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Pechino – Cosa vedere, itinerario

L’indimenticabile viaggio tra le strade di Beijing

Pechino cosa vedere itinerario

Siamo qui, finalmente siamo arrivati a Pechino, capitale della Cina, nonché seconda città più popolata al mondo. Le raccomandazioni affinché io mantenga la calma, quindi, si sprecano.

Anche se siamo veramente stanchi, ci avventuriamo subito alla scoperta di questo paese così diverso dal nostro, pronti per scoprire ogni cosa e conoscere da vicino uno dei popoli più antichi del mondo.

 

1° giorno – 15/09/2019

LAGO HOUHAI

Pechino cosa vedere itinerario

Mentre programmavo il viaggio a Pechino, pensavo di iniziare visitando il centro della città, Piazza Tienanmen.

Sarebbe stata un’ottima idea, se non che proprio oggi nella piazza si stanno svolgendo i preparativi per i festeggiamenti dei 70 anni della nascita della Repubblica Popolare Cinese. Tutta l’area circostante è inaccessibile, quindi bisogna trovare una destinazione alternativa, attuare il cosiddetto “Piano B”.

Vediamo… come Vicky il Vikingo si sfregava il naso in cerca di un’idea, così anche io provo a uscire dai canoni del “tutto programmato” e dare una svolta positiva al pomeriggio.

Ce l’ho!

 

Lago Houhai

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Più che un lago, in realtà si tratti di tre laghi distinti (Qianhai, Houhai e Xihai), che si trovano poco distanti dalla Torre del Tamburo e facilmente raggiungibili con la metropolitana.

Lago Houhai

Il momento migliore per visitare la zona è probabilmente il tardo pomeriggio, proprio ora, quindi, quando i locali iniziano a popolarsi e il tramonto rende ancora più bello il panorama.

Inoltre, la zona è perfetta per gli amanti dello street food.

Venghino, Signori, venghino!

Io sarei pronta per assaggiare qualcosa…

Meravigliose queste patatine!

Adesso propongo un bel giro nelle stradine qui intorno, giusto per entrare un po’ nello spirito della città.

Sulle rive del Lago Houhai

La zona è molto viva e mi piace veramente tanto. Con il senno di poi, questo è stato proprio un ottimo inizio.

Adesso, però, la stanchezza inizia a farsi sentire. Meglio tornare verso l’albergo e riposarsi un po’. Domani mattina vorrei svegliarmi di buon’ora e andare subito al Tempio del Cielo.

2° giorno – 16/09/2019

TEMPIO DEL CIELO – PIAZZA TIENANMEN – QIANMEN DAJIE

Pechino cosa vedere itinerario

Pronti per affrontare la giornata, appagati da un’abbondante colazione in perfetto stile cinese, oggi c’è in programma la visita al Tempio del Cielo.

Avrei voluto partire molto prima, ma il fuso mi ha fatto dormire fino alle 7.00, cosa alquanto strana per me, quindi per questa mattina dovrò rinunciare a vedere fiumi di pechinesi intenti a praticare arti marziali o giocare a dama all’ombra di qualche albero.

Saliamo in metropolitana e andiamo al parco.

 

Parco del Tempio del Cielo

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Prima grande domanda: acquistare solo il biglietto di ingresso al parco o quello cumulativo che comprende anche l’ingresso al tempio? Quello cumulativo, ovvio!

Entriamo.

Difficile pensare che al centro di Pechino, una delle città più caotiche al mondo, si trovi un’area verde di 267 ettari dove antichi alberi si alternano a edifici storici.

La prima cosa che colpisce è la forma dei templi.

Sono tutti circolari e poggiano su una base quadrata.

Perché?

Perché secondo un antico pensiero cinese, il cosiddetto Tianyuan Difang, il cielo è tondo e la terra quadrata.

Stessa cosa per il parco: il lato settentrionale ha l’aspetto di un semicerchio, mentre quello meridionale è squadrato.

Il fulcro del parco è il Tempio della Preghiera per un Buon Raccolto.

Per raggiungerlo percorriamo il Corridoio Lungo, un tempo utilizzato per proteggere le offerte dalle intemperie, è oggi un luogo molto frequentato dagli abitanti di Pechino, che amano sostare qui giocando a carte, danzando o ascoltando musica.

Corridoio Lungo, Chang Lang

Uff, una partita a carte me la farei volentieri anche io!

 

Tempio della Preghiera del Buon Raccolto

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Il Tempio della Preghiera per un Buon Raccolto, o Tian Tan, è conosciuto più semplicemente come Tempio del Cielo. Annoverato tra le icone della città, visto tante volte nelle cartoline, in tv e nei libri, adesso è proprio qui davanti a noi. 

Tempio della Preghiera del Buon Raccolto o Tempio del Cielo

Dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1988, il Tempio del Cielo fu costruito tra il 1406 e il 1420. Venne completamente distrutto da un fulmine nel 1889, ma in un solo anno venne fedelmente ricostruito.

In legno, costruito senza utilizzare un solo chiodo, è sormontato da un tetto a tre piani che lo distingue dagli altri edifici del parco.

Nel periodo Ming e Qing, l’intero complesso, al quale non potevano accedere i comuni cittadini, era teatro di imponenti cerimonie, presiedute, ovviamente, dall’imperatore. Queste cerimonie, che si tenevano durante il solstizio invernale, duravano giorni e vedevano il sovrano impegnato in preghiere e sacrifici per far sì che il raccolto dell’anno successivo fosse florido.

Era addirittura considerato il luogo più sacro di tutta la Cina.

Una curiosità: i cinefili sapranno che l’ultima cerimonia si tenne qui nel 1910, durante il regno di Pu Yi, l’Ultimo Imperatore, appunto, che all’epoca aveva solamente quattro anni.

Ma continuiamo il nostro giro nel parco in direzione del Palazzo dell’Astinenza, dove l’imperatore digiunava per tre giorni prima della cerimonia.

Palazzo dell’Astinenza

Altare Circolare

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Non lontano è l’Altare Circolare, un grande altare in marmo a tre piani dove l’imperatore si recava in occasione dei riti del solstizio d’inverno. La pietra che si trova al centro del piano più alto, è chiamata Cuore del Cielo e indica il luogo preciso dove l’imperatore pregava.

Altare Circolare

Guarda! Sai cos’è quello? E il Muro dell’Eco. Se ci posizioniamo agli estremi del muro, possiamo sentire tranquillamente quello che diciamo, anche parlando sottovoce. Mi ricorda qualcosa…

 

Volta del Cielo

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Il Muro dell’Eco racchiude al suo interno la Volta del Cielo e proprio lì c’è un altro esperimento che voglio assolutamente fare.

Volta del Cielo

Si dice che salendo sulla prima delle tre pietre rettangolari che compongono la scalinata che porta alla Volta del Cielo e battendo le mani, si senta un eco. Uno solo. Salendo sulla seconda pietra e ripetendo l’esperimento, l’eco si sentirà per ben due volte e infine, indovinate un po’ cosa succede salendo sulla terza pietra? L’eco si sente tre volte.

Risultato? C’è talmente tanto rumore che a malapena la mia voce, figuratevi l’eco!

All’interno di questo edificio venivano conservati gli altari e le tavole in pietra utilizzate durante i riti propiziatori.

Ok, possiamo dire che il Parco del Tempio del Cielo non ha più segreti per noi.

Che fare adesso? Riproviamo con Piazza Tienanmen? Sento che questa è la volta buona.

In effetti…

 

Piazza Tienanmen

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Piazza Tienanmen si trova nel distretto di Dongcheng.

Aperta nel 1417 e ampliata nel 1651, con i suoi 440.000 mq è una delle piazze pubbliche più grandi al mondo.

Piazza Tienanmen, da sempre centro della vita politica della città, è tristemente nota per i fatti di cronaca che qui si sono consumati. Il più recente è quello del 1989, quando una protesta contro la corruzione del potere politico finì a dir poco in modo tragico, con i carri armati scagliati contro i manifestanti.

Delimitata da una cancellata bianca, si entra solo previo controllo del passaporto e dei metal detector.

Come tutto il resto della città, è sorvegliatissima da polizia e telecamere.

In questo modo, non riusciamo ad accedere alla piazza varcando la Porta Anteriore (Qianmen), che faceva parte dell’antica cinta muraria.

La piazza è sconfinata, non se ne vedono le estremità. Impossibile fotografarla interamente, possiamo solo coglierne ogni particolare e cercare di dare una visione di insieme a chi legge.

Si incontra subito il Mausoleo di Mao Zedong, ma a quest’ora è chiuso. Per visitarlo, dobbiamo mettere in preventivo di fare una levataccia uno dei prossimi giorni.

Al centro della piazza, svetta il Monumento agli Eroi del Popolo, costruito nel 1958 e dedicato ai martiri della Rivoluzione Comunista.

Monumento agli Eroi del Popolo

Sul lato destro, invece, è il Museo Nazionale Cinese, mentre sul lato sinistro si trova il Palazzo dell’Assemblea del Popolo, sede del Congresso Nazionale del Popolo, il Parlamento cinese. Vi sembra di averlo già visto? E’ l’edificio riprodotto sulle banconote da 100 yuan.

Sul lato nord della Piazza, proprio di fronte al Mausoleo, c’è Porta Tienanmen o Porta della Pace Celeste.

 

Porta della Pace Celeste 

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Impossibile non riconoscerla, il grande ritratto di Mao la rende inconfondibile.

Porta Tienanmen o Porta della Pace Celeste

Costruita nel XV secolo, era la più grande delle quattro porte che davano l’accesso alla Città Imperiale. Proprio qui, dove ci troviamo ora, il 1° ottobre 1949 Mao Zedong proclamò la nascita della Repubblica Popolare Cinese. 70 anni fa.

Devo dire che fa un certo effetto trovarsi qui davanti.

Abbiamo ancora un po’ di tempo prima di cena e nonostante i tanti chilometri percorsi oggi, c’è ancora parecchia voglia di vedere cose nuove.

Tornando verso la Porta Anteriore e passando anche la Porta della Freccia, c’è Qianmen Dajie, un viale pedonale fatto apposta per gli amanti dello shopping… noi!

 

Qianmen Dajie

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Qianmen Dajie è una tra le vie commerciali più affollate di Pechino. Lunga 845 metri, è delimitata a nord e a sud da due caratteristiche porte di ingresso, che danno quasi l’idea di entrate in una qualsiasi Chinatown. 

Luci, insegne al neon, negozi e locali sono in netto contrasto non solo con quello che abbiamo visto questa mattina, ma soprattutto con quello che stiamo per scoprire.

I vicoli laterali, i cosiddetti laozihao, sono molto caratteristici e in netto contrasto con la via principale.

Dove mangiare? Qui c’è solo l’imbarazzo della scelta. Dallo street food ai locali frequentati prevalentemente da cinesi a quelli decisamente più turistici.

E noi cosa scegliamo?

Sicuramente cena tipica a base di noodles e ravioli.

Weikou hao

3° giorno – 17/09/2019

CITTA’ PROIBITA – PARCO JINGSHAN – PARCO BEIHAI

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Non si può pensare a Pechino senza pensare alla Città Proibita. Ed è proprio la Città Proibita che oggi andremo a scoprire.

Raggiungiamo prima Piazza Tienanmen e varchiamo la famosissima Porta della Pace Celeste.

Un fiume di gente ci accompagna verso l’ingresso, percorrendo il viale che fiancheggia il Parco Zhongshan.

Raggiungiamo la biglietteria, con la speranza che ci sia ancora possibilità di entrare. Ogni giorno i biglietti disponibili sono 80.000, che a dirla così sembrano tantissimi, ma non avete idea di quanta gente ci sia qui.

Comunque lo scoglio è superato. 

Biglietti alla mano, proseguiamo verso la Porta di Mezzogiorno, il primo ingresso alla Città Proibita, una volta esclusiva dell’imperatore, che la oltrepassava a suon di gong e di campane.

Fiato alle trombe, dai!!!

Porta di Mezzogiorno

Città Proibita

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Dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1987, la Città Proibita è una vera città nella città. 980 edifici racchiusi in 72 ettari.

L’accesso alla Città Proibita è stato negato ai comuni cittadini per ben 500 anni. Circondata da un fossato largo 52 metri, qui vissero in uno stato di completo isolamento ben due dinastie imperiali, i Ming e i Qing.

Nella Città Proibita potevano abitare solo l’imperatore, l’imperatrice, le concubine, gli eunuchi e i guardiani. Chiunque altro avesse il permesso di accedervi, non poteva comunque passare la notte all’interno delle mura.

Oltrepassiamo i 5 ponti che attraversano il Ruscello dalle Acque d’Oro.

 

Corte Esterna

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Superata la Porta dell’Armonia Suprema, accediamo alla Corte Esterna, dove si trovano i cosiddetti Tre Palazzi: il Palazzo dell’Armonia Suprema, il Palazzo dell’Armonia Centrale e il Palazzo dell’Armonia Protetta.

Subito il Palazzo dell’Armonia Suprema, costruito nel XV secolo, è il vero gioiello di questo complesso, il luogo dove si celebravano gli eventi più importanti, in testa compleanno e insediamento dell’imperatore. Neanche a dirlo, al suo interno si trova il trono imperiale, il Trono del Drago.

Un vero incanto, qualcosa di elegante e sfarzoso, maestoso e misterioso allo stesso tempo, con colori sgargianti che risaltano ancora di più la bellezza e la particolarità di questo luogo.

Il Palazzo dell’Armonia Perfetta, invece, è il più piccolo dei tre palazzi. Ogni anno, in primavera, vi si tenevano i riti per celebrare la nuova stagione dell’agricoltura.

Ora siamo davanti al Palazzo della Preservazione dell’Armonia, dove si tenevano gli esami finali per l’ammissione all’amministrazione pubblica e si ricevevano gli ambasciatori stranieri.

Varchiamo la Porta della Purezza Celeste ed entriamo così nel cuore della Città Proibita, dove vivevano l’imperatore e la sua famiglia.

 

Corte Interna

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Oltre la porta, nella Corte Interna, si trovano altri tre palazzi, molto simili ai precedenti: il Palazzo dell’Unione, il Palazzo della Tranquillità Terrestre e il Palazzo della Purezza Celeste.

Città Proibita, Corte Interna

Un’altra porta, questa volta la Porta della Tranquillità Terrestre, e un’altra meraviglia: il Giardino Imperiale, bellissimo e immenso, che culmina nella Collina dell’Eleganza Accumulata, con in cima un piccolo tempio.

Ancora una piacevole passeggiata lungo i corridoi laterali per poi uscire dalla Porta della Divina Potenza (Porta Settentrionale) e lasciare definitivamente la Città Proibita.

Sulla città Proibita ci sarebbero ancora tante cose da raccontare. Se volete approfondire, cliccate qui.

 

Noi intanto attraversiamo la strada, raggiungiamo il Parco Jingshan e ci godiamo la vista della Città Proibita dall’alto.

 

Parco Jingshan

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La particolarità di questo parco è la sua collina, realizzata per difendere la Città Proibita non dagli invasori, ma… tenetevi forte… dagli spiriti maligni. Siamo al sicuro, quindi!

Gambe in spalla (come se fino ad ora ci fossimo tirati indietro) e via, fino sulla cima della collina.

Parco Jingshan

Devo ammettere che la salita non è neanche stata così terribile e, come spesso succede, il panorama ripaga comunque della fatica.

Città Proibita vista dal Parco Jingshan

Adesso possiamo girovagare per il parco in tutta tranquillità, tra padiglioni, templi e piante secolari. Veramente bello e soprattutto tranquillo, il che non guasta dopo la folla della Città Proibita.

Abbiamo ancora un po’ di tempo e anche se le gambe iniziano a cedere, decidiamo di andare al vicino Parco Beihai. Vicino si fa per dire, viste le dimensioni di questa città.

 

Parco Beihai

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Il parco è occupato in larga parte dal Lago Beihai (“Mare del Nord”), circondato da salici piangenti e con al centro l’Isoletta di Giada.

 

Parco Beihai

Sull’isola, che si raggiunge attraversando un ponte, si trovano il Tempio della Pace Eterna (Yong’an Si), il Tempio della Pace Universale (Pu’an Dian) e il Tempio della Vera Illuminazione (Xhengjue Dian).

In cima lo Stupa Bianco, una tipica struttura tibetana costruita nel 1651 per onorare il Dalai Lama in visita a Pechino. Lo stupa è alto 36 metri ed è possibile salire sulla cima per godere di una bella vista sul parco. Però questa volta non ce la posso veramente fare, rinuncio!

Mentre cerchiamo di raggiungere l’uscita nord del parco, incontriamo prima il Xiao-xitian, una grande pagoda quadrata, poi il Muro dei Nove Draghi ed infine il Xitian Fanjing, uno dei principali templi della città. 

Ora siamo vicinissimi ai Laghi Houhai e alla Torre del Tamburo. Un ultimo sforzo, dai.

 

Torre del Tamburo e Torre della Campana

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Le torri del Tamburo e della Campana scandiscono da sempre la vita degli abitanti di Pechino.

Mentre i rintocchi della Torre della Campana annunciavano l’inizio della giornata, quelli della Torre del Tamburo ne determinavano la fine, il tramonto.

E ora che ci troviamo qui, la domanda è una sola: come distinguere la Torre del Tamburo da quella della Campana?

La Torre del Tamburo, costruita nel 1272, è di colore rosso, mentre la Torre della Campana è di colore grigio.

Torre del Tamburo e Torre della Campana

Un ultimo giretto tra gli hutong?

Dai, l’ultimo, poi promesso che mangiamo qualcosa e torniamo in albergo!

 

Hutong

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Gli hutong sono la vera essenza della città. Percorrendo questi vicoli, si lasciano alle spalle il traffico e lo smog, per tornare indietro nel tempo e immergersi in un angolo di Pechino città decisamente diverso.

Parco Beihai

Ogni vicolo, poi ha una sua caratteristica: il più stretto ha una larghezza di 40 metri, il più lungo misura 3 km, mentre il più corto solamente 25 metri.

Ok, l’avevo promesso, per oggi può bastare, abbiamo percorso quasi 20 km a piedi (tutto vero) e la stanchezza si fa sentire.

Domani ci aspetta la Grande Muraglia. Non vedo l’ora!

4° giorno – 18/09/2019

GRANDE MURAGLIA

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Cina = Grande Muraglia. Non si può dire di essere stati in Cina senza aver visitato una delle Sette Meraviglie del mondo moderno.

Potremmo raggiungere la Grande Muraglia autonomamente, ma per questa volta preferiamo un tour organizzato, in modo da evitare inconvenienti ed ottimizzare il tempo.

Vista la nostra quasi avversione alle gite di gruppo, però, troviamo un ottimo compromesso: una gita organizzata sì, ma con un numero ristretto di partecipanti e soprattutto, si tratta solamente di un accompagnamento. Una volta arrivati, ognuno di noi avrà circa tre ore libere da impiegare come crede. Tutto perfetto, compresa Emma, la nostra simpaticissima guida.

Il tour tocca la sezione di Mutianyu della Grande Muraglia, un tratto molto ben tenuto e sicuramente meno affollato rispetto a Badaling. Altro motivo che ci ha fatto propendere per questo tour.

Si parte alle 10.00 in punto e in circa due ore siamo a destinazione. Giusto il tempo di pranzo tradizionale piuttosto veloce e siamo pronti per questa nuova avventura.

Prima (e unica) decisione da prendere: salire con la funivia o con la seggiovia?

Scegliamo la seggiovia, semplicemente perché così dopo potremmo scendere con il toboga… un vero spasso… ma ve lo racconterò più tardi.

Il tempo è bellissimo, neanche un nuvola.

Salendo si profila già un bellissimo panorama. 

Grande Muraglia

Scesi dalla seggiovia, in corrispondenza della Torre 6, non rimane che decidere se andare verso la Torre 1 o la Torre 20.

Dove sta la differenza? Il percorso verso la Torre 1 è sicuramente più corto ma più ripido, mentre nell’altra direzione il tratto è molto più pianeggiante, pur essendo in montagna.

E’ deciso, si va verso la Torre 1.

 

Intanto un po’ di storia

La costruzione della Grande Muraglia così come la intendiamo oggi, iniziò tra il 221 e il 207 a.C. durante la dinastia Qin, negli anni in cui avvenne l’unificazione della Cina.

Fu proprio Qin Shi Huang, lo stesso imperatore dell’Esercito di Terracotta, a volere la costruzione di questo imponente sistema difensivo, necessario per arginare le invasioni dei barbari che popolavano le zone circostanti.

 

Sali, scendi, sali, fotografa, prendi fiato, scendi, sali, sali ancora, foto… fino ad arrivare alla Porta Jingmen, che letteralmente significa proprio “porta di guardia, di difesa”. Da qui non è più possibile proseguire e bisogna tornare indietro.

Con grande entusiasmo torniamo verso la Torre 6, per poi superarla.

Incredibile pensare di essere proprio qui, sulla Grande Muraglia. Chi l’avrebbe mai detto?

Arriviamo fino alla Torre 14, di più proprio non riusciamo a fare, anche perché purtroppo il tempo a nostra disposizione sta finendo.

Adesso c’è il momento più divertente di tutta la giornata: la discesa col toboga.

Prima di partire, un simpatico cinese intona con me “Volare oh oh, cantare, ohohohoh”, per poi autorizzarmi alla partenza con “Iamme, iamme, iamme, iamme, ia, funiculì funiculà, funiculì funiculà…” Praticamente un film, ma chi sono io per sottrarmi a questo karaoke improvvisato? (Sgomento intorno a me)

Detto questo, giù veloci con il toboga. Bellissimo, divertimento garantito, ma purtroppo la giornata è praticamente finita. Una giornata che aspettavo da tempo.

Verso le 18.00 siamo di nuovo a Pechino, pronti per una cena tipica. Questa volta pollo in agrodolce e ravioli, poi una passeggiata e tutti a nanna, domani dobbiamo fare tantissime cose, è l’ultima giornata in questa bellissima città.

5° giorno – 19/09/2019

MAUSOLEO DI MAO – PALAZZO D’ESTATE – TEMPIO DEI LAMA

Pechino cosa vedere itinerario

Ultimo giorno a nostra disposizione e tante cose ancora da vedere.

La prima tappa è il Mausoleo di Mao Zedong.

A quest’ora Piazza Tienanmen è totalmente invasa da turisti e la fila ai controlli di sicurezza è particolarmente lunga. Tanta pazienza, quindi, anche perché i cinesi non hanno un particolare senso delle file, il che, detto da un’italiana, lascia intendere la confusione esagerata.

Dopo più di un’ora siamo davanti al Mausoleo.

 

Mausoleo di Mao Zedong

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Costruito in appena sei mesi, il Mausoleo di Mao Zedong venne realizzato grazie al lavoro di 700.000 volontari che utilizzarono materiali provenienti da tutta la Cina.

In realtà, le volontà di Mao erano altre. Il fondatore della Repubblica Popolare Cinese avrebbe voluto essere cremato, ma i vertici del partito pensarono fosse giusto dare la possibilità al popolo cinese di venerarlo e sicuramente anche le ragioni propagandistiche ebbero un gran peso.

Mausoleo di Mao Zedong

All’interno dell’imponente edificio, quindi, il corpo di Mao giace in una bara di cristallo.

Le reazioni di amore e stima per il fondatore della Repubblica Popolare Cinese sono impressionanti, quasi più impressionanti che vedere il corpo perfettamente conservato avvolto nella bandiera del Partito.

A mio avviso, al di là delle opinioni personali di ognuno, il Mausoleo di Mao Zedong è una tappa imperdibile per capire meglio la storia recente di questo popolo e l’attaccamento che i cinesi nutrono per il Grande Timoniere.

E anche il Mausoleo l’abbiamo visto. Direi che nonostante i cambiamenti avvenuti in corso d’opera, siamo in linea con il programma. Non ci rimane che dirigersi verso il Palazzo d’Estate, altra meta turistica per eccellenza.

 

Palazzo d’Estate

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Non lasciatevi ingannare dal nome. Se pensate di trovarvi davanti ad un maestoso palazzo, vi sbagliate di grosso. Il Palazzo d’Estate è in realtà un vastissimo giardino che si estende su una collina, la Collina della Longevità.

E’ Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO dal 1988 e il suo nome in cinese è Yihe Yuan, che tradotto significa proprio Giardino della Coltivazione dell’Armonia.

Nel 1888, l’imperatrice Cixi decise di utilizzare il palazzo come residenza estiva ed evidentemente la sua idea piacque molto, tanto che da quel momento, tutti gli imperatori che le successero, seguirono il suo esempio.

All’interno di questo immenso giardino si trovano palazzi, templi, padiglioni e addirittura un lago.

Il complesso, ampliato nel 1750 dall’imperatore Quianlong, venne distrutto più volte, ma sempre ricostruito e abbellito fino a raggiungere l’aspetto attuale.

Andiamo a vederlo nel dettaglio. Che la lunga passeggiata in salita abbia inizio!

Entrando dall’Ingresso Nord, quello più vicino alla stazione della metro, ci si imbatte subito in Suzhou Street, la ricostruzione di una strada commerciale tipica dei paesini della Cina.

Suzhou Street

Dopo esserci letteralmente persi tra i negozi e i ristoranti, è ora di salire sulla collina.

 

Collina della Longevità

Verso la Collina della Longevità

Salendo, ci si imbatte in templi e padiglioni, fino alla sommità, dove si trova il Palazzo d’Estate.

Palazzo d’Estate

Purtroppo non è visitabile internamente, ci accontenteremo solo di sbirciare.

Subito dietro, il Padiglione del Profumo Buddhista.

Padiglione del Profumo Buddhista

Siamo nel punto più alto, non ci resta che scendere verso il Corridoio Lungo, destreggiandosi tra bellissime sale, templi e padiglioni.

Corridoio Lungo

Il Corridoio Lungo, così come quello visto al Tempio del Cielo, aveva lo scopo di proteggere dal sole e dalla pioggia. Lungo 728 metri, è diviso in 273 sezioni e dipinto con oltre 14.000 immagini, ognuna diversa dall’altra. 

Raggiungiamo infine la grande nave in marmo fatta costruire dall’imperatrice Cixi e ancorata sulle rive del lago Kunming.

Nave in marmo sulle rive del Lago Kunming

Non c’è che dire, anche il Palazzo d’Estate va assolutamente visto. Grande, bellissimo, lontano dal caos del centro, ma comunque affollatissimo, è un must per chi si reca a Pechino.

Noi torniamo verso la metro, perché abbiamo un’ultima cosa da fare prima di lasciare la città: visitare il Tempio dei Lama.

 

Tempio dei Lama

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Costruito nel 1694 come residenza per il principe Yong e solo successivamente trasformato in edificio sacro, questo tempio buddhista tibetano, il più grande di Pechino, è assolutamente da non perdere. Fa parte di un grande complesso monasteriale che comprende diversi edifici.

Tempio dei Lama

Una piacevole passeggiata tra i templi ci porta davanti all’ultimo cortile, dove si trova il Palazzo delle Diecimila Felicità, che custodisce al suo interno una statua di Buddha Maitreya, alta 26 metri e scolpita in un unico blocco di legno di sandalo.

Impressionante.

Ok, con il Tempio dei Lama abbiamo proprio terminato. Certo, avremmo voluto vedere anche altro, ma la grandezza di questa città ci ha un po’ limitato.

Visto che siamo in giro, ne approfittiamo per un boccone al volo, poi dobbiamo per forza andare in albergo, domani si parte alla volta di Xi’an. La valigia è da sistemare e più che da sistemare, direi che quello che ci aspetta è un vero e proprio Tetris.

 

6° giorno – 20/09/2019

VERSO XI’AN

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Le ultime ore a Pechino e un po’ di tristezza mi assale, anche se la curiosità di proseguire il viaggio è tanta.

Tra quattro ore abbiamo l’aereo per Xi’an.

Approfittiamo del tempo a nostra disposizione per fare un’abbondante colazione e raggiungere con calma la stazione della metro.

Intanto c’è tempo per qualche considerazione.

 

Bilancio di Pechino?

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Decisamente una città fantastica, anche se mi ci è voluta qualche ora per entrare appieno nell’atmosfera giusta. Storia antica e recente che si fondono e rendono unica questa città. Solo un rimpianto: quattro giorni sono pochi per una città che avrebbe avuto ancora tante cose da offrire.

Qui, però, ho preso coscienza di tre cose fondamentali:

1 – Ho più pazienza di quella che pensavo (anche se in molti mi avevano già messo alla prova)

2 – I 7 euro del bastone per il selfie sono stati quelli spesi peggio in vita mia (non li so fare i selfie!!!)

3 – In Cina è impossibile fare una foto senza qualcuno in primo piano

 

Voi continuate a seguirci, volate con noi a Xian.

 

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