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Cilento

Dalla costa al Parco Nazionale, il mio itinerario in Cilento

I borghi del Cilento – Cosa vedere

Estate 2021, un’estate tutta italiana.

Dopo aver fatto una discreta scorpacciata di borghi della Ciociaria, ci spostiamo verso il Cilento, dove siamo sicuri che ci saranno altri bellissimi paesi da scoprire. D’altra parte, la Campania non delude mai.

Ma esattamente, quale parte della Campania intendiamo quando parliamo di Cilento?

Il Cilento è la parte meridionale della Campania, quella in provincia di Salerno, compresa per la maggior parte tra il Parco Nazionale del Cilento, il Vallo di Diano e i Monti Alburni.

Da sempre il Cilento è una zona importante sia dal punto di vista storico e artistico, che naturalistico, senza contare la miriade di leggende che proprio qui hanno preso vita,  per cui vale la pena di dedicare qualche giorno della nostra vacanza a visitarlo.

A dire la verità, credo che qualche giorno sia poco, ma purtroppo questo è il tempo che abbiamo a disposizione e cercheremo di sfruttarlo al meglio.

Come base e punto di partenza, abbiamo scelto Agropoli. Non saprei dire esattamente perché, forse solo per simpatia, ma col senno di poi, posso dire che la scelta è stata azzeccata.

Ma adesso concentriamoci sul nostro fittissimo itinerario.

 

1° giorno

I borghi del Cilento – Cosa vedere

 

  • Agropoli

 

Lasciamo Fiuggi e i borghi della Ciociaria alla volta di Agropoli, ma lungo la strada seguiamo i consigli del gestore dell’albergo di Fiuggi e ci fermiamo per prima cosa ai Giardini di Ninfa, poi a Sermoneta, un altro bellissimo borgo, ma questa volta in provincia di Latina.

Da qui dobbiamo solo decidere se imboccare l’autostrada o proseguire lungo la Litoranea.

Ovviamente propendiamo per la seconda soluzione, almeno fino a Formia.

In questo modo, arriviamo ad Agropoli nel tardo pomeriggio, l’orario migliore per prendere confidenza con il posto e farci una bella passeggiata.

Il b&b Mille Tramonti mi è piaciuto subito, davvero carino e in posizione perfetta, in pieno centro storico e con il parcheggio comodissimo.

Adesso, dopo un pomeriggio passato in macchina, è ora di sgranchirsi le gambe e, perché no, di concludere la giornata con una pizza.

Se volete scoprire cosa vedere ad Agropoli, cliccate qui (work in progress).

2° giorno

I borghi del Cilento – Cosa vedere

Abbiamo solo tre giorni da passare in Cilento e dobbiamo programmarli al meglio. Oggi ci dedicheremo completamente alla costa. Niente mare, ovviamente, solo tante passeggiate nei borghi e al massimo una sosta-gelato.

 

  • Acciaroli

  • Ascea

  • Pisciotta

  • Palinuro

  • Sapri

  • Castellabate

I borghi della Cilento – Cosa vedere
Partiamo!

Acciaroli – Ascea – Pisciotta

I borghi del Cilento – Cosa vedere

I borghi della Cilento – Cosa vedere
I borghi della Cilento – Cosa vedere
I borghi della Cilento – Cosa vedere

Acciaroli – Ascea – Pisciotta

 

Acciaroli

La prima tappa è Acciaroli che, insieme a Pioppi, fa parte del comune di Pollica.

E’ un borgo davvero carino, il borgo marittimo che col senno di poi mi è piaciuto di più.

Si dice addirittura che qui abbia soggiornato diverse volte anche Ernest Hemingway.

Secondo i racconti che si tramandano di generazione in generazione, Hemingway sarebbe arrivato ad Acciaroli per la prima volta durante la Seconda Guerra Mondiale poi, proprio perché ne era rimasto particolarmente colpito, sarebbe tornato negli anni successivi e qui avrebbe incontrato Antonio Masarone, il pescatore che avrebbe ispirato uno dei suoi più grandi capolavori, Il Vecchio e Il Mare.

Che sia vero o no, poco importa, la cosa certa è che gli abitanti di Acciaroli ne vanno davvero fieri e non mancano di raccontare l’aneddoto a chiunque si mostri almeno un po’ interessato.

Ma veniamo al borgo.

La passeggiata tra le stradine del borgo è decisamente piacevole, soprattutto in questo periodo, quando la stagione non è ancora finita e Acciaroli è ancora una meta turistica, ma non troppo affollata.

La chiesa dell’Annunziata, che si affaccia sul porticciolo, è stata costruita nel 1187 e di fianco si notano ancora i resti di una torre difensiva voluta, insieme a molte altre, da Federico II che intendeva così proteggere la costa del Cilento da eventuali attacchi nemici.

 

Ascea e Ascea Marina Acciaroli

Da Acciaroli risaliamo in auto, passiamo il piccolo borgo di Pioppi e dopo circa mezz’ora siamo ad Ascea Marina.

Una breve passeggiata sul lungomare e ci spostiamo ad Ascea, il borgo più antico, sorto intorno all’anno 1000 su un’altura.

Da Ascea parte il Sentiero degli Innamorati. Sarebbe carino percorrerne almeno un pezzetto, ma i luoghi da visitare oggi sono davvero tanti e sarebbe un peccato lasciarne indietro qualcuno.

Ascea, poi, è vicinissima al Parco Archeologico di Velia, ma preferiamo dedicare a Velia un’intera mattinata in un altro momento.

 

Pisciotta

Dopo Ascea, quindi, è la volta di Pisciotta, un borgo medievale arroccato su una collina a circo 180 metri s.l.m.

La sua fondazione risale circa al 900, quando gli abitanti di Pixus si ritrovarono costretti a scappare qui per sfuggire alle incursioni dei Saraceni.

Il centro storico è decisamente suggestivo.

Il Palazzo Marchesale e la chiesa dei Santi Pietro e Paolo si fanno spazio tra i vicoli stretti del paese, spesso interrotti da graziose piazzette.

Ma la vera forza di Pisciotta, però, sono le olive, le tipiche olive pisciottane, dalle quali si ricava un ottimo olio.

Lasciamo Pisciotta alla volta di Palinuro.

 

Palinuro – Sapri – Castellabate

I borghi del Cilento – Cosa vedere

I borghi della Cilento – Cosa vedere
I borghi della Cilento – Cosa vedere
I borghi della Cilento – Cosa vedere

Palinuro – Sapri – Castellabate

 

Palinuro

Palinuro è indubbiamente uno dei borghi più conosciuti della costa del Cilento.

Ha origini molto antiche, che lo fanno risalire ai tempi della dominazione greca.

Sì, il paese, che si trova nella penisola del promontorio di Capo Palinuro, è sicuramente carino, ma a farla da padrone sono le spiagge e le grotte, oltre al conosciutissimo Arco Naturale, icona di Palinuro.

C’è poi una famosa leggenda che lega il borgo a Palinuro, il nocchiero di Enea cantato nell’Eneide che sarebbe caduto in mare e ucciso dagli abitanti del luogo quando era riuscito ad arrivare sulla terraferma. Secondo altri, Palinuro sarebbe invece annegato in mare addormentato dal Dio del Sonno.

 

Da Palinuro a Sapri

Lasciamo Palinuro alla volta di Sapri, ma prima passiamo da Marina di Camerota e San Giovanni a Piro.

Marina di Camerota è la frazione balneare di Camerota, il borgo medievale, conosciuto anche come Camerota Alta.

E anche qui un’altra leggenda.

Il nome deriva da Kamaraton, una ninfa del mare della quale si era innamorato Palinuro. La ninfa, però, lo respinse e il Dio del Sonno (quello di prima, ricordate?) la trasformò in roccia, la roccia sulla quale poi sorse Camerota.

Sarebbe stato bello anche fermarsi alla Cappella di Piedigrotta, sulla strada per San Giovanni a Piro, ma il tempo è tiranno ed è meglio puntare il navigatore direttamente verso Sapri.

 

Sapri

“La gemma del mare del sud” – come la definiva Cicerone – è sicuramente una delle tappe imperdibili per chi visita la costa del Cilento.

Affacciata sul Golfo di Policastro, Sapri non attira solo gli amanti del mare e della vita da spiaggia.

Sapri era una delle mete preferite anche dai Romani, come testimoniano i resti di Villa Patrizia, una villa – o forse sarebbe meglio dire un intero complesso, visto che comprendeva addirittura terme e teatro – appartenuta alla famiglia dei Sempronii e costruita tra il I e il II secolo d.C.

Ma Villa Patrizia non è sicuramente l’unica meraviglia che attira i turisti a Sapri. Vi ricordate i famosi versi di Luigi Mercantini?

Eran trecento, eran giovani e forti e sono tutti morti!

La poesia rinascimentale ricorda la spedizione guidata da Carlo Pisacane nel 1857 contro i Borboni, spedizione che fallì miseramente e proprio Pisacane fu tra i primi a rimanere ucciso durante l’insurrezione.

Proprio per ricordare questa spedizione, nel 1994, sullo Scoglio di Scialandro, è stata posta una statua che rappresenta la Spigolatrice, protagonista della poesia che lascia il lavoro per partecipare all’insurrezione.

Solo quest’anno (2021), a dire la verità appena due giorni prima del nostro arrivo qui a Sapri, è stata inaugurata un’altra statua della Spigolatrice, che ha destato molto clamore per la sue forme provocanti.

Un giro per il paese, che al contrario di quelli visitati prima è effettivamente molto vivo, poi è arrivato il momento di tornare verso Agropoli.

Ma prima, ancora un ultimo borgo che non può certo mancare: Castellabate.

 

Castellabate

Castellabate è stato, insieme ad Agropoli, uno dei miei posticini preferiti.

Certo, da qualche anno a questa parte, è facile abbinare Castellabate a Benvenuti al Sud, il film con Claudio Bisio e Alessandro Siani, uno dei pochi film che sono riuscita a vedere dall’inizio alla fine senza storie e senza addormentarmi. Quindi, girare per le piazzette che sono state i set del film o per i vicoli pieni di negozietti di souvenir non può essere altro che piacevole.

Ma al di là di Benvenuti al Sud, Castellabate è davvero un borgo delizioso da visitare assolutamente.

Se volete scoprire tutto su Castellabate, cliccate qui (work in progress).

Per la cena, abbiamo scelto un ristorante a Santa Maria di Castellabate, la frazione marittima di Castellabate.

Anche qui la vita non manca e una passeggiata a quest’ora di sera è davvero piacevole.

Se avessimo un po’ di tempo, potremmo anche tornare nei prossimi giorni.

Adesso torniamo ad Agropoli, perché la giornata è stata piena e domani ci aspetta un bel giro verso l’interno. Scommetto che il panorama sarà altrettanto bello, ma decisamente diverso.

3° giorno

I borghi del Cilento – Cosa vedere

Oggi il programma è più tranquillo rispetto a ieri, ma non per questo dobbiamo perdere tempo, quindi subito in macchina pronti a scoprire altri bellissimi borghi del Cilento.

 

I borghi della Cilento – Cosa vedere

Oggi la giornata inizia con un fuoriprogramma, se così si può dire.

La ragazza che gestisce il b&b ci ha suggerito di andare a Trentinara quindi, anche se non era nel nostro itinerario iniziale, ci fidiamo ciecamente e facciamo uno strappo alla regola.

 

Trentinara – Felitto – Roscigno Vecchio

I borghi del Cilento – Cosa vedere

I borghi della Cilento – Cosa vedere
I borghi della Cilento – Cosa vedere
I borghi della Cilento – Cosa vedere

Trentinara – Felitto – Roscigno Vecchio

Trentinara

Trentinara è un borgo dall’aspetto tipicamente medievale, che si trova in posizione panoramica, a circa 600 metri di altezza, e in una giornata soleggiata la Terrazza del Cilento è il posto ideale per rifarsi gli occhi.

Il centro storico, con i vicoli e le case in pietra, le piazzette e le chiese, è decisamente carino e molto tranquillo, ma noi iniziamo percorrendo la Via dell’Amore, che collega la piazza del paese con la Terrazza del Cilento.

Passeggiando lungo la Via dell’Amore ci si imbatte in poesie scritte su maioliche affisse ai muri delle case, fino a quando ci si ritrova davanti alla statua di Saul e Isabella, protagonisti della leggenda della Preta ‘Ncatenata ambientata, ovviamente, a Trentinara.

La statua si trova nella Terrazza del Cilento, un belvedere dal quale nelle giornate soleggiate – sfortunatamente oggi non è una di queste – con lo sguardo si abbracciano la Piana del Sele, il Parco Archeologico di Paestum, la baia di Agropoli e addirittura il Golfo di Salerno, la Costiera Amalfitana e Capri.

Un’altra passeggiata tra i vicoli del centro storico e lasciamo Trentinara alla volta di Felitto.

Se però siete curiosi e volete conoscere molte più cose su Trentinara, cliccate qui.

 

Felitto

Felitto è un caratteristico borgo medievale immerso nel Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano.

E’ conosciuto per la produzione dei fusilli, i famosi fusilli felittesi e se capitate da queste parti la seconda settimana di agosto, non dimenticatevi della sagra.

Se vi state chiedendo com’è nato il fusillo di Felitto ve lo racconto subito.

Narra la leggenda che nel XVI secolo, durante un assedio al quale la cittadina stava resistendo fieramente, venne chiesto alle donne del paese di cucinare qualcosa con i prodotti che avevano a disposizione. Uova e farina non mancano mai e così le donne si misero all’opera “creando” il fusillo felittese.

E’ troppo presto per pensare al pranzo, quindi evitiamo di farci venire strane voglie. E’ meglio se ci concentriamo sulla visita del centro storico.

In epoca medievale, Felitto era protetta da una possente cinta muraria con 13 torrioni. Oggi le mura non sono del tutto intatte, ma per fortuna nel centro del paese rimangono due grandi attrazioni: il castello feudale e la Casa Araba, oltre al Museo della Civiltà Contadina e Artigiana.

Le stradine strette e le case in pietra rendono Felitto davvero suggestivo e quasi quasi mi dispiace andare via, anche se so che la prossima tappa mi piacerà da morire.

 

Roscigno Vecchio

Quando vi ho parlato di Celleno ve l’ho detto: adoro i borghi fantasma, quindi ho inserito subito anche Roscigno Vecchio (o Roscigno Vecchia) nella mia personale wishlist delle cose da vedere.

Sì, perché a causa di frane e smottamenti, a partire dal 1902 Roscigno Vecchio è stato piano piano abbandonato, ma è stato solo intorno agli anni ’60 che Roscigno si è svuotata completamente e gli abitanti si sono trasferiti nei paesi vicini, primo tra tutti Roscigno Nuova.

Solo Giuseppe Spagnuolo ha resistito e non ne vuole proprio sapere di abbandonare il suo paese, così Roscigno, proprio come Olnes in Alaska, ha il suo solo e unico abitante.

Nonostante sia a tutti gli effetti un paese fantasma, Roscigno Vecchio ha mantenuto quasi inalterato il suo aspetto ed è uno dei siti Patrimonio dell’Unesco.

Il paese attira i turisti già da diversi anni, quando ancora i borghi fantasma non erano così di moda come oggi, e questo grazie alle tante opere di valorizzazione del borgo, prima tra tutte l’apertura del Museo della Civiltà Contadina, che ha la sua sede all’interno dell’ex municipio.

E’ inevitabile iniziare la visita del borgo da Piazza Giovanni Nicotera, per poi continuare aggirandosi tra i negozi con le loro insegne, le abitazioni, la fontana e la chiesa di San Nicola di Bari, che non è possibile visitare per quanto danneggiata internamente, nonostante dall’esterno non dia assolutamente questa impressione.

Non tutte le stradine e i vicoli sono percorribili, ma passeggiare a Roscigno è veramente rilassante e vi consiglio assolutamente di passare da qui se come noi visitate il Cilento.

Dopo Roscigno Vecchio è la volta di Teggiano.

 

Teggiano – Paestum

I borghi del Cilento – Cosa vedere

I borghi della Cilento – Cosa vedere
I borghi della Cilento – Cosa vedere

Teggiano – Paestum

 

Teggiano

Teggiano è un paese davvero carino che, devo dire, mi ha colpito piacevolmente. Innanzitutto perché nonostante l’orario in cui siamo venuti (primo pomeriggio) il paese era molto vivo, contrariamente ad altri visti in questi giorni, poi proprio per la sua bellezza architettonica.

Non a caso, Teggiano è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Teggiano è famoso per le sue 13 chiese, ma anche per il castello, costruito dalla famiglia Sanseverino come roccaforte e che è uno dei meglio conservati della zona.

Proprio perché Teggiano aveva principalmente uno scopo difensivo, era stato fondato su una collina e circondato da mura molto possenti, che ancora oggi avvolgono il borgo.

Passeggiando per i vicoli, ci si ritrova di continuo davanti ad una facciata di un edificio religioso piuttosto che in una piazza con la sua chiesa.

Insomma, Teggiano è assolutamente consigliato, mi è piaciuto tanto e adesso non ci resta che continuare alla grande.

E’ tardo pomeriggio e c’è una cosa che voglio assolutamente fare uno di questi giorni, vedere i templi di Paestum illuminati per la sera.

Questa mi sembra la serata giusta.

Andiamo.

 

Paestum

Di Paestum, la meravigliosa città della Magna Grecia dichiarata Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco nel 1998, ne ho già parlato in uno dei miei articoli.

Non è la prima volta che vengo qui, ma è sicuramente la prima volta che vedo i templi illuminati la sera, anche perché era proprio questo l’obiettivo.

Quindi, non mi soffermerò a raccontarvi di quanto interessante sia visitare il Parco Archeologico o di quanto belli siano i templi, piuttosto voglio darvi un consiglio: venite a visitare il Parco Archeologico di giorno, ma fermatevi anche la sera, perché lo spettacolo merita veramente.

Una cena con vista sui templi – una cena tutta tipicamente campana, ovviamente – e via, a godersi lo spettacolo dei templi e dei loro giochi di luce, con la musica in sottofondo.

Se volete conoscere tutto su Paestum , il Parco Archeologico e il Museo, cliccate qui.

Adesso andiamo, domani ci aspetta un’altra giornata intensa.

4° giorno

I borghi del Cilento – Cosa vedere

Proprio come abbiamo fatto quando abbiamo visitato i borghi della Ciociaria, anche oggi ci prendiamo un po’ di pausa e ci immergiamo nel piacevolissimo caos di Napoli, questa volta alla ricerca di tutti i murales della città.

Beh, tutti forse no, ma sicuramente tanti.

Se volete sapere di più sui murales di Napoli, cliccate qui.

 

5° giorno

I borghi del Cilento – Cosa vedere

Oggi è l’ultimo giorno da dedicare ai borghi del Cilento, quindi non vogliamo sprecare neanche un attimo.

Pronti a partire di buon’ora e navigatore puntato su Rocca Cilento.

 

  • Rocca Cilento

  • Velia

  • Piano Vetrale

I borghi della Cilento – Cosa vedere

In appena 20 minuti siamo a Rocca Cilento, pronti per iniziare un’altra giornata piena di cose nuove da vedere.

 

Rocca Cilento – Velia – Piano Vetrale

I borghi del Cilento – Cosa vedere

I borghi della Cilento – Cosa vedere
I borghi della Cilento – Cosa vedere
I borghi della Cilento – Cosa vedere

Rocca Cilento – Velia – Piano Vetrale

 

Rocca Cilento

Vicino al Monte Stella, arroccato a 600 metri di altezza c’è Rocca Cilento, un tranquillo borgo medievale conosciuto soprattutto per il suo castello.

A parte il castello in ristrutturazione e la chiesa di Santa Maria della Neve, a Rocca Cilento non c’è molto da vedere, ma il borgo è particolarmente accogliete e una passeggiata tra i vicoli stretti e le case in pietra è quello che ci vuole per iniziare in modo tranquillo la giornata.

Godiamoci la passeggiata nel borgo, perché la prossima tappa sarà totalmente diversa.

 

Velia

Come Paestum, anche Velia era un’importante città della Magna Grecia, fondata su un promontorio nel 540 a.C. e come Paestum anche Velia è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Inizialmente si chiamava Elea e furono i romani a cambiarle il nome in Velia. Proprio in Età Romana conobbe il suo periodo di massimo splendore, grazie principalmente al commercio.

La città, però, era conosciuta anche per la scuola filosofica eleatica fondata da Zenone e Parmenide.

Nel Medioevo l’assetto della città cambiò e la popolazione si trasferì sull’Acropoli, costruendo anche un castello visibile in parte ancora oggi e che aveva uno scopo difensivo e di avvistamento.

Oltre ai resti del castello, sono tante le cose da vedere qui. Dalle porte di accesso alla città, Porta Rosa in testa, ai resti dell’antico abitato, con le terme e il Pozzo Sacro.

La visita al Parco Archeologico di Velia è guidata e a pagamento. Il biglietto di ingresso consente l’accesso anche al Parco Archeologico di Paestum, purché i due ingressi avvengano al massimo a tre giorni di distanza l’uno dall’altro.

Dopo aver visitato Velia – ormai la mattinata è volata – ci spostiamo a Piano Vetrale, l’ultimo dei borghi del Cilento che abbiamo in programma di visitare.

 

Piano Vetrale

Lo so, non lo dite anche voi. Non ne potete più di tutti i murales che vi ho fatto vedere in questi giorni.

Volevo dirvi che non è ancora finita e sotto questo punto di vista Piano Vetrale, una frazione di Orria, è davvero un posto incantevole.

Al centro del progetto La Rivincita dei Borghi, Piano Vetrale, un po’ come la nostra Dozza Imolese o come Valloria in Liguria, è un autentico museo a cielo aperto.

Tutto partì negli anni ’80, quando i muri delle abitazioni iniziarono ad essere abbelliti dai murales.

Da lì in poi è stato un crescendo e i murales, che ora sono circa settanta, sono stati realizzati da bravissimi artisti italiani ma anche stranieri e si integrano perfettamente con il paese. E così, sembra proprio che le scene raffigurate siano parte della vita del borgo, senza assolutamente sembrare fuori posto.

In più, hanno reso il paese vivo e colorato e la street art ha ancora una volta avuto il merito di attirare turisti interessati o anche solo curiosi.

Niente da aggiungere. Se passate da queste parti, dovete assolutamente trascorrere qualche ora a Piano Vetrale e fare come me, ritornare un po’ bambini.

 

The end!

Ok, con Piano Vetrale abbiamo davvero concluso il nostro giro tra i borghi del Cilento e siamo pronti per lasciare la Campania alla volta della Puglia.

Beh, a dire la verità, io non sono mai pronta a lasciare la Campania, ma so che anche il Gargano ci riserverà belle sorprese.

Intanto, godiamoci ancora qualche ora e facciamo un’ultima pazzia.

Lo so che da qui è un po’ lontano, ma saliamo in macchina e puntiamo il navigatore su Salerno.

Una passeggiata sul lungomare per concludere, è proprio quello che ci vuole.

 

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