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Colosseo – Tutto quello che c’è da sapere sul monumento simbolo di Roma

Colosseo – Tutto quello che c’è da sapere e come raggiungerlo

Ed eccoci qui, quasi alla fine della nostra prima giornata a spesso per la Città Eterna, davanti ad una delle meraviglie del mondo, il Colosseo.

Se non volete affidarvi ad una visita organizzata, non ci resta altro che raccontare quante più cose possibili sul monumento simbolo di Roma, l’Anfiteatro Flavio. 

I lavori per la sua costruzione iniziarono tra il 70 e il 72 d.C. durante l’impero di Vespasiano, nella zona precedentemente occupata dal lago artificiale che Nerone aveva voluto per la sua Domus Aurea.  

Il Colosseo venne terminato nell’80 dal figlio di Vespasiano, Tito, appartenente alla dinastia dei Flavi, dalla quale il grandioso monumento prende il nome originario.  

Ma da dove deriva allora l’appellativo Colosseo con cui tutti noi lo conosciamo? 

E’ presto detto: proprio qui vicino si trovava un’enorme statua di Nerone, alta 35 metri, innalzata con l’aiuto di ben 24 elefanti.  

Avete idea di che colosso stiamo parlando? Appunto! 

Ma torniamo al nostro anfiteatro. 

Abbiamo detto… siamo nell’80 d.C.

Terminati i lavori, tutti pronti… o quasi… per il divertimento: i festeggiamenti per la sua inaugurazione furono maestosi, quasi più dei miei compleanni… ben 100 giorni di spettacoli ininterrotti, durante i quali morirono circa 5000 animali e un gran numero di gladiatori.   

All’interno dell’Anfiteatro Flavio si svolgevano prevalentemente le lotte tra i gladiatori, che nella maggior parte dei casi erano schiavi, ma potevano anche essere uomini liberi, tra gladiatori e animali o solamente tra animali… l’importante era dare spettacolo. Panem et circenses, insomma!

Ma non erano solo le lotte a farla da padrone. Tra l’80 e il 95 , anno di costruzione dei sotterranei, il Colosseo veniva allagato e utilizzato per spettacoli navali.  

Intorno all’anfiteatro la vita era decisamente movimentata. Nei pressi sorgevano ben cinque caserme di addestramento per i gladiatori, i magazzini che contenevano armi, scenografie e macchine di scena, un ospedale per i feriti, e addirittura un obitorio… il buon esito non sempre era garantito… Questi edifici erano collegati al Colosseo da gallerie sotterranee.

Ma quanto è grande il Colosseo?

Diamo un’occhiata alle cifre: il suo perimetro misura 527 metri e l’altezza raggiunge i 50 metri, esattamente quanto il Campidoglio. La sola arena, di forma ellittica, misura 86 x 54 metri, mentre l’asse maggiore è lungo 187,5 metri e quello minore 156,5 metri.

In 30.000 metri di gradinate erano distribuiti 73.000 spettatori. I posti a sedere erano 68.000, ma in piedi potevano stare altre 5.000 persone.  

Per la costruzione furono utilizzati 100.000 metri cubi di travertino prelevati dalle cave di Tivoli, trasportati a Roma nell’arco di 6 anni, e 300 tonnellate di ferro per le grappe che servivano a collegare tra loro i blocchi di travertino.  

Siete ancora all’esterno del Colosseo? Alzate lo sguardo, allora.

Avrete sicuramente notato i tre diversi stili architettonici, corrispondenti ognuno ad un piano della struttura: al primo piano troviamo semicolonne tuscaniche, al secondo colonne ioniche e al terzo colonne corinzie.  

Il quarto piano, invece, era diviso da lesene corinzie e vi erano inserite 240 mensole in corrispondenza di altrettanti fori del cornicione dove passavano i pali che sostenevano un enorme telone con un foro centrale, che serviva per riparare gli spettatori dal sole.

Ognuno dei primi tre piani era costituito da 80 archi, ciascuno dei quali alto 7 metri, per un totale di 240 archi.  

Con che materiale venne costruito il Colosseo?

Gli archi del primo piano vennero costruiti interamente in pietra, in modo che potessero sostenere l’intera struttura. Se però anche gli altri piani fossero stati costruiti utilizzando unicamente pietre, il peso sarebbe stato eccessivo e la struttura sarebbe crollata.

Gli architetti che si occupavano della costruzione del Colosseo, decisero così di utilizzare un materiale diverso, più leggero, sicuramente più malleabile e oltretutto anche impermeabile: il calcestruzzo. Ma questo materiale non era adatto a tutti i tipi di costruzioni.

Come fare per risolvere il problema? Sapete cosa si inventarono i romani, allora? I mattoni rossi, più leggeri ma altrettanto resistenti, su cui potevano poggiare gli archi a tutto sesto, altra grandissima invenzione di questo popolo che non ha mai smesso di stupirci.

In questo modo, il peso dell’intero complesso era ben distribuito e la struttura non sarebbe crollata sotto il suo stesso peso. Proprio niente da eccepire.. effettivamente possiamo constatarlo anche noi.

Adesso possiamo entrare. 

Noi, rigorosamente muniti di biglietto, possiamo usufruire di un unico ingresso,

ma come facevano i romani dell’epoca ad accedere al Colosseo?

Attraverso le ottanta arcate e i centosessanta sbocchi, chiamati vomitoria, si recavano nei diversi settori, contraddistinti dai numeri progressivi ancora visibili che corrispondevano ai numeri delle tessere di cui era dotato ogni spettatore.

Gli ingressi riservati ai magistrati, alle Vestali e agli ospiti d’onore non erano numerati, così come quello dell’imperatore, che raggiungeva la sua postazione attraversando un corridoio sotterraneo.

L’ingresso era gratuito per tutti, ma i posti erano suddivisi in base alle classi sociali: i più vicini all’arena erano i senatori, mentre nelle file successive, in un ordine ben prestabilito, sedevano i cavalieri, i maestri, gli ospiti pubblici e così via fino ai posti più lontani destinati alle donne non sposate e alla plebe. E le donne sposate, invece? Loro sì che erano fortunate, potevano sedere a fianco dei loro mariti.

Sfortunatamente, delle gradinate oggi non resta assolutamente niente e quello che si vede è solo una ricostruzione dei giorni nostri.

Il Colosseo visto dall’interno

Sotto il piano dell’arena, che era in legno e spesso causa di incendi, erano i sotterraneicostruiti, come già accennato, solo nel 95.

Cosa c’era nei sotterranei?

Lì venivano custodite le gabbie delle belve, le armi e le aattrezzature sceniche.

Grazie a vani montacarichi a contrappeso era possibile portare al piano superiore le scenografie, gli animali e gli uomini.I montacarichi erano 80, ognunodei qualiazionato da 4 schiavi. Il meccanismo di funzionamento dei montacarichi si basava sulla spinta applicata dagli schiavi al palo che, con la sua rotazione, azionava il sistema di corde e pesi.

Ricostruzione dei montacarichi

Tra il pubblico e l’arena si alzava una resistentissima rete di protezione che aveva in cima zanne di elefanti e rulli d’avorio rotanti per impedire la presa agli animali che avessero tentato di fuggire.

Tutto questo fino al V secolo, quando l’imperatore Onorio proibì i giochi gladiatori, forse a causa del sacrificio del monaco Telemaco che, buttatosi nell’arena per impedire le lotte, fu ucciso dalla folla impazzita e contrariata dal suo gesto.   

Il Colosseo fu utilizzato l’ultima volta come anfiteatro per uno spettacolo di caccia nel 523, poi i Frangipane ne fecero la loro fortezza. Passò successivamente agli Annibaldi, fino ad ospitare al suo interno un vastissimo numero di botteghe e abitazioni. Di quel periodo, rimangono le finestre, visibili nella foto qui sotto.

Finestre, particolare all’interno del Colosseo

Nel 1312 Enrico VII restituì l’anfiteatro alla città, ma nel 1451 Niccolò V fece asportare 2.500 carri di materiale per dare vita a nuovi edifici. Solo in esempio: i sedili in marmo servirono per la costruzione della scalinata di San Pietro e del porto di Ripetta.

Negli anni successivi, inoltee, fu fortemente danneggiato dai terremoti che colpirono Roma.  

Siete stati soddisfatti di questa breve spiegazione?

Ora passiamo al lato pratico.

Come raggiungere il Colosseo?

Ovviamente se avete seguito il mio itinerario, sarete arrivati fin qui a piedi, percorrendo Via del Fori Imperiali.

Se invece avete poco tempo a disposizione, potete comodamente raggiunger il Colosseo con i mezzi pubblici.

La metro B (fermata “Colosseo”) ha la sua stazione proprio di fronte all’Anfiteatro Flavio.

Se invece arrivate da una zona che non è servita dalla metropolitana, vi consiglio di consultare il sito dell’ATAC, nella sezione “percorsi”, dove troverete tutte le informazioni sugli autobus aggiornate in tempo reale..

Ora che siete arrivati fin qui, l’altra domanda che rimane è

Dove comprare i biglietti?

I biglietti si possono acquistare direttamente alla biglietteria del Colosseo, ma se preferite evitare la fila, vi consiglio di prenotarli on-line.

In questo modo, potrete anche scegliere tra le diverse visite guidate che vi permetteranno di approfondire quanto scritto in questo articolo.

Vi ricordo che il biglietto di ingresso è valido due giorni e comprende l’entrata al foro Romano e al Palatino, ma un’eventuale visita guidata  al Colosseo non è inclusa nel costo del biglietto.

Buon divertimento!

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