Kyoto
Una settimana nell’antica capitale nipponica
Kyoto – Cosa vedere in una settimana
Il nostro primo impatto con il Giappone lo abbiamo avuto a Kyoto, capitale nipponica dal 794 al 1868.
Una città storica, ricca di tradizioni, con templi antichi, edifici storici, giardini zen e castelli.
C’è anche una Kyoto più moderna, quella della Kyoto Tower, per esempio, ma i quartieri storici come Gion rimangono il fulcro di un viaggio a Kyoto.
Noi abbiamo intenzione di non lasciare nulla di inesplorato.
Si parte alla scoperta di questa meravigliosa città, che già ad un primo sguardo mi ha rapita.
1° giorno
Toji Temple – Nishi Honganji – Higashi Honganji – Nijo Castle
Kyoto – Cosa vedere in una settimana
Per la nostra prima volta a Kyoto, abbiamo pensato innanzitutto alla comodità.
Non sapendo in effetti come ci saremmo gestiti con gli spostamenti, abbiamo scelto un albergo tra la stazione dei treni e un capolinea dei bus, indispensabili per spostarsi in città tra le principali attrazioni.
E così anche il nostro itinerario è partito da quella zona.
Prima tappa: Toji Temple, che si trova ad appena 15 minuti a piedi dalla stazione dei treni.
Toji Temple
Kyoto – Cosa vedere in una settimana
Il Toji è il primo tempio che visitiamo in Giappone e subito ci rendiamo conto di una cosa: quando si parla di tempio, non ci si riferisce ad un unico edificio, come nel caso delle nostre chiese, ma ad un interno complesso, di solito anche piuttosto ampio, che comprende giardini, pagode, padiglioni e qualche volta anche bellissimi laghetti abbelliti dalle ninfee.
Nel caso specifico del Toji Temple, proprio per la grandezza del complesso, la visita ci ha impegnato buona parte della mattinata.
Il nome To-ji significa “tempio orientale”. Se vi state chiedendo dove si trova il “tempio occidentale”, beh… purtroppo non esiste più.
Il tempio è stato costruito nel 796 ed è un punto di riferimento religioso per molti abitanti di Kyoto.
Ma passiamo alla nostra visita.
Appena arrivati, iniziamo ad aggirarci curiosi tra fedeli e turisti.
La pagoda
La prima cosa che si nota è indubbiamente la Pagoda a cinque piani.
Con i suoi 57 metri, è la più alta del Giappone ed è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.
Pensate che fino alla costruzione delle Kyoto Tower, è stato l’edificio più alto della città.
Gli edifici principali del tempio sono otto e all’interno sono custoditi anche oggetti di inestimabile valore artistico, come per esempio antichi testi buddisti.
Passeggiando all’interno del complesso. ci si ritrova davanti a due edifici abbastanza simili tra loro, uno di fianco all’altro.
Sono il Padiglione degli Insegnamenti (Kodo) e il Padiglione Principale (Kondo), rispettivamente a sinistra e a destra dello schermo
Entriamo nel prima Kondo, per vedere le statue che rappresentano la Triade Yakushi.
Yakushi Nyorai è il Buddha della guarigione ed è molto venerato dai devoti.
Purtroppo, all’interno non è possibile fotografare, ma vi posso garantire che come primo impatto con la statuaria giapponese, rimaniamo esterrefatti.
Nel Kodo, invece, ci sono ben 21 statue del Buddha portate qui dalla Cina.
Siamo solo al primo tempio e siamo già affascinati da questa cultura così diversa da noi e che per questo ci incuriosisce tantissimo.
A proposito, l’intero complesso è spesso sede di eventi religiosi e non solo, quindi, se siete fortunati, potrebbe capitarvi l’occasione di immergervi ancora più intensamente nella cultura giapponese.
Mentre passeggiamo nei giardini del tempio, incontriamo un signore molto gentile, che poi scopriamo essere una guida turistica.
Ci spiega alcune cose riguardo Kyoto e ci consiglia cosa visitare, ma senza l’intento di “venderci” niente, solo per il puro gusto di raccontare qualcosa della sua città.
Tenta anche di insegnarci un po’ di giapponese ma tra un “Sorry – Gomen’nasai” e un “Excuse me – Sumimasen” mi sono già persa.
La mattinata è passata velocissima e usciti dal tempio è già ora di pranzo. Ci fermiamo in un localino lungo la strada, “Ayam – Na”. Il loro motto è “No ramen, no life”. Da qui inizia la grande sfida tra me e le bacchette, ma almeno questa volta ne esco vincitrice, è già un traguardo avere messo in bocca qualcosa.
Il pomeriggio è dedicato alla visita di altri templi, il Nishi Honganji e l’Higashi Honganji, che si trovano a nord della stazione, non molto distanti da dove ci troviamo noi, quindi decidiamo di raggiungerli a piedi.
Nishi Honganji e Higashi Honganji
Kyoto – Cosa vedere in una settimana
Nishi Honganji e Higashi Honganji sono due templi distinti separati da una serie di strade, che fanno comunque parte di un unico complesso, chiamato Jōdo Shinshū.
Il complesso è la sede di una delle scuole buddiste più conosciute del Giappone, la Jōdo Shinshū, appunto, dove si venera il Buddha Amida, che secondo la religione buddista, vive nella “Terra Pura”, che si trova solamente al di là di questo mondo.
Proprio il nome del complesso, tradotto significa “Buddhismo della Vera e Pura Terra”.
E a proposito di nomi, Nishi Honganji e Higashi Honganji significano rispettivamente “tempio occidentale” e “tempio orientale”.
Ma iniziamo a vedere i templi nel dettaglio.
Il Nishi Honganji, il primo dei due ad essere costruito e anche il più grande, risale al 1591 ed è stato dichiarato Tesoro Nazionale e nel 1994 anche Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.
Al suo interno ospita una reliquia di particolare valore, una statua in legno che rappresenta il monaco Shinran, fondatore della scuola Jōdo Shinshū.
Si dice che la statua sia stata costruita dallo stesso monaco e dipinta solo dopo la sua morte, utilizzando le ceneri dello stesso defunto.
Tra gli altri edifici, uno è particolarmente degno di nota ed è l’Hiunkaku Pavilion, il Padiglione delle Nuvole Volanti, mentre aggirandovi per il complesso vi imbatterete sicuramente nel grande Gingko, un albero che ha più di 400 anni.
L’Higashi Honganji, invece, è stato costruito successivamente.
Anche qui troviamo due sale principali, oltre ad altri edifici minori.
La Sala Goeido che tradotto significa Sala del Fondatore, è l’edificio in legno più grande di Kyoto, ed è dedicata, come fa sospettare il nome, al monaco Shinran.
Nell’edificio a fianco, invece, è custodita la statua del Buddha Amida.
L’entrata ad entrambi i templi è gratuita.
Dopo tanti templi, bisogna variare un po’.
Che ne dite di un castello?
Andiamo al Nijo Castle.
Per arrivare ci sono due possibilità: o una bella passeggiata di circa 45 minuti, oppure si può prendere il bus. La fermata è proprio sulla strada principale tra i due templi e il bus porta esattamente davanti al castello.
Nijo Castle
Kyoto e Tokyo – Cosa vedere
Il Nijo Castle è stato costruito nel 1603 ed è stato la residenza del primo shogun del periodo Edo, Tokugawa Ieyasu, capostipite di una dinastia che governò per oltre 200 anni.
Una visita è indubbiamente il modo migliore per entrare appieno nella storia del Periodo Edo, quando gli shogun erano particolarmente influenti e potenti.
Anche il Nijo Castle, che tra l’altro è uno dei castelli più famosi e visitati del Giappone, è inserito tra gli edifici Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.
Visto dall’esterno è già meraviglioso, ma una volta entrati, si rimane letteralmente impressionati dalla bellezza del Palazzo Ninomaru.
Aggirandoci tra le stanze riccamente decorate, non si possono non notare i famosi pavimenti “a usignolo”, che scricchiolano al minimo passaggio, voluti dallo shogun, un po’ sospettoso, per evitare intrusioni indesiderate.
E sempre perché “fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”, il castello era circondato da un doppio fossato, una possente cinta murarie e naturalmente diverse torri di guardia.
Il giardino del palazzo è fantastico e, ovviamente, curatissimo, come nella migliore tradizione giapponese. Passeggiare tra i sentieri, attraversare i ponti e fermarsi ad ammirare la natura è davvero rilassante.
Non ci si aspetterebbe proprio di trovare una città in continuo movimento al di là di queste mura.
L’ingresso è a pagamento e il consiglio è quello di visitare Nijo Castle la mattina presto oppure poco prima della chiusura, momenti nei quali il castello è meno affollato.
La prima giornata a Kyoto sta volgendo al termine e non poteva andare meglio.
Una piacevole passeggiata tra Ponto-cho, Shimbashi-dori e Sanjo-dori non ce la leva nessuno.
Oyasumi!
2° giorno
Kiyomizu-dera Temple – Ryozen Kannon – Maruyama Koen – Chion-In – Shoren-In – Nanzen-Ji – Eikan-Do – Passeggiata Del Filosofo – Ginkaku-Ji
Kyoto – Cosa vedere in una settimana
Oggi il programma è particolarmente denso, soprattutto è denso di templi.
Iniziamo subito salendo sul bus 207 che ci porta al Kiyomizu-dera Temple.
La mia grande paura è quella di non capire a quale fermata scendere, ma in prossimità delle attrazioni turistiche principali, una voce registrata fornisce le indicazioni necessarie. Problema risolto!
Dalla fermata del bus al Kiyomizu-dera il tratto è breve. Eccoci davanti all’entrata del tempio.
Kiyomizu-dera Temple
Kyoto – Cosa vedere in una settimana
Il Kiyomizu-dera Temple, Patrimonio dell’Umanità dal 1994, si trova nella parte orientale di Kyoto ed è stato costruito in cima ad una collina.
La sua fondazione è molto antica, ma l’aspetto attuale risale al 1633, quando lo shogun Tokugawa Iemitsu ne decise la ristrutturazione.
E’ uno dei templi buddisti più frequentati della città e se ci andrete capirete perché, travolti sicuramente dalla sua bellezza e dalle tante particolarità.
Si entra al tempio attraversando la bellissima Nio-mon, la porta a due piani alta 14 metri.
Una volta entrati nel complesso, la prima cosa ad attirare la nostra attenzione è la pagoda rossa.
Saliamo in cima alla collina per poi riscendere con tutta calma e goderci uno ad uno gli edifici del tempio.
La strada per arrivare al padiglione principale è in salita, ma non arrendetevi perché una volta raggiunto il padiglione e la terrazza panoramica, verrete ripagati della fatica.
Il Tempio Principale è dedicato alla Kannon, dea della misericordia e della compassione, e adesso che siete arrivati fin qui posso dirvelo: sia il tempio principale che la terrazza sono stati costruiti in legno, senza l’utilizzo di un solo chiodo.
Scendendo, si raggiunge un altro bellissimo edificio, Okuno-in, ricostruito nel 1633. L’Okuno-in assomiglia tantissimo al Padiglione Principale e come lui vanta di una terrazza dalla quale si può godere di una bellissima vista su parte del complesso e sulla città.
Proprio sotto all’Okuno-in, c’è la Cascata Otowa dalla quale i fedeli bevono utilizzando i mestoli in legno che vedrete sempre nei templi giapponesi.
La cascata si divide in tre rami, ognuno con una proprietà differente.
Scegliete bene se preferite avere la salute, la longevità, oppure la saggezza.
Attenzione se volete sperimentare i benefici di quest’acqua, però.
La tradizione suggerisce di non essere troppo ingordi e di scegliere solo due di questi doni. Chi troppo vuole nulla stringe, si sa, e la vostra ingordigia potrebbe ritorcersi proprio contro di voi.
Ma se alla cascata fanno la fila per avere la salute, c’è anche chi si reca al Santuario Jishu per cercare l’amore.
Di fronte al santuario, giapponesi e turisti si cimentano in una bizzarra sfida.
Chi riesce a percorrere ad occhi chiusi i 18 metri che separano due pietre collocate nel terreno, troverà il vero amore.
All’interno del complesso ci sono tantissimi altri edifici da scoprire e sentieri da battere, così ci si aggira un po’ inconsapevolmente tra templi minori, statue e padiglioni all’aperto.
Per noi è tutto nuovo, non ci eravamo mai avvicinati a questa realtà e siamo veramente colpiti.
Adesso posso confessarlo: tornerei a Kyoto solo per tornare al Kiyomizu-dera Temple.
Dopo aver passato buona parte della mattinata al Kiyomizu-dera Temple, cambiamo genere, passando dal sacro al profano.
Per raggiungere la nostra prossima meta, il tempio Ryozen Kannon, dobbiamo superare mille tentazioni, tutte racchiuse in un’unica strada: Matsubara-dori.
Matsubara-dori è una caratteristica stradina ricca di negozietti accattivanti, ai quali è impossibile resistere.
Via ufficiale agli acquisti!
Lo shopping mi assorbe forse un po’ troppo, tanto che per arrivare al tempio shintoista impieghiamo quasi un’ora, contro i 15 minuti che ci sarebbero voluti se non fossi entrata in tutti, ma dico in tutti, i negozi. Ma il bello della vacanza è anche questo.
Ryozen Kannon
Kyoto – Cosa vedere in una settimana
Siamo all’ingresso del tempio, che si trova nel cuore dello storico quartiere Gion.
Pagato il biglietto, ci omaggiano di un bastoncino di incenso da bruciare nel grande braciere posto proprio davanti alla dea.
La statua di Kannon è proprio davanti a noi, enorme, imponente. 24 metri di altezza e 500 tonnellate di peso. La montagna alle spalle rende tutto ancora più suggestivo.
Davanti alla statua c’è una grande vasca che in primavera si riempie di fiori di loto e sotto la statua ci sono i diversi edifici del tempio.
Leggendo la guida, scopro che questo santuario è dedicato ai caduti della Seconda Guerra Mondiale nella Battaglia del Pacifico ed è stato costruito nel 1955. Onora TUTTE le vittime della guerra, non solamente i giapponesi e questo è un primo esempio di grande inclusività.
E’ un luogo particolare, non solo per l’architettura.
La sensazione è un po’ strana e l’atmosfera è molto diversa da quella che si respira negli altri templi, almeno in quelli che abbiamo visitato fino ad ora.
La statua della dea è visitabile internamente.
L’interno è molto caratteristico: chi prega davanti all’immagine della dea Kannon in cerca di misericordia e compassione e chi prega davanti all’immagine del proprio segno zodiacale.
Una sorta di mix incredibile tra sacro e profano.
Dopo una piccola sosta, passata per la maggior parte a cercare di carpire gli usi dei fedeli venuti in visita qui, proseguiamo verso il Maruyama Koen, un parco cittadino poco distante da qui.
Maruyama Koen
Kyoto – Cosa vedere in una settimana
Il Maruyama Koen è un parco che si trova nel quartiere Gion.
Primavera e autunno sono le stagioni migliori per passeggiare tra i suoi viali, quando i ciliegi sono in fiore, oppure quando il giallo e il rosso delle foglie colora il parco rendendolo unico.
E’ molto tranquillo, con un’atmosfera decisamente rilassante, ideale per staccare dal caos della città.
Tra laghetti, templi e bancarelle, ne approfittiamo anche per uno spuntino, anche perché qui lo street food è già di casa da molto tempo.
Uscendo dal parco, siamo su Shijo-dori, dove eravamo ieri sera. Solo adesso inizio ad orientarmi.
Da qui al prossimo tempio, il Chion-in, il tratto è breve.
Chion-in
Kyoto – Cosa vedere in una settimana
Chion -in è uno dei templi più visitati di Kyoto.
Si trova nel quartiere Higashiyama, a pochi passi dal vivace quartiere Gion.
Questo tempio buddhista è molto antico. Risale addirittura al 1200, anche se buona parte del complesso è stata ricostruita nel 1600.
Oltre ad essere molto frequentato, il tempio Chion-in vanta anche alcuni primati.
Sapete che la campana del tempio pesa 70 tonnellate ed è la più grande di tutto il Giappone?
Ogni Capodanno serve un nutrito gruppo di monaci per riuscire a suonarla.
Anche la porta di ingresso (Sanmon) non passa certo inosservata: con i suoi 24 metri di altezza e i 50 di larghezza, è la più ampia del paese. Per ricoprirne il tetto sono state utilizzate circa 70.000 tegole.
Una porta così imponente non può che essere l’ingresso ad un tempio altrettanto maestoso.
Basta guardare l’enorme sala principale del tempio, chiamata “Mieido”, dichiarata Tesoro Nazionale.
All’interno ci sono immagine religiose e sculture, separate dal corridoio dell’usignolo, utile per il suo suono, che un tempo avvisava i monaci della presenza di intrusi.
L’intero complesso è molto bello. Padiglioni che ospitano statue maestose, i giardini, il laghetto, un ponticello. Un luogo davvero ricco di fascino.
Adesso però è ora di andare, ci aspetta un altro tempio, lo Shoren-in.
Shoren-in
Kyoto – Cosa vedere in una settimana
Poco distante dal tempio Chion-in, c’è un altro templio che vale la pena di visitare, lo Shoren-in.
Lo Shoren-in è uno dei templi più visitati della città e fu residenza di Saicho, il monaco fondatore della scuola buddhista Tendai.
Il nome del tempio deriva da quello degli alloggi dei monaci della Scuola Tendai, gli Shoren-bo, appunto, che si trovavano sulla cima del monte Hiei.
Il tempio è conosciuto in particolare perché all’interno di uno dei suoi padiglioni è custodito il mandala, un’immagine sacra del Buddha Dainichi Nyorai, che però viene mostrata ai fedeli solo in rare e particolari occasioni.
Peccato, perché si dice che questa immagine illumini chi la osserva.
Oltre alla visita dei numerosi edifici religiosi, non dovete assolutamente perdere i meravigliosi giardini e se siete fortunati potete anche assistere ad una caratteristica e antichissima cerimonia del tè.
Ancora una breve passeggiata, circa una ventina di minuti, e siamo davanti allo Nanzen-ji.
Nanzen-ji
Kyoto – Cosa vedere in una settimana
Anche il Nanzen-ji è veramente grandioso, una distesa di templi e giardini.
Oggi è sede di una scuola zen, ma in origine era la dimora di Kameyama, imperatore dal 1259 al 1274.
Un viale porta al San-mon, la porta di ingresso.
Se salite al secondo piano del San-mon potrete godere di una veduta a 360° sui giardini, sui templi e sulle residenze dei monaci.
Ma all’interno del complesso c’è una cosa particolare che attira indubbiamente l’attenzione di tutti, un’opera architettonica che non ci si aspetterebbe mai di trovare qui: un acquedotto romano.
In realtà non bisogna stupirsi troppo, perché è vero che si tratta di un acquedotto, ma risale alla fine del 1800.
Se vi piacciono i giardini zen, poi, quello del Nanzen-ji è proprio carino, anche se per visitarlo bisogna pagare il biglietto.
Devo dire che questo tempio tranquillo e poco frequentato mi è piaciuto davvero molto e vi consiglio di inserirlo nella lista dei templi da visitare a Kyoto, anche se probabilmente non è tra i più pubblicizzati.
Certo che oggi di templi ne abbiamo visti, ma soprattutto… non abbiamo ancora finito, perché ci aspetta il pezzo forte della giornata, il Padiglione d’Argento.
Per raggiungerlo, passiamo davanti all’Eikan-do, ma decidiamo di non entrare.
Poco più avanti parte la tanto decantata Passeggiata del Filosofo, o Tetsugaku no Michi per dirla alla giapponese, un sentiero lastricato che collega diversi templi e santuari e costeggia un canale.
Si chiama Sentiero del Filosofo perché qui abitualmente passeggiava in meditazione un importante filosofo giapponese, Nishida Kitaro.
Questo sentiero è particolarmente suggestivo in primavera durante la fioritura dei ciliegi o in autunno, con gli alberi colorati di rosso e oro, che rendono il percorso davvero magico.
Ginkaku-ji
Kyoto – Cosa vedere in una settimana
Siamo davanti ad uno dei templi più conosciuti di Tokyo, il famoso Padiglione d’Argento.
Subito un consiglio: essendo tra i luoghi più frequentati della città, visitatelo la mattina presto o subito prima della chiusura.
Come il Nanzen-ji, anche il Ginkaku-ji era nato come residenza privata, ma questa volta di uno shogun, Ashikaga Yoshimasa. Solo dopo la sua morte, venne convertito in un tempio.
Il suo giardino zen è davvero particolare, unico nel suo genere.
E’ un giardino di sabbia, famoso per la sua scultura di che si dice rappresenti il Monte Fuji.
Dopo aver tentato di scattare qualche foto sgomitando con i tanti giapponesi – qui non posso neanche brontolare – decidiamo di vedere il tempio da un’altra angolazione e l’effetto non è per niente male.
Ma vi chiederete…
Perché si chiama Padiglione d’Argento se di argento non ha niente?
Semplicemente perché lo shogun non riuscì nel suo intento di rivestirlo interamente di questo materiale. Peccato, ma è già bello così!
Ormai sono quasi le 18:00 e non abbiamo tanta voglia di tornare indietro a piedi, anche perché di strada da fare ce ne sarebbe davvero troppa, così ci infiliamo in uno dei tanti autobus che raggiungono la stazione.
A proposito, divago un attimo per dirvi che in prossimità di quasi tutte le fermate dei bus, è attivo il wi-fi. Mica male!
3° giorno
Miyajima – Hiroshima
Kyoto – Cosa vedere in una settimana
Il programma di oggi è particolarmente intenso.
Voglio assolutamente visitare Miyajima e Hiroshima, anche se so già in partenza che ognuno di questi luoghi meriterebbe una giornata a sé, ma il tempo non è tanto e dobbiamo accontentarci.
A Miyajima la cultura e la religione giapponese sbocciano in tutto il loro splendore, mentre Hiroshima, tristemente nota per la bomba atomica, ci riporta ad un passato non molto lontano che non dobbiamo assolutamente dimenticare.
Se siete curiosi di scoprire nel dettaglio queste due località, cliccate sui link.
4° giorno
Kinkaku-Ji – Ryoanji – Arashiyama
Kyoto e Tokyo – Cosa vedere
Oggi ci aspetta uno dei must di Kyoto, il Padiglione d’Oro, salvo poi scoprire con enorme piacere che spesso i luoghi meno affollati e meno turistici sono quelli che riservano le sorprese più belle.
Dai pressi della Stazione di Kyoto prendiamo il bus 205 e dopo 23 fermate siamo a destinazione.
Se il dubbio è come arrivare dalla fermata del bus al tempio, non c’è problema. La risposta è una e unica: basta seguire la massa di gente che di corsa tenta di raggiungere l’ingresso.
Kinkaku-ji
Kyoto – Cosa vedere in una settimana
Fatto il biglietto e percorso un piccolo viale, si apre davanti a noi il Kinkaku-ji, con la fenice dorata – non poteva essere diversamente – sulla sua cima.
Il Kinkaku-ji è probabilmente il tempio zen più famoso di Kyoto, preso d’assalto da fedeli e turisti a qualsiasi ora del giorno.
Ancora una volta il consiglio è uno: visitatelo la mattina appena aperto, oppure appena prima della chiusura.
Questo meraviglioso palazzo, che originariamente si chiamava Kitayama-dai, fu acquistato nel 1397 dallo shogun Ashikaga Yoshimitsu, famoso per aver unificato il Giappone.
Da quel momento, il palazzo divenne la residenza di villeggiatura dello shogun.
Solo dopo la morte di Ashikaga Yoshimitsu e soprattutto per volontà dello stesso shogun, il palazzo venne convertito in tempio.
La struttura che vediamo oggi non è più quella originale, che nel 1950 è stata distrutta da un terribile incendio doloso provocato da un monaco.
Il tempio è stato ricostruito nel 1955, ma niente fa rimpiangere l’originale.
Guardando l’edificio, si notano i tre diversi stili architettonici, uno per piano.
Se il primo piano ricorda lo stile residenziale dell’epoca, il secondo piano è stato realizzato secondo i canoni dello stile dei samurai, mentre il terzo è in perfetto stile zen.
Ma quello che attira davvero l’attenzione è l’oro che riveste il secondo e il terzo piano.
L’intero edificio, infatti, è rivestito di foglie d’oro e anche grazie all’effetto dell’acqua del laghetto, il risultato è unico.
Va da sé che anche il nome del laghetto non sia un caso: Kyoko-chi significa esattamente “stagno a specchio”.
Tra le altre cose, distogliendo un attimo lo sguardo dal padiglione e concentrandosi sul laghetto, si notano dieci isolotti in pietra che fuoriescono dallo stagno.
Niente è messo a caso, tutto rievoca l’armonia tra cielo e terra, dalle pietre nel lago agli elementi che compongono il meraviglioso giardino giapponese.
Ogni parola è superflua, tanto che nel 1994 il Kinkaku-ji è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.
Il percorso per vedere il tempio da vicino è quasi obbligatorio. Seguendo il sentiero si costeggia il lago e si passeggia nel giardino che affianca il tempio.
Il giardino giapponese è davvero bello, con una piccola cascata che si versa in un altrettanto piccolo laghetto.
Un po’ come nella fontana di Trevi, per avere fortuna bisogna fare centro nella vaschetta ai piedi del Buddha Amida.
Ci sarò riuscita?
Il tempio non è visitabile internamente, ma probabilmente è meglio così. Per quanto all’interno siano custoditi oggetti di valore, niente riuscirebbe ad eguagliare la bellezza dell’esterno.
Terminata la visita, ci incamminiamo a piedi verso il Ryoan-ji, famoso per il suo giardino zen.
Una ventina di minuti più tardi siamo all’entrata del tempio.
Ryoan-ji
Kyoto – Cosa vedere in una settimana
Il Tempio di Ryoan-ji, famoso per il suo giardino zen di rocce, è stato inserito tra i Monumenti storici dell’antica Kyoto ed è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1994.
Il Ryoan-ji è un tempio zen e la sua storia è molto simile a quella del Kinkaku-ji.
Nato come palazzo residenziale per un membro della famiglia aristocratica Tokudaiji, il palazzo passò a Hosokawa Katsumoto nel 1450.
Il nuovo proprietario invitò il sacerdote Giten Genso a trasformare la sontuosa residenza in un tempio zen.
Per raggiungere il famoso giardino zen si attraversa un meraviglioso parco, curatissimo e ricco di statue, con un laghetto che in questo periodo dell’anno è ricoperto di ninfee.
Kyoyochi – questo il nome dello stagno – ha al suo interno diversi isolotti e su uno di questi c’è un piccolo tempio con l’immagine di Sarasvati, la dea della conoscenza.
Passeggiando per il giardino, potreste anche imbattervi in un albero molto particolare, il Wabisuke, considerato l’albero di camelia più antico di tutto il Giappone.
Già di per sé, questo luogo paradisiaco meriterebbe una visita.
E qui il primo consiglio: non correte solo a vedere il giardino zen, ma godetevi tutto il resto del complesso, che è davvero qualcosa di unico.
Giardino zen Karesansui
Il giardino zen Karesansui, che occupa una superficie di circa 250 mq, è stato realizzato da un monaco, Tokuho Zenketsu, che optò per una disposizione molto particolare.
Ma come sempre succede in Giappone, le cose non vengono fatte a caso.
Tutto questo si rifà al concetto giapponese secondo cui il 15 sarebbe il numero perfetto.
Ma la perfezione non esiste, nessuno è perfetto, quindi nessuno potrà mai vedere con un solo sguardo tutte le 15 pietre.
La nostra prospettiva è limitata proprio come lo siamo noi. Provate anche voi a contare le pietre, ma arriverete al massimo a 14.
Naturalmente, questo giardino zen è preso d’assalto dai turisti, quindi fate molta attenzione all’orario della giornata che scegliete per la visita.
Evitate i momenti più affollati, o rischierete di non godervi a pieno lo spettacolo e più che le pietre, conterete le teste dei visitatori.
Dopo aver tentato invano di contare 15 pietre, decidiamo a malincuore di abbandonare la sfida e decidiamo sul da farsi.
C’è ancora tempo e si potrebbe andare ad Arashiyama.
Tra l’altro, la stazione di Hanazono è ad appena 2 km da qui e in mezz’ora dovremmo essere a destinazione.
Tra le altre cose, le stradine che attraversiamo sono molto caratteristiche e vediamo una parte di Kyoto a noi sconosciuta fino a quel momento. Prendiamo il treno della San-in Line, incluso nel JRP, e in 4 minuti arriviamo alla stazione di Saga-Arashiyama.
Se volete conoscere tutto su Arashiyama e sulla Foresta di Bambù, cliccate qui (work in progress).
5° giorno
Nara
Kyoto – Cosa vedere in una settimana
Anche oggi si prospetta una giornata piuttosto piena, ma sicuramente ricca di emozioni e di cose da vedere.
Andiamo a Nara, una delle antiche capitali del Giappone, ricche di storia, di luoghi di culto, ma anche circondata da tanta natura e dove si possono incontrare i caratteristici cervi che girano noncuranti delle orde di turisti tra le strade della città.
Proprio perché Nara è tutto questo e molto di più, merita un articolo a sé.
Se volete scoprire di più su questa meravigliosa città, cliccate qui.
6° giorno
Fushimi Inari – Tofuku-ji
Kyoto – Cosa vedere in una settimana
Non si può venire a Kyoto senza vedere il Fushimi-Inari Taisha.
Il treno che dobbiamo prendere è lo stesso che ieri ci ha portato a Nara, ma questa volta in soli 7 minuti siamo a destinazione.
Questo complesso è davvero maestoso, la passeggiata tra i torii qualcosa di unico.
Se volete perdervi insieme a noi scoprendo ogni angolo di questo paradiso, cliccate qui.
Dopo la visita al Fushimi Inari, che ha occupato l’intera mattinata, proseguiamo verso il Tofuku-ji.
Per raggiungerlo, prendiamo il treno in direzione di Kyoto e scendiamo alla prima fermata. Dalla stazione, una decina di minuti a piedi e siamo davanti al tempio.
Tofuku-ji
Kyoto – Cosa vedere in una settimana
Il Tofuku-ji fu fondato nel 1236. Oggi è un tempio della scuola Ranzai di buddhismo zen.
Una delle attrazioni principali è senza dubbio la sua porta Sanmon, la più antica del Giappone.
Il complesso è decisamente vasto. Gli edifici al suo interno sono ben 24, tutti bellissimi, almeno esternamente, così come i giardini, un vero incanto.
Purtroppo, il tempo a nostra disposizione non è tantissimo, quindi siamo costretti a lasciar perdere qualcosa.
Un vero peccato per un posto così tranquillo e accogliente.
Quello che però non possiamo proprio trascurare, è la fame.
Nella strada per la stazione, ci fermiamo in un locale veramente carino, uno di quelli che piacciono a noi, per niente turistico e frequentato dalla gente del posto.
In effetti, la scelta è azzeccata e non veniamo assolutamente smentiti.
Tra un boccone e l’altro, decidiamo cosa fare nel pomeriggio.
Oggi è la nostra ultima giornata a Kyoto, quindi non vogliamo perderci niente, così optiamo per un giretto a Gion, il quartiere dei divertimenti dove antico e moderno si fondono perfettamente.
Basta guardare queste foto per rendersene conto.
I nostri giorni a Kyoto sono volati e a posteriori posso dirlo: Kyoto è una città sorprendente, una città di quelle che piacciono a me, dove si respirano la storia e le tradizioni.
Noi continuiamo la nostra vacanza e ci spostiamo Tokyo.
Se volete proseguire con noi, cliccate qui (work in progress).
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