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Pompei

Parco Archeologico

Pompei Parco Archeologico cosa vedere Pompei come arrivare

Oggi vi porto a Pompei, diventata tristemente famosa per l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. che, oltre a distruggere completamente la città, rase al suolo anche la vicina Ercolano.

Prima di immergerci tra le bellezze del Parco Archeologico, iniziamo con qualche premessa.

Per esempio, sapevate che quando l’eruzione del Vesuvio ha distrutto Pompei, la città era praticamente un cantiere a cielo aperto? Eh sì, perché un violento terremoto l’aveva colpita qualche anno prima, nel 62 d.C.

Ma quando iniziarono gli scavi per riportare alla luce questa meravigliosa città? Tutto ebbe inizio nel sotto il regno di Carlo III di Borbone, a metà del 1700, e da allora questa attività non conosce sosta.

Visto che l’area degli scavi è molto ampia, meglio organizzarsi per tempo, onde evitare di girare qua e là senza orientarsi e magari rischiando anche di saltare qualcosa di veramente importante dal punto di vista artistico.

Non voglio sicuramente sostituirmi ad una guida, che per altro a Pompei distribuiscono gratuitamente all’Info Point vicino alla biglietteria, ma solamente darvi qualche spunto per rendere più scorrevole e pratica la vostra visita.

Innanzitutto… perché visitare Pompei?

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Io credo principalmente che si possa vedere Pompei sotto due punti di vista, diversi ma complementari.

Si può visitare Pompei per vedere cosa è rimasto della città dopo l’eruzione del Vesuvio, oppure semplicemente per vedere com’era strutturata una città romana.

Inevitabilmente, però, si finisce per vedere la città sotto entrambi i punti di vista.

Bene, adesso possiamo iniziare la nostra visita.

Parco Archeologico

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Decidiamo di iniziare da Porta Marina e da lì imboccare la via omonima.

Ma ancora prima di cominciare, questo è lo spettacolo che si presenta davanti a noi.

 Terme Suburbane e Porta Marina

Sono le Terme Suburbane. Suburbane, sì, perché si trovano proprio a ridosso della cinta muraria. Vedete Porta Marina sulla destra?

Oltrepassando le mura, una viuzza alla nostra sinistra ci porta dritti dritti alla Casa del Marinaio, del II sec. a.C.

Ma perché si chiama Casa del Marinaio? Guardate il mosaico e avrete la risposta!

 Casa del Marinaio

Qui iniziamo a notare le prime particolarità sulle abitazioni romane.  Immaginate tutte le pareti affrescate e pensate alle case senza finestre. Eh sì, perché in epoca romana la privacy era importante.

Sul lato opposto della strada è l’entrata al Santuario di Venere.

Santuario di Venere

Il Santuario, o quantomeno quello che ne resta, è indubbiamente interessante, ma il panorama è ancora meglio.

Se guardate a sinistra, vedrete la penisola sorrentina, mentre a destra c’è l’isola di Ischia.

Attraversiamo nuovamente Via Marina e ecco il Tempio di Apollo, da segnalare perché è uno lei luoghi di culto più antichi della città. Pensate che dagli oggetti rinvenuti in questa zona, la costruzione di un primitivo tempio si fa risalire addirittura al VI sec. a.C.

Tempio di Apollo

E questo importante santuario non poteva che affacciarsi sul Foro.

Foro

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Il Foro, come tutti sanno, rappresentava il centro dalla vita pubblica, religiosa e commerciale della città. L’intera aera del foro era delimitata da portici.

Sul lato sinistro del Tempio di Apollo, c’è la Basilica, un imponente edificio rettangolare, all’interno del quale si svolgevano prevalentemente le attività commerciali e le cause civili.

E se da un lato del foro si affacciava il Santuario di Apollo, sul lato settentrionale, il lato più corto alla sinistra del santuario, per intenderci, prospettava la facciata del Tempio di Giove. Lo spettacolo toglie il fiato. Il Vesuvio alle spalle è qualcosa di maestoso… e terrificante allo stesso tempo, se si ritorna con la memoria al 79 d.C.

Il Foro

Sul lato sud-est, invece si affaccia il Comitium, centro della vita politica della città. Inizialmente sede del seggio elettorale, poi scelto come luogo nel quale venivano eletti i magistrati.

Proprio di fronte al Santuario di Apollo sono il Macellum, il Santuario dei Lari Pubblici, il tempio di Vespasiano e l’Edificio di Eumachia, con un’iscrizione che testimonia la volontà della Sacerdotessa di costruire questo edificio per la corporazione dei lavandai, dei tintori e dei tessitori.

Continuiamo lungo Via del Vesuvio, che poi diventa Via Stabiana, fino a raggiungere le Terme Centrali o Stabiane, il più grande impianto termale della città, costruito tra il III e il II sec. a.C. e in costruzione proprio durante l’eruzione del 79. Bellissimo il frigidarium della zona adibita agli uomini, con volta a cupola dalla quale era possibile vedere le stelle. Le pitture a soggetto marino danno un valore aggiunto a questo ambiente già particolare di per sé.

Terme Stabiane – Frigidarium

Stiamo percorrendo di nuovo la strada principale dell’antica Pompei.

Costeggiamo la Casa del Citarista, la Casa di Paquius Proculus, la Casa di Vetutius Placidus, quella del Frutteto, fino a raggiungere la Casa di Venere in Conchiglia, nel Regio II.

La Casa di Venere in Conchiglia è famosa per il dipinto che le dà il nome e che si trova nella parete esterna della villa.

Casa di Venere in Conchiglia

Se lo guardate con attenzione, però, capirete da soli che l’artista che ha dipinto l’affresco non doveva certamente essere il numero uno, fosse solo per quanto sono sproporzionate le cosce della dea.

Ma a noi piace lo stesso!

E ora l’Anfiteatro, antichissimo, costruito addirittura nel 70 a.C., poteva contenere fino a 20.000 spettatori. Per accedere alle gradinate superiori, si salivano delle scale esterne, mentre per raggiungere quelle inferiori, si percorreva un corridoio in discesa. L’arena era separata dal resto grazie a un parapetto affrescato con scene di giochi gladiatori.

Anfiteatro

Di fronte è la Palestra Grande, una piazza quadrata circondata da portici, dove si allenavano i giovani pompeiani. Insomma, era il luogo adibito alla loro formazione, sia fisica che intellettuale.

Percorriamo Via di Castricio, perché dobbiamo raggiungere il regio VIII, dove sono il Tempio di Asceplio e il Tempio di Iside.

La nostra prossima tappa è il Teatro Piccolo o Odeion. Costruito nel 79 a.C., in questo teatro si tenevano spettacoli musicali e di mino.  Piccolo però non tanto, poteva contenere fino a 1000 spettatori.

Teatro Piccolo

E se c’è il Teatro Piccolo, c’è per forza il Teatro Grande, realizzato nel II sec. a.C. sfruttando la naturale pendenza della collina. La gradinata era divisa in tre zona, ognuna delle quali suddivisa in cinque settori. Nel teatro erano rappresentate commedie e tragedie greco-romane.

Teatro Grande

Adiacente, è il Quadriportico dei Teatri o Caserma dei Gladiatori, un quadriportico, appunto, circondato da 74 colonne doriche. Inizialmente, qui si intrattenevano gli spettatori prima e dopo gli spettacoli teatrali, ma dopo il terremoto che colpì Pompei nel 62 d.C., quest’area venne adibita a caserma per i gladiatori.

Caserma dei Gladiatori

Adesso è il momento di uno dei pezzi forte di Pompei, la Casa del Fauno, una delle abitazioni più grandi della città, risalente al II sec. a.C. E visto che probabilmente gli zerbini non erano di moda, notate l’iscrizione sul marciapiede davanti alla villa: HAVE, benvenuto!

Casa del Fauno

Una visita all’interno della casa ci dà l’idea di quanto fosse bella e maestosa all’epoca della sua costruzione.

Ed eccola qui, la statua del Fauno che dà il nome alla casa.

Casa del Fauno

A dire la verità, questa è solo una copia, perché l’originale si trova al Museo Archeologico di Napoli.

Qualche passo più in là, è la Casa del Poeta Tragico, famosa per il mosaico che raffigura un cane e che riporta la scritta CAVE CANEM, attenti al cane! Niente foto, stavolta! Il mosaico è ricoperto da un vetro protettivo che rende difficile fare una bella foto.

Rimettiamoci in marcia, perché l’obiettivo finale è la tanto agognata Villa dei Misteri, in posizione leggermente spostata rispetto al resto degli scavi. Per raggiungerla, infatti, attraversiamo la Porta di Ercolano e percorriamo Via delle Tombe.

E’ bello passeggiare qui e tornare con la mente indietro nel tempo. Proprio attraversando la Porta di Ercolano cerco di pensare a com’era la vita qui prima dell’eruzione del Vesuvio e mi immagino i pedoni che attraversavano i fornici laterali della Porta, mentre i carri passavano da quello centrale. Scene di vita quotidiana, insomma.

Continuiamo a passeggiare.

La Necropoli di Porta Ercolano da una parte, la Villa di Diomede dall’altra

Necropoli di Porta Ercolano

e infine la maestosa Villa dei Misteri.

La Villa dei Misteri, che risale alla prima metà del II sec. a.C., è sicuramente uno degli edifici più rappresentativi di Pompei, con i suoi meravigliosi affreschi che rappresentano scene di culto. Al centro Dionisio ed Arianna, tutt’intorno figure mitologiche, fauni, fanciulle, scene di danze, ma anche di flagellazione. Inutile dire che questo è uno degli affreschi meglio conservati e vale la pena spingersi fin qui per vederlo.

Villa dei Misteri

Abbiamo proprio terminato la nostra visita. L’uscita si trova davanti alla villa.

Ora non ci resta che decidere se visitare la Pompei attuale o se tornare a Napoli. Anche se normalmente avremmo deciso di visitare almeno il Santuario, questa volta siamo troppo stanchi. Costeggiamo la recinzione degli scavi e arriviamo alla stazione della Circumvesuviana.

Visto che oggi abbiamo camminato abbastanza, stasera ci meritiamo un bel premio: la pizza da Sorbillo!

Che ne dite, si può fare?

Qualche considerazione

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Quelle che avete trovato in questo articolo sono, ovviamente, informazioni parziali su questa bellissima città e sui suoi scavi.

Attualmente il costo del biglietto è di 15,00 €.

Per gli orari di entrata al sito e per avere informazioni sempre aggiornate, vi consiglio di consultare il sito ufficiale.

Ricordate comunque che alcuni edifici hanno a loro volta orari di apertura e di chiusura propri, quindi anche se sarete all’interno del sito, non è detto che possiate visitare tutti gli edifici.

Come arrivare

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Da Napoli raggiungere Pompei è facilissimo.

Potrete scegliere se utilizzare la Circumvesuviana, i treni che collegano il capoluogo campano a Salerno, o gli autobus di linea.

Esaminiamo insieme le diverse soluzioni.

Circumvesuviana

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La Circumvesuviana ha cinque linee e due di queste collegano Napoli a Pompei.

Quindi, potrete scegliere se salire sui treni che collegano Napoli a Poggiomarino o quelli che la collegano a Sorrento.

Tutti i treni partono dalla stazione di Porta Nolana e passano da Napoli Garibaldi.

Se volete visitare l’aerea archeologica, dovete scendere alla stazione di Pompei Scavi/Villa dei Misteri e in questo caso dovrete per forza prendere la linea Pompei-Sorrento.

Gli ingressi agli scavi sono molteplici, ma l’entrata più vicina alla fermata della Circumvesuviana è quella di Porta Marina.

Il tragitto dura circa 40 minuti.

La tariffa varia a seconda della tratta e potrete acquistare i biglietti presso le apposite biglietterie all’ingresso delle stazioni della Circumvesuviana

Da Napoli Garibaldi per Pompei Scavi il costo del biglietto è di € 2,80.

Una volta raggiunta la stazione di Pompei Scavi, andate a destra e poco dopo, alla vostra sinistra, troverete la biglietteria.

Se scegliete la linea Pompei-Poggiomarino, la fermata è Pompei Santuario.

Da qui, sarete comodi per visitare il centro di Pompei, ma se volete visitare gli scavi, dovrete camminare per circa 2 km o prendere un ulteriore mezzo pubblico che vi porti all’ingresso del Parco Archeologico.

Treno

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Se invece scegliete di utilizzare i treni di Trenitalia, vi consiglio di consultare il sito di Trenitalia per avere gli orari sempre aggiornati.

La linea è quella che collega Napoli a Salerno e per raggiungere Pompei impiegherete circa 35/40 minuti.

 

Spero di avervi dato tutte le informazioni utili per poter visitare al meglio Pompei, perché se siete da queste parti non potete certamente sottrarvi a una visita.

 

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