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Roma, il mio itinerario alla scoperta della Città Eterna

Roma cosa vedere Roma il mio itinerario e consigli utili

Io che adoro Roma più di ogni altra cosa, non ho ancora scritto un articolo sulla Città Eterna? O meglio, non vi ho ancora dato qualche spunto per il vostro soggiorno, qualche idea per un itinerario che possa sposare i vostri gusti e vi faccia conoscere e innamorare di questa meravigliosa città. 

Non voglio assolutamente rimandare, così comincio da un itinerario classico per quelli di voi che non hanno mai visitato Roma e vogliono spendere al meglio il tempo a disposizione, magari solo pochi giorni per scoprire un vero patrimonio artistico. 

Prima di iniziare, un solo avvertimento, però: scarpe comode, perché l’itinerario che ho scelto, è piuttosto intenso… 

Per la città che conta probabilmente il maggior numero di monumenti, piazze e fontane al mondo, che è praticamente un museo a cielo aperto, è difficile dire da dove iniziare. 

Allora partiamo da quello che anticamente era considerato il centro del mondo, il Campidoglio. 

1° giorno: 

  • CAMPIDOGLIO 
  • VITTORIANO 
  • VIA DEI FORI IMPERIALI 
  • COLOSSEO  
  • FORI 

Roma cosa vedere Roma il mio itinerario e consigli utili

Infiliamoci su un autobus, facciamoci una bella passeggiata, prendiamo un taxi, l’importante è cominciare la nostra visita e soprattutto cominciarla nel migliore dei modi.

Se optate per l’autobus o per la metro, che in questo caso, però, non è comodissima, vi consiglio di dare un’occhiata al sito dell’ATAC di Roma nella sezione “percorsi”.

Campidoglio

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Arrivati a destinazione, ci troviamo davanti a due scalinate, una che conduce alla chiesa di Santa Maria dell’Aracoeli, l’altra che porta alla piazza. 

Noi saliamo la bellissima cordonata michelangiolesca. 

Non correte, però! Salite con calma e godetevi quello che vi circonda.  

Partiamo dal basso, dai leoni in granito che fiancheggiano la scalinata e che nei giorni di festa gettavano vino dalle loro bocche. Salendo, alla vostra sinistra c’è il Monumento a Cola Di Rienzo, realizzato nel 1887 da Girolamo Masini nei pressi luogo in cui il tribuno del popolo venne ucciso. Guardate il basamento: è realizzato con materiale di spoglio di edifici romani.

Salite ancora un po’. Alla sommità della scalinata troverete le statue di Castore e Polluce, i Trofei di Mario, le statue di Costantino a destra e del figlio Costante II a sinistra ed infine due colonne militari provenienti dalla Via Appia, che segnalavano il I e il VII miglio. 

Piazza del Campidoglio

Adesso possiamo dire di essere ufficialmente nella piazza. 

Piazza del Campidoglio

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Guardiamoci intorno e non dimentichiamoci che Piazza del Campidoglio è stata progettata da uno dei più grandi artisti di tutti i tempi: Michelangelo.

A destra il Palazzo dei Conservatori, a sinistra il Palazzo Nuovo, sede dei Musei Capitolini e sullo sfondo Palazzo Senatorio. 

Prima del Palazzo Senatorio, però, il vostro sguardo incontrerà sicuramente la Statua di Marco Aurelio, una volta interamente ricoperta d’oro e ora rivestita da una patina. Sapete che a questa statua è legata una leggenda? Quando tutto l’oro trapelerà e sarà nuovamente visibile, arriverà la fine del mondo. 

Concentriamoci sulla pavimentazione, adesso. La decorazione stellare ci riporta alla concezione medievale secondo la quale Roma era al centro del mondo. Proprio il motivo per cui abbiamo scelto la piazza come punto di partenza, ricordate?

Ora spostiamoci verso la scalinata a due rampe che conduce al Palazzo Senatorio.

Nello spazio tra le rampe, Michelangelo fece collocare la Fontana della Dea Roma, realizzata utilizzando statue già esistenti.

Qualche esempio? La statua di Roma Trionfante era in realtà quella di Minerva, ma Sisto V minacciò di far demolire il Campidoglio se non fossero state eliminate tutte le statue pagane, così… fatta la legge, trovato l’inganno, ed ecco comparire Roma Trionfante!

Ai lati, troviamo le statue del Nilo, sulla sinistra, e del Tevere, a destra.

Non notate qualcosa di strano osservando il Palazzo Senatorio? La sua forma è un po’ irregolare, trapezoidale, direi. E sapete perché? E’ presto detto: un lato è più corto perché a fianco si trovava il Tempio di Veiove.

Adesso spostiamoci alla sinistra dal palazzo, dove si trova la colonna con la Statua della Lupa, ma questa è solo una copia dell’originale che si trova all’interno del Palazzo dei Conservatori. 

Se volete godere di una delle più belle viste sui Fori, fate ancora qualche passo e davanti a voi ecco l’Arco di Settimio Severo. Spaziate con lo guardo, davanti a voi il Foro Romano: l’Umbilicus Urbis, i Rostri, la Colonna di Foca… 

 

Una vista davvero unica! 

Ora tornate un po’ indietro, all’altezza della colonna della Lupa. Proprio di fronte ci sono delle scale. Vi va di salirle? Fossi in voi lo farei, conducono a quella che secondo me è una della più belle chiese di Roma, Santa Maria dell’Aracoeli. 

Entriamo! 

Santa Maria dell’Aracoeli

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La chiesa è talmente bella e le cose da dire sono così tante che se le racchiudessi tutte in questo articolo, rischierei di annoiarvi. Quindi, se volete scoprire tutti gli angoli di Santa Maria d’Aracoeli, cliccate qui. 

In questa pagina ci limiteremo solo a svelare qualche curiosità. 

La tradizione vuole che questa chiesa sia stata fatta costruire da Augusto. Ma perché proprio da Augusto? Beh, un giorno Augusto, un po’ curioso,  interrogò la Sibilla, chiedendole chi sarebbe stato il suo successore ed ella rispose: “Un bambino ebreo reggitore del cielo”. Successivamente, l’imperatore ebbe la visione della Madonna con il Bambino e fece costruire sul Campidoglio un altare dedicato alla Vergine. Nel VII secolo venne poi edificata la chiesa.

Avete guardato lo splendido, soffitto, lo so… Vi hanno anche colpito le colonne diverse l’una dall’altra, avete notato il tempietto dedicato a Sant’Elena… ma non starete per uscire, vero? Non si può lasciare questa chiesa senza aver fatto visita al Bambino dell’Aracoeli.  

Ma dove si trova? 

In fondo alla navata sinistra, sotto il Monumento al Cardinale Matteo d’Acquasparta, c’è una porta che conduce alla sagrestia. Entrate e alla vostra sinistra troverete la Cappella del Santo Bambino dell’Aracoeli. C’è una leggenda legata a questa statua. Siete curiosi? Ok, ve la racconto. 

La statua risale al XV secolo ed è stata scolpita, secondo la tradizione, da un frate nel legno di un ulivo dell’orto del Getsemani.  Il frate non ebbe però la possibilità di dipingerla e così la scultura venne colorata dagli angeli. Durante il tragitto via mare per raggiungere l’Italia, a causa di una tempesta, l’urna contenente la scultura cadde in acqua. Miracolosamente, venne ritrovata dopo qualche giorno nelle vicinanze del porto di Livorno e portata a Roma, nella chiesa di Santa Maria d’Aracoeli, proprio dallo stesso frate. Molti anni più tardi, una donna rubò il Santo Bambino, ma la leggenda narra che il bambino tornò da solo alla chiesa, di notte, mentre tutte le campane suonavano a festa.  

Probabilmente questa è solo una leggenda, ma anche le leggende fanno parte della nostra storia. 

Adesso che avete reso omaggio al Bambino, siete autorizzati ad uscire dalla chiesa e questa volta potete utilizzare l’ingresso principale. 

Scendete i 124 scalini che vi portano su Via del Teatro di Marcello e proseguite alla vostra destra, in direzione del Vittoriano. 

Perché è proprio questa la nostra prossima tappa. 

Scommetto che qualcuno di voi ha fatto lo stesso errore che ho fatto io per anni e ha chiamato questo maestoso monumento “Altare della Patria”. In realtà, l’Altare della Patria è solo una parte del Vittoriano o Monumento a Vittorio Emanuele II.

Monumento a Vittorio Emanuele II

Vittoriano

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Costruito tra il 1855 e il 1911 da Giuseppe Sacconi per celebrare l’Unità d’Italia avvenuta sotto Vittorio Emanuele II, questo è uno dei monumenti che caratterizza maggiormente la città. 

Adesso ho una domanda per voi: non siete stanchi vero? Siamo solo all’inizio della giornata e l’idea sarebbe quelle di farvi salire ancora un po’. 

Coraggio, entrate dalla cancellata e iniziate la salita. 

Passate di fianco ai militari che sorvegliano la Tomba del Milite Ignoto, poi continuate a salire, fino su, fino al punto più alto, dove sono le statue delle Regioni d’Italia e da dove potrete godere di una bella vista su Piazza Venezia da una parte e sui Fori dall’altra. 

Mentre riprendete fiato, contate le statue che rappresentano le regioni… 1, 2, 3… 15, 16. Mmm… manca qualcosa… ma certo! All’epoca della costruzione del Vittoriano, non erano ancora stati costituiti il Trentino-Alto Adige, il Friuli Venezia Giulia, il Molise e la Valle d’Aosta. 

Dipanati tutti i dubbi, possiamo iniziare la discesa. 

Fuori dal cancello, ci dirigiamo verso Via dei Fori Imperiali, ma prima un’altra chicca. 

Girato l’angolo c’è la tomba di Publicio Bibulo. Sapete perché questa tomba è particolarmente significativa? Una volta tanto non è la persona sepolta qui e renderla particolare, ma bensì il fatto che si trovi proprio in questa posizione. Vi spiego meglio: in epoca repubblicana era vietato seppellire i morti all’interno della città, quindi questo dimostra che le mura passavano a ridosso del Campidoglio e la tomba ne era fuori. 

 

Tomba di Publicio Bibulo

Potete proseguire lungo Via dei Fori Imperiali, guardando a destra e a sinistra, passeggiando tra il Foro di Traiano, il Foro Romano, il Foro di Augusto e così via fino a raggiungere il Colosseo. 

 

Colosseo

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Colosseo

A questo punto avete solo l’imbarazzo della scelta: potete entrare per una visita da soli o scegliere tra le diverse opzioni di una visita guidata.  

In ogni caso, vi consiglio di prenotare il biglietto on-line e in questo modo potrete saltare la file ed evitare di perdere tempo. 

Vi ricordo che il biglietto comprende l’entrata al Colosseo, al Foro Romano e Palatino ed è valido due giorni, ma non comprende la visita guidata. 

Non avete prenotato la visita guidata e preferite il fai-da-te? Cliccate qui e troverete comunque tante informazioni sul monumento simbolo di Roma. 

Visita fatta, giusto? 

A questo punto, se vi rimane un po’ di tempo, entrate a visitare i Fori ed aggiratevi tra i resti dei monumenti che hanno fatto la nostra storia. 

Direi che come prima giornata possiamo fermarci qui. 

Buon riposo! Vi voglio in forma, domani! 

Cliccate qui per l’itinerario della 2° giornata

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