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Budapest – Cosa vedere in tre giorni

Budapest cosa vedere in tre giorni Cosa vedere a Budapest

Un meraviglioso viaggio nella capitale ungherese alla scoperta delle sue bellezze

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Quest’anno, un po’ in contrasto con le nostre scelte abituali, abbiamo deciso di approfittare di qualche giorno di ponte e il 27 aprile 2018 ci siamo imbarcati in un volo Lufthansa alla volta di Budapest, la meravigliosa capitale dell’Ungheria, ricca di bellezze storiche e artistiche, una delle città più visitate d’Europa.

Saremo banali? Forse, ma Budapest va sicuramente vista.

I tre giorni che abbiamo a disposizione non sono sicuramente tanti, ma sufficienti per vedere le cose caratteristiche della città e, perché no, magari scoprire anche qualche angolo nascosto e insolito, un po’ fuori dai soliti percorsi turistici.

Andiamo!

1° giorno

Basilica di Santo Stefano – Ponte delle Catene – Memoriale delle Scarpe – Parlamento – Piazza della Libertà – Vaci Utca

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Alloggiamo al Courtyard by Marriott Budapest City Center, a circa 15 minuti a piedi dalle principali vie dello shopping. In piena Pest, praticamente, proprio come dice il nome.

Da qui non è difficile spostarci e possiamo limitare al minimo gli spostamenti con i mezzi pubblici.

Sono già le 13.00 e una volta lasciato lo zaino in hotel, siamo pronti per iniziare il nostro giretto alla scoperta di Budapest.

Da dove iniziare? Io un’idea ce l’ho e propongo di cominciare con la Cattedrale di Santo Stefano, per poi spostarci verso il Danubio, costeggiarlo e arrivare al Parlamento.

Domani dedicheremo la nostra giornata interamente alla visita di Buda, quindi oggi si rimane a Pest.

E così facciamo. Imbocchiamo Rakoczi Utca e in prossimità della stazione della metro Astoria, svoltiamo a destra.

Perché? Perché lì vicino si trova la Sinagoga, la più grande d’Europa e la seconda al mondo dopo quella di New York. La sua facciata è imponente. ci piacerebbe visitarla, è possibile farlo anche con visite organizzate, ma per questa volta credo non faremo in tempo. Rimanendo in tema, sarebbe interessante anche visitare il Museo dell’Olocausto, in Pava Utca, ma per lo stesso motivo, rimandiamo ad un’eventuale prossima volta.

Quindi proseguiamo fino a Erzsebet Ter, un ampio parco cittadino con tanto di bancarelle, ruota panoramica e fontana. C’è tutto quello che si può desiderare, insomma.

Erzsebet Ter

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Questa grande area verde è dedicata a Elisabetta, moglie di Francesco Giuseppe d’Austria.

La Fontana del Danubio, costruita nel 1880 e ora posizionata al centro della piazza, rappresenta i fiumi dell’Ungheria.

Da qui, in men che non si dica ci troviamo davanti alla maestosa facciata della Basilica di Santo Stefano.

Szent Istvan Bazilika

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Basilica di Santo Stefano

I lavori per la costruzione di questa meravigliosa chiesa, progettata da Jozsef Hild, iniziarono nel 1851 e si conclusero nel 1905, anno della sua consacrazione. E’ dedicata a Santo Stefano, il primo re ungherese cristiano.

Prima di entrare, soffermatevi un attimo davanti al portale principale, dove sono incisi i volti dei Dodici Apostoli.

Adesso potete andare.

L’interno della chiesa, a pianta greca, è veramente incantevole e ricco di opere d’arte. .

Ovviamente, dopo aver ispezionato in lungo e in largo l’interno della basilica, non può mancare la salita alla cupola, alta 96 metri.

La salita alla cupola è a pagamento. Attualmente il costo è di 600 fiorini, circa 2 euro.

Iniziamo salendo le scale, arranco un po’, poi il mio volto si illumina quando, circa a metà salita, scorgo la possibilità di usare l’ascensore. Se c’è perché non utilizzarla? Unica nota: in ascensore è possibile salire in quattro persone alla volta, quindi potrebbero formarsi consistenti file. Fortunatamente, oggi non siamo in tantissimi ad aver avuto questa idea e in un batter d’occhio, siamo sulla terrazza della cupola.

Il panorama è mozzafiato.

Veduta dalla cupola – Monte Gellert, Castello di Buda, Parlamento

Dopo aver scattato una marea di foto… fortunatamente, per certi aspetti, i rullini non si utilizzano quasi più… è ora di scendere.

La prossima meta è il Ponte delle Catene, ma prima attraversiamo Piazza Roosevelt,

Piazza Roosevelt

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Circondata da bellissimi palazzi, ha a centro la Statua di Ferenc Deak, famoso politico ungherese del 1800.

Piazza Roosevelt – Palazzo Gresham, Statua di Ferenc Deak e Ministero degli Interni

Questa piazza è sicuramente bella, ma davanti a noi c’è il Ponte delle Catene che le ruba la scena.

Lanchid Hid

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Il Ponte delle Catene, costruito nel 1849, è stato il primo ponte che ha collegato Buda a Pest ed è un vero gioiello di architettura, oltre ad essere uno dei monumenti più fotografati della città.

Ponte delle Catene

Progettato da William Tierney Clark, venne distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale, ma subito ricostruito.

Nelle testate, due leoni per lato sorvegliano il ponte. Più che fare paura, però, attirano i numerosi turisti che si fanno immortalare al di sotto delle statue.

C’è un curioso aneddoto che riguarda questi leoni e il loro scultore, Janos Marschalkò. Si dice che l’artista, una volta accortosi di non aver scolpito le lingue dei leoni, si gettò nel Danubio, suicidandosi. Sarà vero? Saranno veramente senza lingua questi leoni? Perché non controllate?

Lo attraversiamo tutto, ogni passo una foto.

La vista sul Castello, sul Monte Gellert e sul Ponte Elisabetta è spettacolare.

Veduta dal Ponte delle Catene

Una volta raggiunta Clark Adam Ter, torniamo indietro sul lato opposto del ponte.

Guardando il Danubio, a destra c’è il Parlamento e a sinistra la Chiesa di Matyas e il Bastione dei Pescatori.

Le città attraversate dai fiumi sono tutte belle, ma Budapest ha veramente qualcosa in più. Sarà che il fiume in questione è proprio il Danubio…

Veduta dal Ponte delle Catene

Adesso costeggiamo il Danubio, fino a raggiungere il Memoriale delle Scarpe.

Memoriale delle Scarpe sul Danubio

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Il Memoriale delle Scarpe sul Danubio è una curiosa opera realizzata nel 2005 che rappresenta 60 paia di vecchie scarpe e che vuole ricordare gli ebrei fucilati proprio in questo punto dai nazisti e poi gettati nel fiume.

Memoriale delle Scarpe sul Danubio

Da qui al Parlamento la passeggiata è davvero breve.

Parlamento

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Parlamento

Il Parlamento Ungherese è l’edificio più grande della nazione e, probabilmente, uno dei più fotografati di Budapest.

Costruito tra il 1884 e il 1902, ha una facciata lunga ben 268 metri; è largo 123 metri e alto 96, proprio come la Basilica di Santo Stefano.

E’ possibile visitarlo internamente e se siete interessati, potrete acquistare i biglietti direttamente sul sito del Parlamento.

Noi ci accontentiamo di vederlo dall’esterno, anche perché ad una settimana dalla nostra partenza, quando abbiamo deciso di visitarlo, i biglietti erano già esauriti.

Pazienza!

Dal Parlamento imbocchiamo Kossuth Lajos Ter, poi Nador Utca, fino ad incrociare la Statua di Imre Nagy,

Statua di Imre Nagy

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Imre Nagy è stato Primo Ministro dell’Ungheria per due mandati, in carica anche durante la Rivoluzione del 1956, giustiziato nel 1958 e inizialmente sepolto in una tomba anonima, per poi essere dissotterrato e nuovamente seppellito nel 1989, quando una folla di 200.000 persone si radunò per il suo “secondo” funerale.

Qui è rappresentato su di un ponte, all’interno di un piccolo giardino… insieme alle altre migliaia di turisti che hanno deciso di affiancarlo!

Proseguendo, attraversiamo Piazza della Libertà e ne approfittiamo per scattare qualche foto.

Szabadsag Ter

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Piazza della Libertà

Piazza della Libertà fu costruita nel luogo in cui si trovavano le caserme Neugebaude, rase al suolo nel 1886.

L’obelisco che si innalza sul lato nord della piazza commemora i soldati dell’Armata Rossa che persero la vita tra il 1944 e il 1945, mentre la fiamma perpetua che brucia dal 1926, ricorda tutti gli uomini giustiziati durante la Rivoluzione.

Adesso, però, un po’ di svago. Che ne dite della via dello shopping per eccellenza qui a Budapest? Vaci Utca ci aspetta.

Guarda! C’è l’Hard Rock Café! Compriamo l’orso?

Ormai è quasi sera, il pomeriggio è davvero volato tra tutte queste meraviglie. E’ ora di passare per l’albergo e poi andare a mangiare qualcosa…. gulasch, ovviamente!

Bisogna essere in forma per domani, Buda ci aspetta!

 

2° giorno

Castello di Buda – Città Vecchia – Monte Gellert

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Oggi si parte con una bella camminata, in salita per di più!

Come prima cosa, dobbiamo raggiungere la cima della collina di Buda, arrivare al castello e proseguire fino al Bastione dei Pescatori e alla Chiesa di Matyas. E questo è solo l’inizio!

Sulla collina di Buda si trova il nucleo più antico della città. La bellezza di questi luoghi è confermata dal fatto che, nel 1988, Buda è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità.

La collina di Buda sarebbe facilmente raggiungibile da Clark Adam Ter con la funicolare (Siklò), costruita nel 1870 per collegare la parte bassa della città alla parte alta.

Siklò

Da Piazza Clark Adam porta a Piazza Szent Gyorgy, ma noi preferiamo andare a piedi, salendo i gradini della Scalinata Reale che partono dalla stessa piazza.

Imboccate la strada in salita a sinistra della funicolare e poco dopo, alla vostra destra, troverete delle scale e l’indicazione del castello.

Pronti? Via!

Salendo, abbiamo già le prime soddisfazioni.

 Il Ponte delle Catene e Clark Adam Ter visti dalla Salita al Castello

Quando terminiamo la salita, lo spettacolo è ancora più bello. Abbiamo l’intera visione della città sul lato di Pest.

Ad accoglierci a braccia aperte… beh, forse sarebbe più opportuno dire “ad ali aperte”, c’è il grande rapace in bronzo, Turul.

 Turul

Castello di Buda

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Nato come fortezza, il castello fu poi trasformato in un sontuoso palazzo rinascimentale. Residenza dei sovrani per oltre 700 anni, il castello è anche chiamato Palazzo Reale.

Attualmente nelle sue sale sono allestiti il Museo Storico di Budapest e la Galleria Nazionale.

Davanti alla facciata lunga 304 metri, è la bellissima statua equestre del principe Eugenio di Savoia, realizzata da Jozsef Rone per ricordare la battaglia di Zenta del 1697.

Statua di Eugenio di Savoia

Varcado la Porta dei Leoni, si accede al cortile, da dove è visibile la Torre della Mazza. Sapete che risale addirittura alla costruzione medievale?

Ecco la bellissima Fontana di Matyas, realizzata nel 1904 su progetto di Alajos Strobl.

Fontana di Matyas

Poi un bel giro intorno al Castello, sempre con un occhio al panorama meraviglioso che ci circonda.

Terminata la visita al Castello, è la volta della Città Vecchia.

Per raggiungerla, attraversiamo la porta costruita nel 1903 e ci ritroviamo in Piazza Szent György, dove prospetta la facciata di Palazzo Sandor, residenza del Presidente della Repubblica.

Adesso siamo ufficialmente entrati nella Città Vecchia.

Città Vecchia

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Come dice il nome, questo è ovviamente il nucleo più antico della città, sviluppatosi a partire dal XIII secolo a ridosso del Palazzo Reale.

Imbocchiamo subito Tarnok Utca, per ritrovarci in un batter d’occhio in Piazza della Santa Trinità, dove prospettano la facciata della Chiesa di Matyas e del Vecchio Municipio. Nella piazza svetta la Colonna della Trinità, costruita come omaggio dei sopravvissuti alla peste del XVII e XVIII secolo.

 Piazza della Santa Trinità

Alle spalle della chiesa, è la Statua di Santo Stefano e ancora oltre, il Bastione dei Pescatori, una caratteristica terrazza panoramica divenuta ormai uno dei simboli della città, sempre affollata di turisti in cerca dello scorcio più bello sulla città di Budapest.

Contrariamente a quello che farebbe pensare il nome, questa non è mai stata una struttura difensiva. Venne costruito nel 1895 nel luogo dove si trovava il mercato del pesce. Le sette torri del bastione, che per la loro forma ricordano le tende dei magiari, rappresentano le sette tribù che fondarono la città.

 Bastione dei Pescatori e Statua di Santo Stefano

L’entrata al Bastione dei Pescatori è a pagamento. E’ possibile acquistare il biglietto singolo oppure quello che comprende l’ingresso al Bastione e alla Chiesa di Matyas. La biglietteria si trova sul lato destro della chiesa, poco distante dall’ingresso del Bastione.

E adesso una bella passeggiata per le viuzze della Città Vecchia, fino a raggiungere la Porta di Vienna,

poi ancora oltre, fino alla Torre della Chiesa di Maria Maddalena, in Tansics Utca.

 Torre della Chiesa di Maria MAddalena

Ormai questa chiesa è in rovina, ma durante il Medioevo era l’unica chiesa cristiana aperta agli ungheresi. Durante la Seconda Guerra Mondiale venne completamente distrutta. Gli unici resti rimasti sono la torre e il portale.

Continuiamo lungo Uri Utca, la Via dei Signori, fiancheggiata da palazzi bellissimi abitati dall’aristocrazia ungherese.

E adesso che si fa?

Idea! Torniamo verso il Castello e da lì, rigorosamente a piedi, raggiungiamo il Monte Gellert.

E così facciamo.

Una volta raggiunto nuovamente il Castello, proseguiamo in direzione del Monte Gellert attraversando un bellissimo giardino. Alla nostra destra ci sono delle scale mobili. Scale mobili? Eh, sì, da qui è possibile raggiungere la parte alta del Castello senza troppa fatica. Averlo saputo prima…

Continuiamo a passeggiare nel giardino, poi scendiamo le scale lungo Aprod Utca, raggiungendo Dobrentei Utca e Dobrentei Ter, dove c’è la Statua di Elisabetta, moglie di Francesco Giuseppe. La statua, che precedentemente si trovava sull’altro lato del Danubio, venne spostata qui nel 1986.

Statua di Elisabetta

Adesso inizia la parte divertente. Dobbiamo prima raggiungere la Statua di Gellert, poi il Monumento alla Libertà.

Iniziamo la scalata al Monte Gellert!

Monte Gellert

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A cosa deve il suo nome il Monte Gellert? Ve lo dico subito.

Gellert, Gerardo per noi, era un vescovo e la sua storia è un po’ particolare. Nel 1064, i pagani ungheresi che erano contro la cristianizzazione della città, lo chiusero in un barie pieno di chiodi e lo fecero rotolare da questa collina.

Leggenda o realtà? Chi lo sa! Comunque, in cima alla collina venne eretta una statua in suo ricordo. Gellert benedice Budapest con la croce nella mano destra.

Statua di Gellert

Ce l’abbiamo fatta, abbiamo raggiunto la statua. Qualche foto e si riparte.

Il sentiero che ci porta in cima alla collina è facile da percorrere, ma in alcuni tratti la pendenza si fa sentire. si può fare, comunque, niente di infattibile, anche per i meno allenati come me.

In cima è il Monumento alla Libertà, visibile praticamente da tutta la città.

Monumento alla Libertà

Il Monumento alla Libertà, realizzato nel 1945, ricorda la fine dell’occupazione nazista. La statua è alta 14 metri e rappresenta una donna che, in segno di vittoria, alza verso il cielo un ramo di palma.

Alla spalle del monumento c’è la Cittadella, una fortificazione edificata a metà del 1800 e in realtà mai utilizzata a questo scopo.

Personalmente, ho trovato la Cittadella di per sé deludente, ma la vista della città da qui vale la fatica fatta a salire.

E’ ora di scendere e di andare verso la Chiesa della Grotta.

Davanti alla chiesa è la Statua di Santo Stefano con il cavallo. Certo, tra questa statua di Santo Stefano a cavallo e quella che abbiamo visto poco fa davanti al Bastione dei Pescatori, c’è una certa differenza, anche se io preferisco di gran lunga questa. Sarà il bellissimo ponte che fa da sfondo.

Statua di Santo Stefano e Szabadsag Hid

La Chiesa della Grotta fu costruita nel 1926 sul modello del Santuario di Lourdes. Dal 1950 al 1989 rimase chiusa per volere dei russi, ma venne poi nuovamente consacrata dal papa in persona.

Chiesa della Grotta

La visita all’interno è a pagamento e nel prezzo del biglietto è compresa un’audioguida in lingua italiana.

Vi consiglio la visita. E’ molto interessante e la spiegazione fornita è chiara.

Adesso, però, inizio a essere un po’ stanca, è meglio tornare verso l’albergo, sempre e rigorosamente a piedi. Passeggiare per la città è sempre e comunque bellissimo, anche se oggi a chilometri abbiamo decisamente esagerato.

A domani.

 

3° giorno

Isola Margherita

Iniziamo subito con un’abbondante colazione e poi via, in direzione dell’Isola Margherita, il polmone verde della città.

Ovviamente potremmo andarci con i mezzi pubblici, ma noi no! A piedi anche stavolta. Una bella camminata di quasi 4 km è proprio quello che ci vuole stamattina.

Così, costeggiamo il Danubio fino al Ponte Margherita, godendoci il sole di questa domenica mattina.

Il Ponte Margherita collega l’isola alla terraferma.

Isola Margherita

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Lunga 2,5 km, si trova proprio nel mezzo del Danubio, un po’ come la nostra Isola Tiberina, insomma.

Passeggiare sull’isola è davvero rilassante, anche se a quest’ora di una soleggiata domenica mattina non siamo certamente stati gli unici ad avere questa idea.

L’isola deve il proprio nome alla principessa Margit, figlia di Bela IV, la quale abitò per 20’anni nel convento che si trovava nell’isola, di cui oggi rimangono solo poche rovine. Il re giurò che avrebbe sacrificato la propria figlia a Dio se questi avesse respinto l’invasione mongola del 1241. E così fu! All’età di 9 anni, Margherita venne rinchiusa nel convento, dove morì all’età di 29 anni.

Fatta questa premessa iniziamo, anzi, continuiamo la nostra passeggiata.

Il primo monumento che incontriamo durante la nostra passeggiata, è il Monumento al Centenario, costruito nel 1973 per celebrare l’unificazione di Pest, Buda e Obuda.

Proprio di fronte al monumento è una fontana. Perché non sederci un attimo e goderci lo spettacolo dei giochi d’acqua?

 Monumento al Centenario e fontana

In piedi, forza. Oggi non abbiamo tanto tempo, purtroppo si torna a casa e le cose da vedere sono ancora tante.

Continuiamo la nostra passeggiata, tra lo zoo, le rovine del convento domenicano, la Cisterna, e la Chiesa di San Michele, il tutto percorrendo viali con ai lati busti di personaggi storici ungheresi… un po’ come il nostro Pincio, stavolta! Oggi vedo proprio un po’ di Roma ovunque.

 Rovine del Convento Domenicano e sullo sfondo la Cisterna

Adesso è ora di tornare verso l’albergo per riprendere gli zaini. Si sta facendo tardi e la strada è ancora lunga, anche perché vorremmo tornare indietro costeggiando il Danubio sull’altra sponda. Non vogliamo vedere il Parlamento di fronte?

Andiamo!

Oltre allo spettacolo bellissimo del Parlamento, ne approfittiamo anche per ammirare la Chiesa di Sant’Anna e la Chiesa Riformista.

Chiesa di Sant’Anna e Chiesa Riformista

Non abbiamo più scuse. Recuperiamo gli zaini, mangiamo un gelato al volo e via, verso la stazione degli autobus che ci porterà in aeroporto.

Le cose da vedere sarebbero ancora tante: Piazza degli Eroi, Varosliget, le terme, i dintorni di questa bellissima città.

Un buon motivo per tornare, no?

Per ora sono contenta così, questa città è sempre bellissima e ogni volta è una nuova scoperta. Dal 2005, la prima volta in cui sono venuta, è sicuramente cambiata, pur rimanendo comunque insuperabile e nonostante la quantità incredibile di turisti sempre in crescita, non perde mai la sua autenticità e il suo fascino.

Adesso, però, concentriamoci sul prossimo viaggio!

Per informazioni sui trasferimenti da aeroporto al centro di Budapest e viceversa, cliccate qui.

 

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