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I borghi della provincia di Viterbo

Cosa vedere nei dintorni del Lago di Bolsena

Itinerario nella Tuscia cosa vedere nei dintorni del Lago di Bolsena

Avete scelto di passare qualche giorno al lago e magari avete deciso proprio per quello di Bolsena?

Allora questo è l’articolo che fa per voi.

Trascorriamo insieme un week end nella Tuscia, tra i borghi della provincia di Viterbo, il tutto con il lago di Bolsena che ci fa da sfondo. E che sfondo!

Carichiamo lo zaino in macchine a partiamo!

 

1° giorno

Itinerario nella Tuscia cosa vedere nei dintorni del Lago di Bolsena

Partiamo da Bologna di buon’ora, in modo da avere quasi tutta la giornata davanti. Siamo in giugno e in questo periodo dell’anno le giornate sono ancora lunghe, quindi quale miglior cosa se non sfruttarle tutte?

Visto che una delle cose che a noi piacciono di più dei viaggi in macchina sono proprio i viaggi in macchina, decidiamo di prendere l’autostrada solo fino a Firenze, per poi proseguire lungo la statale fino alla nostra prima tappa, Acquapendente.

E, neanche a dirlo, lungo la strada il paesaggio è incantevole. Prima la Strada del Chianti, poi la Via Francigena. Se qui vengono da tutto il mondo, un motivo ci sarà!

Dunque… come abbiamo detto, la nostra prima tappa è Acquapendente.

Siamo nell’alto Lazio, anzi… nell’alta Tuscia direi, visto che il nostro obiettivo è proprio quello di scoprire i borghi della Tuscia. I confini della Toscana e dell’Umbria sono vicinissimi.

Acquapendente

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Dopo circa tre ore e mezza in auto, arriviamo finalmente ad Acquapendente. Per prima cosa parcheggiamo l’auto, poi ci facciamo una piacevole passeggiata nel centro storico.

Acquapendente

Dopo poco, la piazza della cattedrale si apre davanti a noi.

Cattedrale del Santo Sepolcro

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Acquapendente, Cattedrale del Santo Sepolcro

La prima cosa che mi colpisce entrando nella cattedrale sono i mosaici di fiori appoggiati alle pareti.

I Pugnaloni di Acquapendente

Sì, perché ogni terza domenica di maggio, in occasione della Festa della Madonna del Fiore, è tradizione esporre per le strade del paese i pugnaloni, mosaici realizzati con petali di fiori e foglie dai componenti delle contrade di Acquapendente. La sera, l’immagine della Madonna, accompagnata dai pugnaloni, viene portata in processione fino al Duomo.

Ma da dove nasce questa tradizione?

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La festa è legata alla cacciata di Federico Barbarossa da parte della popolazione di Acquapendente, avvenuta nel 1166. Si dice che in quell’occasione un ciliegio secco fiorì miracolosamente.

E dopo aver ammirato ad uno ad uno i mosaici, ci dirigiamo verso la cripta.

Qui è conservata la pietra intrisa del sangue di Gesù, proveniente dal Santo Sepolcro di Gerusalemme. E da qui il nome della cattedrale… logico, no?

Adesso mi farete sicuramente notare che non è l’unica pietra macchiata del sangue di Gesù e avete ragione. Ma questa ha una particolarità rispetto alle altre: è stata la prima ad essere portata in Europa.

Usciti dalla chiesa e guardando la facciata, sulla destra noterete una piccola torre, la Torre Julia De Jacopo, antico accesso alla città e parte di una rocca edificata da Arrigo IV.

Acquapendente,Torre Julia de Jacopo

Attualmente, al suo interno è il Centro Visite del Comune di Acquapendente.

Sarebbe interessante visitare anche il Museo della Città, che tra le altre cose ci è stato suggerito da un ragazzo che molto gentilmente ci ha fermato per darci informazioni su Acquapendente. Noi però preferiamo fare un’altra passeggiata per il borgo e rimetterci in auto.

Andiamo verso Bolsena.

La strada non è tanta, circa 20 km, e già al primo sguardo Bolsena ci piace molto. Ma avremo tempo oggi pomeriggio di farci una bella passeggiata.

Adesso solo un breve pit-stop in camera, per questa notte abbiamo prenotato all’Hotel Columbus, poi un boccone in un locale del centro e via, verso Civita di Bagnoregio.

Piccola divagazione: se passate da Bolsena, vi consiglio di fermarvi alla Trattoria del Corso per assaggiare almeno gli antipasti di terra. Buonissimi.

Piccoli peccati di gola

Ma torniamo a noi.

Erano anni che volevo visitare Civita di Bagnoregio, questo delizioso paesino arroccato conosciuto come “il paese che muore”, e oggi finalmente sto per riuscirci.

Civita di Bagnoregio

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Come prima cosa, una volta lasciata obbligatoriamente l’auto nel parcheggio che si trova vicino al Belvedere, ci godiamo il panorama.

Decine di foto scattare al meraviglioso borgo, collegato “al resto del mondo” da un viadotto. A vederlo da lontano, sembra una sorta di piccola “Muraglia Cinese”.

Civita di Bagnoregio

Che senso di tranquillità!

La vista, non solo sul borgo, ma su tutto il panorama circostante, è particolarmente suggestiva.

La passeggiata per le strade del paese, poi, è molto piacevole, ma questo borgo merita un capitolo a sé, quindi per tutte le informazioni su Civita di Bagnoregio, cliccate qui.

Dopo il pomeriggio trascorso a Civita, torniamo soddisfatti verso Bolsena.

Bolsena

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Come ho già anticipato, devo dire che Bolsena è stata davvero una piacevole scoperta.

Bolsena sorge sulle sponde del lago omonimo, ma lasciamo la passeggiata sul lungolago per la serata e iniziamo la nostra visita partendo dal centro storico.

Dall’albergo percorriamo un bellissimo viale alberato fino a raggiungere Piazza Matteotti, resa ancora più bella dalle ortensie che la invadono. Eh sì, perché questo week end ha luogo proprio la Festa delle Ortensie e la piazza è piena di bancarelle di fiori.

La Chiesa di San Francesco fa da sfondo.

Bolsena, Chiesa di San Francesco

Guardando la chiesa, sulla sinistra è la Porta di San Francesco e da lì si imboccano le stradine del borgo antico, che salgono fino ad arrivare alla Rocca Monaldeschi. Un po’ di fiatone, questo sì, ma ne vale la pena.

Bolsena, Rocca Monaldeschi

Dalla rocca lo spettacolo è meraviglioso, soprattutto adesso che siamo quasi al tramonto.

Lago di Bolsena

Piazza Monaldeschi

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Soffermiamoci un attimo sulla Rocca. Un signore a spasso col cane, al quale facciamo una marea di feste… neanche a dirlo… ci consiglia di entrate. Dalla camminata di ronda delle torri la vista dovrebbe essere ancora più bella.

Purtroppo a quest’ora l’ingresso è chiuso e domani abbiamo già in programma moltissime altre cose da visitare, quindi rimaniamo nel dubbio.

A pianta quadrata, con quattro torri, la rocca fu eretta tra il XIII e il XIV secolo. Oggi è sede del Museo Territoriale del Lago di Bolsena.

Di fronte alla Rocca, separata da una fontana, è la Chiesa di San Salvatore, del XV secolo.

Piazza Monaldeschi, Rocca e Chiesa di San Salvatore

Scendiamo nuovamente, attraversando le bellissime piazze e i graziosi vicoletti.

La nostra prossima tappa è la Collegiata di Santa Caterina, eretta nell’XI secolo in stile romanico

Bolsena, Collegiata di Santa Caterina

Sono quasi le 20.00, ma vista l’abbuffata di oggi, stasera niente cena.

Solo un gelatino davanti al tramonto e una bella passeggiata sul lungolago.

Tramonto sul Lago di Bolsena

2° giorno

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Ed eccoci qua, è mattina presto e sono già sveglia. Devo aspettare le 07.30 per la colazione. Sono affamata e in astinenza da caffeina. Intanto Candy Crash mi aiuterà ad ingannare il tempo.

Buonissima colazione con vista lago e poi subito in macchina, oggi abbiamo diversi borghi da visitare e non possiamo certamente perdere tempo.

Per prima cosa puntiamo il navigatore in direzione di Montefiascone.

Montefiascone

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A 15 km circa da Bolsena, con i suoi 592 m di altitudine, è il paese più alto della provincia viterbese. Da Montefiascone, sorto sul colle più alto dei Monti Volsini, si gode di una bellissima veduta sul lago di Bolsena, ma questo avremo modo di verificarlo più tardi.

Avvicinandoci a Montefiascone, la prima cosa che ci salta all’occhio è la grande cupola della Cattedrale di Santa Margherita.

Quindi, parcheggiata l’auto, andiamo subito in direzione della chiesa.

Cattedrale di Santa Margherita

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Montefiascone, Cattedrale di Santa Margherita

La facciata di questa chiesa non sembra essere niente di particolare, ma una volta entrati dobbiamo ricrederci.

Davvero un capolavoro, con la pianta ottagonale e le sette meravigliose cappelle.

Tra le altre cose, è anche un momento fortunato per visitarla. Pur essendo domenica, non si stanno celebrando funzioni.

Ma torniamo alla cupola.

Sapete che con i suoi 27 metri di diametro è tra le più grandi d’Italia e addirittura la terza per diametro interno?

Nella cripta, invece, sono conservate le spoglie di Santa Margherita di Antiochia, patrona di Montefiascone.

Direi che abbiamo ispezionato la cattedrale in lungo e in largo, possiamo uscire.

Seguiamo le indicazioni che ci portano dritti dritti alla Rocca dei Papi.

Rocca dei Papi

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Montefiascone, Rocca dei Papi

Durante il periodo delle invasioni barbariche, si rese necessaria la costruzione di una fortezza circondata da alte mura. Successivamente anche i papi ne approfittarono e, costretti a scappare da Roma, trovarono proprio a Montefiascone il loro rifugio. Da un papa a un altro, questo piccolo borgo divenne addirittura Sede Vescovile.

L’ingresso alla rocca è a pagamento e troverete tutte le informazioni nel sito della Rocca di Montefiascone.

Facciamo un altro giretto per il paese e raggiungiamo di nuovo il parcheggio, perché la nostra prossima tappa è Tuscania.

Tuscania

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Anche se le due grandi attrazioni di Tuscania sono indubbiamente la Chiesa di San Pietro e la Chiesa di Santa Maria Maggiore, tutta questa piccola cittadina è veramente deliziosa.

Parcheggiamo nei pressi di Porta di Poggio e, percorrendo Via Roma, raggiungiamo la Cattedrale di San Giacomo Maggiore.

Tuscania, Cattedrale di San Giacomo Maggiore

In fondo a Via Roma, svetta la Torre di Lavello e subito dietro è l’ingresso al Parco della Torre di Lavello, da dove si ha una bellissima vista sulla valle circostante.

Guarda! In lontananza si vede l’abside della Chiesa di San Pietro.

Tuscania, Chiesa di San Pietro dal Parco della Torre di Lavello

Andiamo? Non è lontanissima, possiamo arrivarci anche a piedi. Su!

Così imbocchiamo Via della Lupa e dopo poco, ecco apparire una grande fontana.

E’ la Fontana delle Sette Cannelle, detta anche Fonte del Butinale, la più antica fontana della città.

Tuscania, Fontana delle Sette Cannelle

Ancora qualche minuto, iniziamo una leggera salita… la chiesa sorge sul colle di San Pietro, ve l’avevo detto? Costeggiamo l’Area Archeologica di Colle San Pietro, visitabile solo con visite guidate, e finalmente siamo davanti alla bellissima Chiesa di San Pietro, un vero capolavoro romanico.

Solo per darvi qualche riferimento, dal dal Parco della Torre di Lavello abbiamo impiegato meno di venti minuti per raggiungere la chiesa, un percorso decisamente fattibile.

Chiesa di San Pietro

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Tuscania, Chiesa di San Pietro

Per prima cosa, ci soffermiamo ad ammirare il giardino che ci separa dall’ingresso.

Guarda quelle torri! Erano torri di difesa e oggi ne rimangono solo due.

Non a caso, la bellezza di questo luogo ha attirato numerosi registi, che hanno scelto la chiesa e il territorio circostante come set dei loro film. Tra gli altri, ricordiamo Mario Monicelli che qui ha girato una scena de “L’Armata Brancaleone”.

Che bella la facciata! I tre cerchi del rosone richiamano la Trinità e a fianco sono i simboli degli evangelisti. Ve li ricordate? Metto a dura prova la memoria. Iniziamo dal più facile: San Marco è senza dubbio rappresentato dal leone, San Matteo da un uomo, San Giovanni dall’aquila e infine San Luca, che ha come simbolo un bue.

Entriamo.

L’interno è a tre navate, separate tra loro da colonne e archi. Bellissima anche la cripta.

Terminata la visita, seguiamo le indicazioni che ci portano alla Chiesa di Santa Maria Maggiore.

Scendiamo un po’. La chiesa si trova alle pendici del Colle di San Pietro e in pochi minuti la raggiungiamo.

Chiesa di Santa Maria Maggiore

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Tuscania, Chiesa di Santa Maria Maggiore

Altro meraviglioso esempio di basilica romanica, non c’è che dire, anche se sulla data della sua costruzione ci sono pareri discordanti.

Per prima cosa, ci soffermiamo sulla facciata e sui suoi bassorilievi. Anche qui notiamo i simboli dei Quattro Evangelisti, oltre all’immagine della Madonna, a quella di San Pietro, di San Paolo e a rappresentazioni dell’Antico Testamento.

Quando poi entriamo, sono gli affreschi a catturare la nostra attenzione. L’interno è diviso in tre navate. Unico rammarico, la chiesa è in restauro, ma vorrà dire che quando torneremo, sarà ancora più bella!

Uscendo, non possiamo far altro che notare una torre piuttosto massiccia proprio davanti alla chiesa. A dire la verità, l’avevamo vista anche raggiungendo la basilica, ma adesso ci soffermiamo meglio. Era l’antica torre campanaria, stranamente distaccata dall’edificio religioso. Manca la sommità, però! Infatti, la torre è stata danneggiata dal terremoto del 1971 e mai più ricostruita.

Altra piacevole passeggiata tra i vicoli di Tuscania prima di raggiungere il parcheggio, poi via, di nuovo verso il Lago di Bolsena.

Capodimonte

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Dopo Tuscania, è la volta di Capodimonte, che di per sé non ha niente di particolare da offrire, se non una bella vista sul lago e sulle isole, oltre ad una graziosa piazzetta.

Capodimonte

Sulle isole, sì, perché nel lago di Bolsena ci sono ben due isolette, l’Isola Bisentina e l’Isola Martana. Entrambe sono private e non visitabili, ma si possono circumnavigare grazie ai diversi tour che partono proprio da Capodimonte e da Bolsena.

Se siete interessati, il sito della Navigazione Altolazio offre interessanti proposte.

La sosta è breve e la fame inizia a farsi sentire, tanto che tralasciamo la visita alla Rocca Farnese, fatta costruire dal Cardinale Albornoz come prigione per gli eretici.

Ora andiamo verso Valentano.

Valentano

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Valentano è un borgo molto carino che si trova sulle pendici dei Monti Cimini.

Visto che una delle particolarità di Valentano è il grande numero di chiese, iniziamo da Piazza della Vittoria e dalla Collegiata di San Giovanni Apostolo, vicinissima alla Rocca Farnese… un’altra Rocca Farnese…

 

Valentano, Piazza della Vittoria

Qui vicino c’è anche un ristorantino che non sembra niente male, ma è tutto pieno… forse ci avevamo visto giusto.

Comunque non demordiamo e visto che sono quasi del due del pomeriggio, decidiamo di puntare tutto su un agriturismo. In questa zona siamo quasi sicuri di non sbagliare.

E così è stato.

Abbiamo scelto l’Agriturismo l’Alloro e siamo stati più che soddisfatti, mai scelta fu più azzeccata.

 

Non pensate anche voi?

Sono già le tre di pomeriggio, ci rimangono due borghi da visitare.

Iniziamo da Gradoli, sui Monti Volsini.

Gradoli

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Le prime notizie che si hanno su Gradoli risalgono ai primi anni del 1100. Pensate che era addirittura un possedimento di Matilde di Canossa, per poi essere ceduta allo Stato Pontificio.

Indovinate un po’… anche Gradoli ha la sua Rocca Farnese, fiore all’occhiello del borgo, costruita come dimora estiva di papa Paolo III. Attualmente, al suo interno è allestito il Museo del Costume Farnesiano. Sarei curiosissima di visitarlo, ospita ogni tipo di indumento del periodo rinascimentale, ma oggi è domenica e a quest’ora è chiuso. Peccato!

Accanto al palazzo, è la Collegiata di Sana Maria Maddalena.

 

Gradoli, Piazza Palombini

Il centro storico è graziosissimo e invita ad una bella passeggiata. Qualche signora forse un po’ curiosa ci osserva dalla finestra, nascosta dalle tendine ricamate che ricordano tanto i tempi passati.

Torniamo verso la macchina, per poi raggiungere la nostra ultima destinazione, Grotte di Castro.

Grotte di Castro

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Grotte di Castro

La nostra ultima tappa è Grotte di Castro. Un nome un po’ curioso, non trovate?

Sapete da dove ha origine questo nome?

Dalle caverne che si trovano al di sotto della rupe sulla quale è l’attuale centro storico.

Grotte di Castro ha origini molto antiche. Abitata prima dagli etruschi poi da i romani, venne saccheggiata e più volte distrutta durante il periodo delle invasioni barbariche, fino a quando, nel 1077, Matilde di Canossa la cedette allo Stato Pontificio. Ma questo piccolo borgo dovette aspettare altri cinquecento anni per avere un po’ di pace e il merito fu della famiglia Farnese che acquistò gran parte dei territori circostanti. Poi ancora il dominio della Chiesa, fino all’Unità d’Italia. Una storia travagliata per questo bellissimo borgo che sembra fermo nel tempo.

Dopo questi brevi accenni sulla storia e sulle origini di Grotte di Castro, torniamo al nostro itinerario.

Prima di entrare in paese incontriamo la Fontana Grande, realizzata nel 1886, quando venne costruito l’acquedotto.

Durante la piacevolissima passeggiata a Grotte di Castro, incontriamo prima il Palazzo Comunale, poi la Chiesa di San Pietro Apostolo, fino a raggiungere la chiesa di Santa Maria del Suffragio, costruita in stile barocco nel 1625 su una precedente chiesa dedicata a San Giovanni Battista.

Grotte di Castro è proprio carina, ma ormai è arrivato il momento di ritornare verso Bologna e, come avviene alla fine di ogni viaggio, lungo o corto che sia, è tempo di bilanci.

Conclusioni

Itinerario nella Tuscia cosa vedere nei dintorni del Lago di Bolsena

Non c’è che dire, questo week end è stato davvero piacevole, tra borghi etruschi dove si respirano storia e tradizioni, un panorama mozzafiato, il clima gradevole che ha reso ancora più bella la nostra gita. Il tutto corredato da una cucina davvero ottima!

Nonostante questo sia l’ennesimo viaggio dell’anno, e non sicuramente quello più lontano, sbalorditivo o esotico, posso dirlo: i Borghi della Tuscia sono stati per me davvero una piacevole scoperta che vi invito a fare.

Ancora una volta è confermata la mia teoria: non sempre i posti più lontani sono i più belli o i più meritevoli di una visita.

Buon week end, allora!

 

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