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Roma, il 1° giorno alla scoperta della Città Eterna

Dai Fori Imperiali al Colosseo, i fasti dell’antica Roma

Roma – Cosa vedere – Itinerario 1° giorno

Siamo a Roma. E’ la nostra prima giornata in questa splendida città e sicuramente non vogliamo sprecare neanche un minuto.

Infiliamoci su un autobus, facciamoci una bella passeggiata, prendiamo un taxi o una metro, l’importante è cominciare la nostra visita e soprattutto cominciarla nel migliore dei modi.

Se optate per l’autobus o per la metro, che in questo caso, però, non è comodissima, vi consiglio di dare un’occhiata al sito dell’ATAC di Roma nella sezione “percorsi”.

 

Iniziamo subito alla grande da quello che un tempo era considerato il centro del mondo, il Campidoglio.

 

Campidoglio

Roma – Cosa vedere – Itinerario 1° giorno

Arrivati a destinazione, ci troviamo davanti a due scalinate, una che conduce alla chiesa di Santa Maria dell’Aracoeli, l’altra che porta alla piazza. 

Noi saliamo la bellissima cordonata michelangiolesca. 

Non correte, però! Salite con calma e godetevi quello che vi circonda.  

Partiamo dal basso, dai leoni in granito che fiancheggiano la scalinata e che nei giorni di festa gettavano vino dalle loro bocche.

Salendo, sulla sinistra c’è il Monumento a Cola Di Rienzo, mentre in cima alla scalinata sono ad aspettarci le statue di Castore e Polluce, i Trofei di Mario, la statue di Costantino a destra e quella del figlio Costante II a sinistra ed infine due colonne militari provenienti dalla Via Appia, che segnalavano il I e il VII miglio.

Roma – Cosa vedere – Itinerario 1° giorno

Campidoglio

Adesso possiamo dire di essere ufficialmente nella piazza. 

 

Piazza del Campidoglio

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Guardiamoci intorno e non dimentichiamoci che Piazza del Campidoglio è stata progettata da uno dei più grandi artisti di tutti i tempi: Michelangelo.

A destra il Palazzo dei Conservatori, a sinistra il Palazzo Nuovo, sede dei Musei Capitolini e sullo sfondo Palazzo Senatorio. 

Prima del Palazzo Senatorio, però, il vostro sguardo incontrerà sicuramente la Statua di Marco Aurelio, una volta interamente ricoperta d’oro e ora rivestita da una patina. Sapete che a questa statua è legata una leggenda? Quando tutto l’oro trapelerà e sarà nuovamente visibile, arriverà la fine del mondo. 

Concentriamoci sulla pavimentazione, adesso. La decorazione stellare ci riporta alla concezione medievale secondo la quale Roma era al centro del mondo. Proprio il motivo per cui abbiamo scelto la piazza come punto di partenza, ricordate?

Ora spostiamoci verso la scalinata a due rampe che conduce al Palazzo Senatorio.

Nello spazio tra le rampe, Michelangelo fece collocare la Fontana della Dea Roma, realizzata utilizzando statue già esistenti.

Qualche esempio? La statua di Roma Trionfante era in realtà quella di Minerva, ma Sisto V minacciò di far demolire il Campidoglio se non fossero state eliminate tutte le statue pagane, così… fatta la legge, trovato l’inganno, ed ecco comparire Roma Trionfante!

Ai lati, troviamo le statue del Nilo, sulla sinistra, e del Tevere, a destra.

Non notate qualcosa di strano osservando il Palazzo Senatorio? La sua forma è un po’ irregolare, trapezoidale, direi. E sapete perché? E’ presto detto: un lato è più corto perché a fianco si trovava il Tempio di Veiove.

Ora spostiamoci alla sinistra dal palazzo, dove si trova la colonna con la Statua della Lupa, ma questa è solo una copia dell’originale che si trova all’interno del Palazzo dei Conservatori. 

 

Uno sguardo sui Fori

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Se volete godere di una delle più belle viste sui Fori, fate ancora qualche passo e davanti a voi ecco l’Arco di Settimio Severo. Spaziate con lo guardo, davanti a voi il Foro Romano: l’Umbilicus Urbis, i Rostri, la Colonna di Foca… 

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Foro Romano

Una vista davvero unica! 

Ora tornate un po’ indietro, all’altezza della colonna della Lupa. Proprio di fronte ci sono delle scale. Vi va di salirle? Fossi in voi lo farei, conducono a quella che secondo me è una della più belle chiese di Roma, Santa Maria dell’Aracoeli. 

Entriamo! 

 

Santa Maria dell’Aracoeli

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La chiesa è talmente bella e le cose da dire sono così tante che se le racchiudessi tutte in questo articolo, rischierei di annoiarvi. Quindi, se volete scoprire tutti gli angoli di Santa Maria d’Aracoeli, cliccate qui. 

In questa pagina ci limiteremo solo a svelare qualche curiosità, come questa. 

La tradizione vuole che questa chiesa sia stata fatta costruire da Augusto. Un Augusto un po’ curioso a dirla tutta, che un giorno interrogò la Sibilla chiedendole chi sarebbe stato il suo successore. Il responso fu inequivocabile: “Un bambino ebreo reggitore del cielo”. Successivamente, l’imperatore ebbe la visione della Madonna con il Bambino e fece costruire sul Campidoglio un altare dedicato alla Vergine. Nel VII secolo venne poi edificata la chiesa.

Avete guardato lo splendido, soffitto, lo so… Vi hanno anche colpito le colonne diverse l’una dall’altra, avete notato il tempietto dedicato a Sant’Elena… ma non starete per uscire, vero? Non si può lasciare questa chiesa senza aver fatto visita al Bambino dell’Aracoeli.  

Ma dove si trova? 

In fondo alla navata sinistra, sotto il Monumento al Cardinale Matteo d’Acquasparta, c’è una porta che conduce alla sagrestia. Entrate e alla vostra sinistra troverete la Cappella del Santo Bambino dell’Aracoeli. C’è una leggenda legata a questa statua. Siete curiosi? Ok, ve la racconto. 

 

La leggenda del Bambino dell’Aracoeli

La statua risale al XV secolo ed è stata scolpita, secondo la tradizione, da un frate che utilizzò proprio il legno di un ulivo dell’orto del Getsemani.

Il frate, però, non ebbe però la possibilità di dipingerla e così la scultura venne colorata dagli angeli.

Durante il tragitto via mare per raggiungere l’Italia, a causa di una tempesta, l’urna contenente la scultura cadde in acqua. Miracolosamente, venne ritrovata dopo qualche giorno nelle vicinanze del porto di Livorno e portata a Roma, nella chiesa di Santa Maria d’Aracoeli.

Molti anni più tardi, una donna rubò il Santo Bambino, ma la leggenda narra che il bambino tornò da solo alla chiesa, di notte, mentre tutte le campane suonavano a festa.  

Probabilmente questa è solo una leggenda, ma anche le leggende fanno parte della nostra storia. 

 

Adesso che avete reso omaggio al Bambino, siete autorizzati ad uscire dalla chiesa e questa volta potete utilizzare l’ingresso principale. 

Scendete i 124 scalini che vi portano su Via del Teatro di Marcello e proseguite alla vostra destra, in direzione del Vittoriano. 

Perché è proprio questa la nostra prossima tappa. 

 

Vittoriano

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Scommetto che qualcuno di voi ha fatto lo stesso errore che ho fatto io per anni e ha chiamato questo maestoso monumento “Altare della Patria”. In realtà, l’Altare della Patria è solo una parte del Vittoriano o Monumento a Vittorio Emanuele II.

Costruito tra il 1855 e il 1911 da Giuseppe Sacconi per celebrare l’Unità d’Italia avvenuta sotto Vittorio Emanuele II, questo è uno dei monumenti che caratterizza maggiormente la città.

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Monumento a Vittorio Emanuele II

Adesso ho una domanda per voi: non siete stanchi vero? Siamo solo all’inizio della giornata e l’idea sarebbe quelle di farvi salire ancora un po’. 

Coraggio, entrate dalla cancellata e iniziate la salita. 

Passate di fianco ai militari che sorvegliano la Tomba del Milite Ignoto, poi continuate a salire, fino su, fino al punto più alto, dove sono le statue delle Regioni d’Italia e da dove potrete godere di una bella vista su Piazza Venezia da una parte e sui Fori dall’altra. 

Mentre riprendete fiato, contate le statue che rappresentano le regioni… 1, 2, 3… 15, 16. Mmm… manca qualcosa… ma certo! All’epoca della costruzione del Vittoriano, non erano ancora stati costituiti il Trentino-Alto Adige, il Friuli Venezia Giulia, il Molise e la Valle d’Aosta. 

Dipanati tutti i dubbi, diamo uno sguardo sotto di noi, a Piazza Venezia.

 

Piazza Venezia

Roma – Cosa vedere – Itinerario 1° giorno

Piazza Venezia è indubbiamente una delle piazze più conosciute di Roma e sicuramente una delle più attraversate. Qui, infatti, convergono alcune tra le principali arterie della città, da Via del Plebiscito a Via del Corso, senza dimenticarci di Via dei Fori Imperiali e di Via del Teatro di Marcello.

Spoiler: sappiate che nei prossimi giorni non ce ne scapperà neanche una!

Comunque – tornando a noi – la piazza è stata aperta nel 1400 ma subì diversi rifacimenti e il suo aspetto mutò notevolmente tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, quando venne edificato il Vittoriano.

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Piazza Venezia

Comunque – tornando a noi – la piazza è stata aperta nel 1400 ma subì diversi rifacimenti e il suo aspetto mutò notevolmente tra la fine del 1800 e l’inizio del 1900, quando venne edificato il Vittoriano.

tra i palazzi che circondano la piazza, il più noto è sicuramente Palazzo Venezia.

Costruito intorno alla metà del XV secolo dal Cardinale Pietro Barbo, fu prime sede papale, quindi divenne sede degli ambasciatori della Repubblica Veneta e nel 1797, in seguito al Trattato di Campoformio, passò all’ambasciata austriaca. Infine, nel 1916, divenne proprietà dello Stato Italiano e dopo il 1943 fu aperto al pubblico.  

Ma quello che rende caratteristico e conosciuto il palazzo, è indubbiamente il famoso balcone da cui Mussolini parlava agli italiani e che venne aggiunto all’originaria costruzione solo nel 1751. 

E di balcone in balcone, vedete quel terrazzino verde nel palazzo di fronte a voi?

Quello è Palazzo Bonaparte e da lì si affacciava la madre di Napoleone. Proprio lei, che soggiornò qui dalla caduta dell’impero fino alla sua morte. 

 

Ora possiamo iniziare la discesa. 

Fuori dal cancello, ci dirigiamo verso Via dei Fori Imperiali, ma prima un’altra chicca. 

Girato l’angolo c’è la Tomba di Publicio Bibulo. Sapete perché questa tomba è particolarmente significativa? Una volta tanto non è la persona sepolta qui e renderla particolare, ma bensì il fatto che si trovi proprio in questa posizione. Vi spiego meglio: in epoca repubblicana era vietato seppellire i morti all’interno della città, quindi questo dimostra che le mura passavano a ridosso del Campidoglio e la tomba ne era fuori. 

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Tomba di Publicio Bibulo

Potete proseguire lungo Via dei Fori Imperiali, guardando a destra e a sinistra, passeggiando tra il Foro di Traiano, il Foro Romano, il Foro di Augusto e così via fino a raggiungere il Colosseo. 

 

Colosseo

Roma – Cosa vedere – Itinerario 1° giorno

Roma – Cosa vedere – Itinerario 1° giorno

Colosseo

A questo punto avete solo l’imbarazzo della scelta: potete entrare per una visita da soli o scegliere tra le diverse opzioni di una visita guidata.  

In ogni caso, vi consiglio di prenotare il biglietto on-line e in questo modo potrete saltare la fila ed evitare di perdere tempo. 

Vi ricordo che il biglietto comprende l’entrata al Colosseo, al Foro Romano e al Palatino ed è valido due giorni, ma non comprende la visita guidata. 

Non avete prenotato la visita guidata e preferite il fai-da-te? Cliccate qui e troverete comunque tante informazioni sul monumento simbolo di Roma. 

 

Visita fatta, giusto? 

A questo punto, se vi rimane un po’ di tempo, entrate a visitare i Fori ed aggiratevi tra i resti dei monumenti che hanno fatto la nostra storia. 

Direi che come prima giornata possiamo fermarci qui. 

Buon riposo! Vi voglio in forma, domani! 

Cliccate qui per l’itinerario della 2° giornata.

 

 

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