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Fontana di Trevi

Tutte le curiosità sulla bellissima Fontana di Trevi

Fontana di Trevi – Le origini del nome, la storia e come raggiungerla

Fontana di Trevi – Le origini del nome, la storia e come raggiungerla

Per chi decide di passare anche solo una giornata a Roma, non può mancare la visita alla Fontana di Trevi, la più famosa fontana di Roma… ma cosa dico… del mondo! 

Quali sono le origini del nome? 

Fontana di Trevi – Le origini del nome, la storia e come raggiungerla

Tra le ipotesi più accreditate, c’è quella che sostiene che la fontana si chiami così perché si trova nel punto di confluenza di tre strade, o meglio… di tre vie.

Qual è la storia della Fontana di Trevi? 

Fontana di Trevi – Le origini del nome, la storia e come raggiungerla

La Fontana di Trevi venne costruita nel 19 a.C. quando il console Marco Vipsanio Agrippa portò in città l’Acqua Vergine, chiamata così in onore della fanciulla che indicò ai soldati la sorgente. La fontana rappresentava il punto finale dell’acquedotto, ma non era così maestosa come la vediamo oggi. 

Fu solo Urbano VIII che pensò fosse il caso di abbellire la fontana e affidò il progetto a Gian Lorenzo Bernini. Ovviamente il suo progetto non poteva essere che meraviglioso, ma anche molto costoso. 

E allora come fece Urbano VIII? Semplice! Aumentò le tasse. A questo punto il popolo romano non rimase certo in silenzio e nella battaglia contro il pontefice mandò avanti Pasquino, una delle statue parlanti di Roma. 

“Per ricrear con l’acqua ogni romano, di tasse aggravò il vino Papa Urbano”. 

Ma le tasse non erano comunque sufficienti e allora lo stesso pontefice decise di far demolire la Tomba di Cecilia Metella e prelevare tutto il marmo necessario per la costruzione della fontana. 

Ma nonostante tutto lo sforzo fatto per vedere compiuta la fontana, Urbano VIII e Bernini morirono prima che l’opera fosse portata a termine. 

E così tutto passò nelle mani di Clemente VII che, dopo aver indetto un bando, affidò il progetto a Nicola Salvi. 

I lavori proseguirono per 29 anni e proprio come succede spesso quando i lavori si protraggono così a lungo, Nicola Salvi non vide realizzato il suo progetto, che venne portato a termine nel 1762 da Giuseppe Pannini. 

Una cosa, però, Salvi riuscì a farla.

Salvi e l’umarell

Vedete quel vaso sulla destra della fontana? 

Si dice che durante i lavori Salvi venisse continuamente disturbato da un barbiere che aveva la sua bottega nella zona (un umarell, insomma). Per metterlo a tacere, in una sola notte, l’artista realizzò un grosso vaso, chiamato poi “Asso di Coppe”, che pose sulla balaustra destra in modo da oscurare la visuale della fontana dalla bottega. Bella trovata, eh? 

Cosa rappresenta la fontana? 

Fontana di Trevi – Le origini del nome, la storia e come raggiungerla

La fontana, che poggia su un lato di Palazzo Poli, è alta 26 metri, larga 20 ed è divisa in tre nicchie da quattro colonne.

Nella nicchia principale è la raffigurazione di un Oceano su un carro trainato da due cavalli marini, trainati a loro volta da un Tritone posto su una scogliera. Notate i cavalli: uno docile e l’altro infuriato, rappresentano i diversi aspetti del mare.  

Nelle nicchie laterali sono le statue della “Abbondanza” (a sinistra) e della “Salubrità” (a destra). 

I fregi sopra le nicchie laterali rappresentano, invece, Agrippa che approva il disegno dell’acquedotto e la fanciulla che mostra la sorgente ai soldati. 

Curiosità

E adesso… Siete innamorati? No, non voglio farmi i fatti vostri, vorrei solo darvi un suggerimento.  

Sulla destra della fontana, c’è una fontanella più piccola, la Fontanella degli Innamorati.

Ovviamente c’è una tradizione legata a questa fontanella: si dice che quando due innamorati dovevano lasciarsi per un periodo di tempo prolungato, per essere certi di ritrovarsi, dovevano recarsi davanti alla fontana. Bicchiere nuovo alla mano, la ragazza doveva riempirlo e offrirlo al suo innamorato. Dopo aver bevuto, il bicchiere doveva essere rotto e solo così c’era la certezza che lui sarebbe tornato da lei. Pensateci bene prima di farlo anche voi… 

A proposito di grandi amori, come non ricordare la famosa scena de “La Dolce Vita” che vedeva Anita Ekberg fare il bagno nella Fontana di Trevi? 

E rimanendo in tema di film, che ne dite di Totò che in “Totòtruffa” cerca di vendere la fontana a un turista? 

Non c’è che dire, la fontana di Trevi è bellissima ed è indubbiamente la fontana più famosa del modo. 

Fermi, fermi, non starete per andare via? 

Avete buttato il soldino nella fontana? Rigorosamente girati di spalle, mi raccomando! Solo così sarete sicuri di tornare a Roma! 

E adesso, veniamo al lato pratico. 

Come raggiungere la Fontana di Trevi

Fontana di Trevi – Le origini del nome, la storia e come raggiungerla

  • Metro: se decidete di raggiungere Piazza di Trevi con la metro, prendete la linea A e scendete alla fermata Barberini-Fontana di Trevi. Dalla fermata, imboccate Via del Tritone e percorretela per circa 500 metri fino a trovare alla vostra sinistra Via Poli. In questo modo vi troverete proprio alle spalle di Palazzo Poli. 
  • Bus: se preferite l’autobus, vi consiglio di consultare sempre il sito dell’ATAC di Roma. Tenete comunque presente che la fermata più comoda e vicina è in Via del Tritone. 

Ok, possiamo dire di avere raccontato proprio tutto sulla Fontana di Trevi.

Per continuare insieme la nostra passeggiata, cliccate qui. 

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