L’abbazia di San Galgano e l’Eremo di Montesiepi si trovano nel comune di Chiusdino, in provincia di Siena.

Consiglio di puntare il navigatore verso Chiusdino, poi seguire le indicazioni.

Biglietto d’ingresso

Abbazia di San Galgano e Eremo di Montesiepi

L’accesso all’abbazia è a pagamento (attualmente € 3,50) e comprende anche la visita al Museo Civico e Diocesano di Arte Sacra di San Galgano, a Chiusdino.

Orari

Abbazia di San Galgano e Eremo di Montesiepi

L’abbazia è aperta tutti i giorni dal mattino al tramonto.

L’eremo è aperto dalle 09.00 alle 18.00 in inverno e dalle 09.00 alle 18.30 in estate.

Per orari e informazioni sempre aggiornate, consultate il sito ufficiale del Comune di Chiusdino.

Non mi rimane che auguravi BUONA VISITA e consigliarvi di passare anche solo qualche ora in un o dei luoghi più belli d’Italia… e mentre tornate a casa, fermatevi a Chiusdino per una bella passeggiata nell’antico borgo medievale.

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