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Martinica

La mia settimana nell’Isola dei Fiori

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Com’è nata l’idea della Martinica?

Dopo le Hawaii, ci voleva un’isola dove conciliare spiagge, natura, cultura e tradizioni.

Cuba? Troppo grande per starci solo una settimana.

Santo Domingo? Stessa cosa.

Bora Bora? Sicuramente bellissima, ma atolli così sono troppo piccoli per me, potrei impazzire.

Seyshelles? Forse…

Ce l’ho!

Le Antille.

Ma le Antille sono tante e diverse tra loro. Quale scegliere?

Vi dico subito che la nostra prima scelta sono state Saint Martin e Saint Barthélemy, ma considerata la superficie delle due isole, ho pensato che avevamo bisogno sì di un po’ di mare, ma sicuramente anche di una vacanza più dinamica. Più o meno la stessa cosa valeva per Aruba, allora ho iniziato a valutare le due isole più grandi: Guadalupa e Martinica.

Per fortuna mi sono ricordata che in passato qualcuno mi aveva parlato della Martinica e ho iniziato un po’ a documentarmi.

Era l’isola perfetta per noi!

E adesso siamo pronti per partire.

 

17/03/2019

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Eccoci qui, atterrati all’aeroporto di Fort de France in perfetto orario. Sono le 17:00 e abbiamo tutto il tempo di andare all’autonoleggio, ritirare l’auto e iniziare a prendere confidenza con l’isola. In fin dei conti, questa è la nostra prima volta ai Caraibi ed entriamo in punta di piedi.

Considerando che questa è un po’ la vacanza dei cambiamenti, anche per l’alloggio ci sono delle novità. Questa volta abbiamo scelto un bed & breakfast, molto più in linea con la vita nell’isola rispetto al classico albergo. Sono sicura che la nostra scelta non ci deluderà.

Il b&b si trova appena fuori Fort de France, verso la costa ovest dell’isola. La posizione è ottima e intorno a noi abbiamo già individuato un supermercato e alcuni negozi.

Jacques, il proprietario, è decisamente ospitale. Per di più, viene ad accoglierci anche con il suo bellissimo cagnolone, del quale ignoro ancora il nome. La prima impressione è a dir poco ottima. 

Visto l’orario e un po’ di stanchezza, saltiamo la cena e andiamo direttamente a dormire, perché domani mattina si parte alla grande. 

Un attimo però. Cos’è questo rumore? E’ uno dei suoni caratteristici dell’isola, sono le rane canterine che dal tramonto all’alba, ininterrottamente, fanno da sottofondo alle notti martinicane. Speriamo bene…

 

1° giorno – Il sud-ovest di Martinica

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Ore 5.30. Sveglia e attiva più che mai, pronta per un’abbondante colazione e per partire alla scoperta dell’isola. Un solo particolare: Jacques serve la colazione a partire dalle 7.00, ma tutto sommato, il tempo passa abbastanza velocemente. 

Intanto inizia ad albeggiare, le rane canterine si placano (era ora!) e dalla finestra si delinea un panorama da favola. 

Ore 7.30. E’ finalmente arrivato il momento della colazione. Frutta fresca, croissant, pane, burro, marmellata, succo di frutta tropicale e l’immancabile caffè. Il tutto contornato da una piacevole chiacchierata con Jacques che ci illustra le cose principali da vedere durante la vacanza. 

Adesso siamo decisamente pronti per partire.

Oggi esploreremo la parte sud ovest dell’isola, i bellissimi villaggi della Penisola di Le Diamant concedendoci – perché no –  qualche ora di relax in spiaggia.

Prima tappa di questa nostra prima giornata in Martinica: Les Trois-Ilets.

 

Les Trois-Ilets

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Les Trois-Ilets dista circa 40 km da Schoelcher e una trentina da Fort de France. In poco più di tre quarti d’ora, con un traffico degno di una grande metropoli, siamo a destinazione.

Questo piccolo villaggio affacciato sulla baia di Fort de France, con tipiche casette in stile creolo, è conosciuto più che altro per aver dato i natali a Giuseppina Bonaparte, la prima moglie di Napoleone. 

Ed è proprio nella chiesa del paese, Eglise Notre-Dame de Bonne Delivrance, che nel 1763 fu battezzata la futura imperatrice, alla quale è dedicato anche un museo allestito nella tenuta della Pagerie, dove Giuseppina è nata. Il museo rivive la sua storia, attraverso lettere, immagini e altri oggetti che sono appartenuti a lei.

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Sempre in tema di musei, appena fuori dal paese c’è un parco di circa due ettari con la ricostruzione di un villaggio di nativi che è molto utile per conoscere la storia degli schiavi e in particolare come vivevano, com’era la loro vita nelle piantagioni.

Dovete sapere una cosa: ovunque andrete in Martinica, qualsiasi villaggio visiterete, troverete un coloratissimo e vivace mercato alimentare.

Anche Les Trois-Ilets ha il suo e si trova proprio vicino alla chiesa. 

Inevitabile aggirarsi tra le bancarelle di frutta tropicale, prodotti tipici e manufatti artigianali, ma è ancora troppo presto per dedicarsi alle compere più sfrenate.

A piedi raggiungiamo il porto, da dove partono i traghetti che ogni trenta minuti collegano il paese a Fort de France.

Una valida alternativa per chi non ha noleggiato l’auto o vuole evitare il traffico in uscita dalla capitale. 

Dopo qualche foto, ritorniamo verso l’auto e puntiamo il navigatore su Pointe du Bout.

Pointe du Bout

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La nostra prossima meta è Pointe du Bout, una località prettamente turistica, con negozi e ristoranti. Non è esattamente il mio ideale, almeno durante questo genere di vacanza, ma perché non andare a vedere di persona?

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Lungo il percorso, è d’obbligo una sosta per ammirare il panorama, la bellissima Baia di Fort de France con i suoi isolotti, tra i quali spicca Gros Ilet o Ilet Mandoline.

Dopo una breve passeggiata per Pointe du Bout, un’unica strada ricca di negozi che porta alla spiaggia, decidiamo che è arrivato il momento di un po’ di mare.

Non lontano da qui, dopo il piccolo villaggio di Anse-à-l’Ane, un cartello ci indica che imboccando la strada alla nostra destra, possiamo raggiungere due tra le spiagge più famose dell’isola, Anse Noir e Anse Dufour.

 

Anse Noir e Anse Dufour

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La scelta è ardua, perché le due spiagge, nonostante siano vicinissime l’una all’altra, hanno caratteristiche totalmente diverse.

Anse Noir è l’unica spiaggia di sabbia vulcanica nel sud della Martinica, mentre Anse Dufour è la tipica spiaggia caraibica, con sabbia bianca e contornata da palme. Valore aggiunto: le barchette colorate che galleggiano nelle acque azzurrissime. 

Io sono più propensa per Anse Noir, perché adoro le spiagge di sabbia nera, ma una volta arrivati, nonostante il panorama sia bellissimo, ci rendiamo conto che siamo in troppi ad aver avuto la stessa idea. La spiaggia, non molto grande ed è affollatissima, così la scelta ricade inevitabilmente su Anse Dufour.

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Anse Dufour è decisamente più tranquilla, la classica spiaggia caraibica che invoglia a rilassarsi e a farsi un bel bagno, immergendosi nelle sue acque azzurrissime. Tutto questo se almeno sapessi stare a galla.

Un’oretta di spiaggia, non di più anche perché il sole picchia, e siamo pronti per ripartire in direzione di Les Anses-d’Arlet.

Les Anses-d’Arlet

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Altra tappa imperdibile per chi visita la Martinica, è Les Anses-d’Arlet, uno dei villaggi di pescatori più tipico e caratteristico di tutta l’isola.

Cosa lo rende unico? Sicuramente la sua chiesetta, Eglise de Saint-Henri, costruita in riva al mare.

Per godervela al meglio e fotografarla nel migliore dei modi, andate al molo che si trova proprio di fronte. Da lì la vista è decisamente suggestiva.

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Dopo un breve giretto per il paese, risaliamo di nuovo in auto.

La nostra prossima destinazione è Le Diamant, ma lungo la strada ci sono due soste intermedie assolutamente da tenere in considerazione: la prima al Cap 110, la seconda alla Maison du Bagnard, vicinissimi l’uno all’altro.

 

Cap 110

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Questo curioso memoriale è stato realizzato nel 1998 da Laurent Valèreper commemorare l’abolizione della schiavitù, avvenuta 150 anni prima. 

Ma Le Diamant ha una caratteristica: proprio di fronte si trova Rocher du Diamant, un isolotto roccioso e vulcanico che emerge dal mare. Le acque che lo circondano furono teatro di una famosa battaglia tra inglesi e francesi.   

E per osservarlo meglio e renderlo ancora più caratteristico, guardate un po’!

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Pensate che ogni statua è stata realizzata in cemento armato, è alta 2,5 metri e pesa bel 4 tonnellate. 

Vicinissimo al memoriale, c’è la Maison du Bagnard.

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Maison du Bagnard

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Questa colorata e piccolissima casetta è stata per molti anni la dimora di un pensionato della Guyana, stabilito nell’isola dopo averla scelta come destinazione delle sue vacanze per oltre 25 anni.

Mi ricorda tanto l’idea di qualcuno, anche se l’isola non è la stessa.

A meno di dieci minuti d’auto dalla Maison du Bagnard c’è Le Diamant, ultima tappa della nostra prima giornata in Martinica.

 

Le Diamant

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Le Diamant è una piccola città, turistica e molto vivace. Passeggiare per le sue stradine è particolarmente piacevole.

Una domanda sorge spontanea: perché il memoriale è stato costruito proprio qui?

Perché questo è il luogo dell’ultimo naufragio avvenuto in Martinica nel 1830, nel quale persero la vita 214 schiavi. Le 15 statue che per la posizione nella quale sono state collocate, rappresentano il triangolo commerciale tra Europa, Africa e America, sono rivolte verso il Golfo di Guinea, dal quale provenivano molte delle vittime.

 

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Mi sa che qualcuno ha voluto copiare il mio amato buco della serratura.

A questo punto, è ora di tornare verso Schoelcher. Una quarantina di minuti nel traffico di un soleggiato lunedì pomeriggio e il gioco e fatto.

Come ingannare il tempo prima della cena? Facile! Con un buon bicchiere di rum gentilmente offerto da Jacques.

2° giorno – L’entroterra

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Che la seconda giornata sull’isola abbia inizio!

Colazione comodamente consumata in giardino sotto un sole già caldissimo e siamo pronti per partire. Qualche nuvola all’orizzonte, ma è normale da queste parti.

Il programma è già ben delineato.

Oggi si spostiamo nell’entroterra, fino a raggiungere la parte nord dell’isola, attraversando una delle zone più selvagge di Martinica.

Prima tappa: Sacre Coeur de Balata.

 

Sacre Coeur de Balata

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A 10 km dalla capitale, questa chiesa costruita su una collina ricorda per la sua struttura il Sacro Cuore di Parigi.

L’interno è un po’ spoglio, ma comunque una sosta qui è d’obbligo, fosse altro che per godersi il panorama su Fort de France e sulla baia.

E’ arrivato il momento di immergerci nella natura e infatti la nostra prossima destinazione è il Jardin de Balata, a dieci minuti d’auto dal Sacre Coeur.

 

Jardin de Balata

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Questo meraviglioso giardino botanico all’interno di una foresta pluviale, conserva oltre 3000 varietà di piante e fiori tipici di questa zona.

Questi sono solo alcuni dei fiori che più di altri hanno attirato la mia attenzione.

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Ma come nacque l’idea di realizzare questo giardino?

Nel 1982, Jean-Philippe Thoze, decise di ripercorrere le tappe della sua infanzia, tornando nella casa creola dei suoi nonni. Così nacque la sua passione per le piante, che lo portò a realizzare questo meraviglioso giardino.

L’ingresso a pagamento, ma ne vale decisamente la pena.

Soddisfatti della nostra visita al Jardin de Balata, puntiamo il navigatore verso Fonds Saint Denis, un piccolo paese dell’entroterra.

Per raggiungere questo villaggio percorriamo la Route de la Trace, una strada lunga circa 40 km che collega Forte de France a Morne Rouge, tracciata dai gesuiti nel XVIII secolo attraverso una rigogliosa foresta tropicale.

Martinica – Cosa vedere in una settimana
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Poco dopo il bivio che ci porterà a Fonds Saint Denis, troviamo le indicazioni per le Cascate di Saut-Gendarme.

Una brevissima passeggiata ed eccoci davanti alle cascate.

Ci sarebbe anche la possibilità di fare il bagno, ma proprio dovesse prendermi un momento di follia, preferisco conservarlo per quando sarò realmente in spiaggia.

Solo per curiosità, raggiungiamo Fonds Saint Denis. So che non c’è molto da vedere, ma non voglio lasciare niente di inesplorato.

Proseguiamo verso Le Morne-Rouge, dove termina la Route de la Trace.

 

Le Morne-Rouge

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Le Morne-Rouge si trova a 450 metri di altitudine ed è ai piedi della Montagna Pelèe, la montagna più alta dell’isola, che poi è un vulcano, ed è alto 1397 metri.

Non a caso, Le Morne-Rouge rappresenta un punto di partenza ideale per tutti quelli che vogliono arrivare al vulcano.

Il vulcano Pelee è tristemente famoso per l’eruzione del 1902 che ha totalmente distrutto il villaggio di Saint-Pierre e ha anche parzialmente raso al suolo Le Morne-Rouge.

La passeggiata per il paese si esaurisce piuttosto velocemente, anche perché vorremmo tenerci una visita al Museo del Vulcano per quando andremo a Saint-Pierre.

Adesso abbiamo voglia di rilassarci un po’ in spiaggia, nonostante il meteo  non sia particolarmente favorevole.

Andiamo ad Anse Couleuvre.

 

Anse Couleuvre

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Anse Couleuvre è una spiaggia vulcanica isolata, selvaggia e ovviamente non attrezzata, situata nel nord dell’isola.

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Per raggiungerla, dopo aver lasciato l’auto nel parcheggio, bisogna attraversare un piccolo ruscello e passeggiare per circa 400 metri all’interno di una piccola foresta pluviale.

In circa 10 minuti si raggiunge la spiaggia.

Natura allo stato puro. Niente da dire. Adesso solo relax.

3° giorno – Il sud-est di Martinica

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Quale itinerario scegliere per oggi?

Il cielo è sereno, alle 7 del mattino ci sono 26 gradi, direi che l’ideale è prendere un po’ di sole.

Non subito, però!

Prima ho in mente di visitare qualche paesino.

Iniziamo da Sainte-Luce, a circa 30 km dal nostro bed & breakfast.

 

Sainte-Luce

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Questo grazioso villaggio di pescatori sta diventando sempre più turistico, ma posso garantire che non ha perso sicuramente il suo fascino.

Già dalla prima occhiata mi sono innamorata di Sainte-Luce.

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Una bella passeggiata tra le sue colorate viuzze, una sosta al mercato, un giro sul molo.

Ma è la vita degli abitanti ad attirare maggiormente la mia attenzione.

Questo posto mi ha incantato e prima della fine della vacanza devo assolutamente tornare, magari di sera, a mangiare qualcosa di tipico in uno dei tanti ristorantini affacciati sulla spiaggia.

Dopo Saint-Luce è la volta di Riviere-Pilote.

 

Riviere-Pilote

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Riviere Pilote è un comune agricolo, famoso soprattutto per la coltivazione di canna da zucchero e per la fiera agricola più famosa della Martinica, che si tiene qui ogni anno tra marzo e aprile. Marzo e aprile… potremmo mai essere così fortunati da riuscire a vederla? No! Quest’anno la fiera si tiene il 13 e il 14 di aprile.

Un giretto tra le strade e Riviere Pilote è comunque molto piacevole.

Anche qui una puntatina al mercato dove gli anziani del posto si stanno intrattenendo giocando a carte e bevendo rum, poi una visita alla colorata chiesa del paese.

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Ora è il momento di tornare verso la costa, a Le Marin.

 

Le Marin

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Le Marin è capitale amministrativa del sud dell’isola. Il suo porto turistico la rende molto frequentata, ma se vi devo dire la verità, a me non è piaciuta particolarmente.

Adesso tocca a Sainte-Anne, un altro grazioso paesino affacciato sull’Oceano Atlantico.

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Sainte-Anne

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Sainte Anne dista circa 10 km da Le Marin e in poco più di un quarto d’ora siamo a destinazione.

Nel paese più a sud della Martinica si alternano negozi di souvenir e ristorantini dai profumi invitanti.

Dopo la visita alla chiesetta del paese, siamo pronti per un po’ di relax, perché Sainte-Anne è famosa più che altro per la sua vicinanza alla spiaggia più famosa dell’isola, Plage des Salines.

 

Plage des Salines

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Plage des Salines si trova 4 km a sud di Saint-Anne ed è annoverata tra le spiagge più belle dell’isola, forse addirittura la più bella.

Appena arriviamo ci rendiamo conto che è proprio così.

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1200 metri di sabbia dorata, Plage des Salines prende il nome dalle saline che si trovano proprio dietro la spiaggia.

Le due baie, Grande Anse e Petite Anse, sono separate tra loro da Punta Pie.

Una fitta vegetazione e le palme da cocco che rendono ancora più bella questa spiaggia, hanno anche la funzione di riparare dal sole.

Veramente una spiaggia da sogno.

Anche io, che non sono sicuramente un’amante del mare, non resisto e mi faccio un bel bagno.

Per oggi è tutto, al resto penseremo poi.

4° giorno – La costa ovest

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Pronti per il quarto giorno alla scoperta dell’isola dei fiori?

Io sì, anche se oggi il tempo non sembra proprio essere nostro alleato.

E infatti, già dalla colazione, veniamo sorpresi da un velocissimo acquazzone.

Comunque non ci facciamo intimorire, basta solo “studiare” un itinerario a prova di nuvole ed ecco fatto!

Si comincia da Case Pilote. 11 km e 20 minuti dopo, siamo a destinazione.

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Case-Pilote

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Case-Pilote è un villaggio che si trova proprio sulla strada tra Fort de France e Saint-Pierre. La sua pittoresca chiesa in pietra è una delle più antiche della Martinica.

Una passeggiata sul lungomare, riparandoci di tanto in tanto sotto qualche ombrellone, e arriviamo al molo.

In realtà a Case-Pilote non c’è molto da vedere, ma questo posto mi ispira una grande calma.

Proseguiamo per Morne Vert, attraversando prima Bellefontaine.

 

Morne-Vert

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Morne-Vert è un piccolo borgo a 400 m di altezza, chiamato “la Piccola Svizzera”.

Completamente distrutto dall’eruzione del 1902, non offre tantissimo ai turisti, ma vale comunque la pena fare una visita veloce.

Ora è la volta di Le Carbet.

Le Carbet

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Perché fermarsi a Le Carbet? Cosa attira qui i turisti? Si dice che nel 1502, precisamente il 15 giugno, Cristoforo Colombo sia attraccato proprio su queste spiagge.

In effetti, cosa vi ricorda questa costruzione?

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A Le Carbet vi aspettereste un museo dedicato a Colombo e invece c’è il Centro di Interpretazione del Patrimonio Paul Gauguin, con una sala esposizioni dedicata al pittore che, non tutti lo sanno, soggiornò in Martinica per diverso tempo.

Sempre con un occhio puntato verso il cielo, temendo che la pioggia possa rovinare questa giornata, ci rimettiamo in auto alla volta di Saint-Pierre.

 

Saint-Pierre

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Saint-Pierre è stata l’ex capitale dell’isola, distrutta dalla più devastante eruzione del vulcano Pelée avvenuta l’8 maggio 1902.

Si dice che l’unico sopravvissuto sia stato un tale Louis-Auguste Cyparis, un carcerato che si salvò proprio perché si trovava in prigione e i robusti muri lo salvarono, nonostante il forte calore che lo raggiunse inesorabilmente.

Pensate che quando l’onda di calore raggiunse la città, circa un minuto dopo l’eruzione, la sua temperatura raggiungeva i 1075 gradi.

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Come avrà fatto Cyparis a sopravvivere? Se lo chiesero proprio tutti, tanto che dopo l’eruzione, da semplice carcerato, Cyparis diventò quasi una divinità.

Leggermente fuori dal centro di Saint-Pierre, non lontano dal Museo della Vulcanologia, è possibile visitare i resti dell’antica città, come parte del teatro e la cella rimasta intatta.

Una passeggiata sul lungomare, una visita al coloratissimo mercato, al municipio e alla cattedrale, purtroppo in ristrutturazione.

Niente da dire, Saint-Pierre, che prima della terribile eruzione veniva chiamata la Piccola Parigi, è veramente una cittadina deliziosa.
Petit Paris… mi dice qualcosa, ma ve lo racconterò un’altra volta.

Intanto inizio a sentire un leggero languorino.

Sulla strada per Precheur ci fermiamo a mangiare qualcosa?

Affare fatto, vada per le Accras de morue, un tipico piatto della cucina creola.

Siete curiosi di sapere cosa sono?

Eccovi accontentati: frittelle di merluzzo, ideali come antipasto o per accompagnare un aperitivo, da servire tiepide. Una vera delizia.

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Le Precheur

Martinica – Cosa vedere in una settimana

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Tra tutti i villaggi della Martinica, Le Precheur detiene un primato. Quale? E’ il villaggio più a nord dell’isola.

Non potevamo non passare da qui, fosse anche solo per una passeggiata veloce.

Non vi basta? Allora ecco un’altra curiosità: le campane della chiesa di Le Precheur sono sopravvissute all’eruzione del 1902.

Vicino al villaggio c’è la Tenuta Céron, un antico zuccherificio del XVII secolo che si può visitare e sempre nei paraggi c’è un’altra bellissima spiaggia: Anse Céron.

 

Anse Céron

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Subito una precisazione: esistono due spiagge che si chiamano Anse Ceron, una a nord dell’isola, che è quella dove stiamo andando adesso, l’altra a sud, che è totalmente diversa, ha caratteristiche molto differenti, quindi non sbagliatevi.

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Anse Ceron è una spiaggia vulcanica, non tanto remota e selvaggia quanto Anse Couleuver, ma comunque meravigliosa.

E’ circondata da palme da cocco, il che la rende molto “caraibica” e proprio di fronte c’è Ilet la Perle.

Anche questa giornata si è conclusa come tutte le altre passate su quest’isola, è stata bellissima e piena di cose da vedere.

Nonostante il meteo non sembri del tutto dalla nostra parte, siamo pronti per domani, quando scopriremo più da vicino la parte est dell’isola.

 

5° giorno – L’est di Martinica

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Primo pensiero della giornata: speriamo che oggi ci sia il sole.

Desiderio esaudito e noi siamo pronti per visitare la costa atlantica.

Si comincia da Le Robert, un paesino decisamente poco turistico, e questo per me è un bene, che si affaccia su una baia protetta dalla barriera corallina e da diversi isolotti.

Una breve passeggiata e siamo pronti per visitare l’Habitation Clément, tappa d’obbligo per i turisti.

 

Habitation Clément

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L’Habitation Clément è l’unica habitation della Martinica interamente aperta al pubblico, divenuta Monumento Storico nel 1996.

L’ingresso è a pagamento e nel costo del biglietto è compresa anche l’audioguida che, sfortunatamente per noi, è solo in lingua francese. Niente paura, però! Vicino ad ogni punto di interesse, troverete pannelli esplicativi scritti in francese e in inglese.

Si parte visitando il Giardino delle Sculture. Il percorso porta fino  ad un vecchio mulino, dal quale si ha una bella visione d’insieme sulle piantagioni di canna da zucchero e sugli edifici che insieme costituiscono l’Habitation Clément.

Si attraversa quindi un palmeto che porta all’antica distilleria e da qui inizia quella che io definisco la visita vera e propria.

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Durante il percorso viene spiegato molto bene il processo di produzione del rum.

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Accanto si trovano i locali per la conservazione del rum.

Non meno interessante, è la visita alla dimora padronale, alle cucine e alle scuderie. 

La distilleria, rinnovata nel 2005, è molto ben conservata.

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Non solo produzione del rum, quindi, ma è quindi un’ottima occasione per avvicinarsi alla cultura creola.

La visita termina nel negozio, dove è anche possibile degustare ogni varietà di Rum Clément.

Non si beve mai a stomaco vuoto, si sa, quindi sarebbe il caso di fermarci a mangiare qualcosa.

Le Vauclin ci darà grandi soddisfazioni.

 

Le Vauclin

Martinica – Cosa vedere in una settimana

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Le Vauclin è un piccolo paese di pescatori, famoso più che altro per il suo mercato del pesce e per la bellissima baia sulla quale si affaccia.

Si era detto che avremmo mangiato qualcosa, quindi non ci resta che individuare il posto giusto.

Un ristorantino semplicissimo con terrazza sul mare è proprio quello che fa al caso nostro.

Siamo in Martinica e anche oggi vorrei assaggiare alcune delle specialità della cucina creola.

Eccomi accontentata: Boudin créole e Colombo de cabri, entrambi ottimi.

Martinica – Cosa vedere in una settimana
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E adesso siamo pronti per andare a vedere la tanto decantata spiaggia del paese, Pointe Faula.

 

Pointe Faula

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L’acqua di questa laguna è veramente bellissima, con dei colori che non avevo visto da nessun’altra parte.

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Non che io sia una grande intenditrice di mare, ma qui è veramente un incanto. Come non bastasse, l’acqua è bassissima, il che è l’ideale anche per quelli terrorizzati come me.

Ma non è il momento di fermarsi in spiaggia, preferisco andare verso Sainte-Luce, vorrei vedere Anse Figuier.

 

Anse Figuier

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Come ho già accennato, Anse Figuier si trova a sud, tra Le Marin e Sainte-Luce.

E’ una bella spiaggia bianca, attrezzata e contornata da palme. Il parcheggio è piuttosto ampio ed è facile da raggiungere.

E visto che oggi siamo in tema, sapete che da qui partivano le imbarcazioni con i barili di rum?

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A noi non resta che prendere un po’ di sole, sfruttando al meglio questa bellissima giornata.

 

6° giorno – Il nord dell’isola

Martinica – Cosa vedere in una settimana

L’itinerario di oggi è già deciso: andiamo alla scoperta della zona nord della Martinica.

La zona nord fu la prima parte dell’isola ad essere colonizzata, grazie alla sua vegetazione fiorente. Da queste parti, infatti, non è difficile imbattersi in piantagioni di banani e l’agricoltura qui è sicuramente l’attività principale.

Per raggiungere Ajoupa Bouillon percorriamo ancora una volta la Route de la Trace.

E’ sempre piacevole percorrere questa strada aperta nella foresta tropicale. Oggi poi i colori sono ancora più accesi.

 

Ajoupa Bouillon

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Sul versante atlantico del Monte Pelee si trova Ajoupa Bouillon, un paese molto piccolo, conosciuto più che altro per essere in prossimità delle Gorges de la Falaise, un vero e proprio canyon con ingresso a pagamento e visitabile solo se accompagnati da una guida. Al termine della passeggiata che dura circa una trentina di minuti, si incontra una bellissima cascata.  

Ma per questa volta lasciamo stare il canyon e ci concentriamo sul paese.

In realtà qui non c’è molto da vedere, se non la piccola chiesa dell’Immacolata Concezione, costruita nel 1848, risparmiata dall’eruzione del 1902.

Ci rimettiamo in auto alla volta di Basse-Pointe, ma intanto parliamo un po’ del Monte Pelée.

 

Mount Pelée

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Mount Pelée, Montagna Calva… che nome curioso!

In effetti potrebbe sembrare un nome un po’ strano, ma dopo molte eruzioni, la montagna era totalmente priva di vegetazione, così da meritarsi questo appellativo.

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Con i suoi 1397 metri di altezza, Mount Pelée, un vulcano ancora attivo, è la montagna più alta dell’isola e fa parte della catena montuosa Lesser Antilles Volcanic Arc.

Abbiamo già accennato nei giorni passati che l’eruzione più nota e devastante fu quella dell’8 maggio 1902. L’allora capitale Saint-Pierre venne completamente distrutta e con lei anche la più piccola Morne Rouge.

Tanto è stata violenta l’eruzione, che le polveri sprigionate hanno raggiunto addirittura l’isola di Barbados, a più di 200 km di distanza.

Le vittime furono oltre 30000. E vi ricordate chi fu l’unico sopravvissuto? Il fortunato Cyparis!

Tra una chiacchiera e l’altra, raggiungiamo Basse-Pointe.

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Basse-Pointe

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Dal XIX secolo qui vive una cospicua comunità di indiani, che raggiunsero la Martinica per sopperire alla mancanza di manodopera che seguì all’abolizione della schiavitù.

Dopo aver lasciato Basse-Pointe, attraversiamo il villaggio di Macouba e dopo poco siamo finalmente a Grand’Riviere.

 

Grand’Riviere

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Proprio di fronte all’isola di Dominica, nell’estremo nord di Martinica, sorge Grand’Riviere, un delizioso villaggio di pescatori.

La strada termina proprio nel mare, dove si trova il mercato del pesce e dove si possono vedere le tipiche imbarcazioni dei pescatori adagiate sulla spiaggia.

E’ un paesino particolarmente caratteristico, del quale mi sono innamorata subito.

Valore aggiunto: il barettino sulla spiaggia dove sorseggiare cocktails e gustarsi delle ottime accras.

Dopo una passeggiata per il paese, è arrivato il momento di scegliere la spiaggia dove rilassarsi un po’.

Visto che qualche giorno fa non ce la siamo potuti godere al meglio, perché non tornare a Anse Ceron e trascorrere lì il resto della giornata?

 

7° giorno – Costa nord orientale e Penisola Le Caravelle

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Ore 5:20, svegliata dalla pioggia incessante che non lascia presagire nulla di buono e appena apro la finestra, la mia sensazione viene confermata.

Ma non importa. Oggi abbiamo in programma di vedere la costa ovest e lì andremo.

Da Schoelcher alla Penisola di La Caravelle impieghiamo circa un’ora.

 

Penisola di La Caravelle

Martinica – Cosa vedere in una settimana

La Penisola di La Caravelle è una riserva naturale protetta, una lingua di terra lunga 5 km, di origine vulcanica, che termina con la Punta Caracoli, dove si infrangono le onde dell’Atlantico.

Intanto… pioggia, sole, pioggia, sole…

Quando decidiamo di fare la prima sosta, proprio di fronte a Ilet Tartane, il tempo sembra più clemente, ma è solo un’impressione.

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Quattro passi e proseguiamo alla volta di Chateau Dubuc, che si trova quasi alla fine della penisola.

Dopo aver parcheggiato, ci aspetta una camminata di circa venti minuti, sempre sotto una pioggia battente.

Ma quando finalmente esce il sole, allora sì che il panorama che inizia a delinearsi si rivela in tutta la sua bellezza.

 

Chateau Dubuc

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Chateau Dubuc si affaccia sulla Baia du Tresor. Risale al 1700 ed è appartenuto alla ricca famiglia Dubuc de Rivery.

L’ingresso è a pagamento e il biglietto comprende un’audioguida in francese e in inglese.

La visita inizia da un piccolo museo che illustra la storia del castello e della famiglia che lo ha abitato.

Si passa a visitare i resti della casa padronale, poi si prosegue verso il mulino, fino ad arrivare alla distilleria e ai magazzini.

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Ma adesso è necessaria una breve spiegazione.

 

I Dubuc, tra leggenda e realtà

Martinica – Cosa vedere per una settimana

Chi era la famiglia Dubuc de Rivery?

Pierre Dubuc, originario della Normandia, si insediò qui con la famiglia e insieme decisero di dare vita ad un’immensa piantagione di canna da zucchero.

Si narra, però, che la famiglia dovesse i suoi introiti prevalentemente alla pirateria. Di notte venivano accesi grandi falò che disorientavano le imbarcazioni fino a farle naufragare, così da poter essere saccheggiate.

Tutto vero? Storia o leggenda? Ma che importanza ha? A noi le leggende piacciono tantissimo.

 

La visita alle rovine del castello è terminata. Se oggi il tempo fosse più clemente, potremmo dedicarci a qualche passeggiata, perché dal parcheggio del castello partono alcune passeggiate panoramiche adatte a tutti.

Ma diamo la colpa al meteo e torniamo verso la macchina.

 

La costa nord-atlantica

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Abbiamo intenzione di visitare alcuni dei paesini sulla costa.

In ordine di apparizione: Sainte-MarieLe Marigot e Le Lorrain.

Nessuno di questi ha particolari caratteristiche, quindi ci limitiamo a una scorsa veloce e niente di più.

Dite che il tempo sarà nostro alleato?

Io avrei voglia di andare un po’ in spiaggia.

Ho letto di una spiaggetta molto carina, Anse Mabouyas.

 

Anse Mabouyas

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Anse Mabouyas è molto vicina a Saint-Luce. E’ una spiaggia tranquilla, anche perché leggermente nascosta e per raggiungerla è necessario percorrere un tratto di strada sterrata.

Sabbia bianca e acque calme.

Sarebbe l’ideale per un bel bagno, ma indovinate un po’… dopo neanche dieci minuti un acquazzone incredibile ci fa scappare a gambe levate.

Il nostro penultimo giorno in Martinica sarebbe anche potuto andare meglio, ma nutriamo ancora qualche speranza per domani.

L’abbronzatura? Lasciamo stare!

 

8° giorno – Fort de France

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Ore 5.30, svegliata dal soave canto degli uccellini che mi danno il buongiorno. Considerato, però, che non sono Biancaneve, l’istinto che prevale è quello omicida.

Oggi che tempo fa? Non terribile come ieri, ma poteva andare sicuramente meglio.

In attesa della colazione, meglio preparare la valigia, visto che ieri sera proprio non ne avevo voglia.

Bene, tutto fatto, anche la colazione.

Sarà pure l’ultimo giorno, ma il programma di oggi è comunque fatto, quindi lasciamo le valige a Jacques e ci dirigiamo verso Fort de France.

La mattina la dedicheremo alla visita della capitale.

 

Fort de France

Martinica – Cosa vedere in una settimana

La prima cosa che vediamo e che attira la nostra attenzione è la Biblioteca Schoelcher, in Rue de la Liberté.

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Biblioteca Schoelcher

Martinica – Cosa vedere in una settimana

E’ un edificio molto particolare, con uno stile inconfondibile. Ideata dall’architetto Henri Pick, fu costruita a Parigi nel 1887. Sì, proprio a Parigi, per poi essere smontata, portata a Fort de France e ricostruita dove la vediamo oggi.

Ma chi era Schoelcher? Presto detto: un politico che contribuì attivamente all’abolizione della schiavitù.

Non distante dalla biblioteca, in Rue Schoelcher, si trova la Cattedrale di San Luigi.

 

Cattedrale di San Luigi

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Questa bella chiesa, costruita nel 1895 su progetto di Henri Pick, lo stesso della biblioteca, si trova proprio nel centro storico della città, in Rue Schoelcher, e venne costruita sui resti di una precedente chiesa.

Martinica – Cosa vedere in una settimana

E’ finalmente arrivato il momento di andare al Mercato delle spezie.

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Marché aux legumes

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Inaugurato nel 1885, è il più grande mercato dell’isola. La struttura è in ferro e vetro. Il nome può essere un po’ ingannevole. Al suo interno, infatti, non troviamo solo spezie, ma diversi prodotti alimentari e tanti souvenir.

Spese pazze!

Se poi fossimo capitati qui nell’ora di pranzo, avremmo potuto approfittare dei ristorantini tipici che si trovano proprio all’interno del mercato.

Ma per pranzo abbiamo già un’altra idea…

 

Dopo lo shopping frenato, tornando al parcheggio, attraversiamo La Savane.

 

La Savane

Martinica – Cosa vedere in una settimana

La Savane è un grande parco cittadino con tante varietà di piante, statue che commemorano i caduti nelle guerre, e anche piccoli negozietti di souvenir, soprattutto nella parte del parco che si affaccia su Rue de la Liberté.

Nella parte nord del parco c’è la statua dell’imperatrice Giuseppina, prima moglie di Napoleone Bonaparte. Niente foto, però, perché alla statua al momento manca la testa.

Sul lato del parco che si affaccia su Boulevard Chevalier, c’è il Fort Saint-Louis.

Il forte originario risaliva al 1640, ma quello che vediamo oggi è il risultato di successivi rifacimenti.

 

Bene, la nostra visita a Fort de France si può dire conclusa.

Non sentite anche voi un leggero languorino?

Andiamo a mangiare qualcosa a Sainte-Luce, in uno dei tanti ristorantini creoli sulla spiaggia?

Affare fatto!

La nostra vacanza in Martinica non si poteva concludere in un modo migliore.

Scegliamo Le Grill Rivierain, pollo e pesce tipici del luogo, cotti al momento e veramente gustosi.

Ancora qualche ora di sole e la nostra vacanza è decisamente finita.

Salutiamo Jacques e via dritti, un po’ tristi, in direzione aeroporto.

 

Considerazioni finali

Martinica – Cosa vedere in una settimana

Al termine di questa vacanza non posso che suggerirvi una cosa: andate in Martinica!

E’ un’isola bellissima dal punto di vista della natura, dove le spiagge bianche si alternano a quelle vulcaniche, dove il Monte Pelée domina dall’alto dei suoi 1397 metri di altezza, dove le lussureggianti foreste tropicali attirano con il loro verde acceso e i fiori incredibilmente belli.

Potrei definire la Martinica come l’isola dei contrasti. Da un lato la caotica Fort de France, dall’altro i piccoli paesini di pescatori lungo la costa.

E poi la grande ricchezza culturale che cui si respira in tutta l’isola.

Una vacanza perfetta, anche per chi ama il fai-da-te.

Un’esperienza decisamente da ripetere.

Magari la prossima volta si potrebbe provare con Guadalupa, Saint Barthélemy o Saint Martin. Chi ha orecchie per intendere…

 

 

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