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Osaka-jo

La mia giornata al Castello di Osaka

Castello di Osaka – Osaka-jo

Se state pianificando un viaggio a Osaka, non potete assolutamente perdervi il suo Castello, uno dei monumenti più iconici di tutto il Paese del Sol Levante.

Dietro le mura di pietra si nascondono secoli di storia, intrighi, assedi, devastazioni e incendi. Quello che vediamo oggi è solo l’ultima delle tante ricostruzioni, ma vale assolutamente la pena di visitare questo luogo magico.

Valore aggiunto: il parco dove gli abitanti di Osaka si rifugiano per fuggire dal caos della città e che in primavera e in autunno dà il meglio di sé.

Ma iniziamo dalle origini.

Castello di Osaka - Osaka-jo

Un po’ di storia

Castello di Osaka – Osaka-jo

Il casello di Osaka è stato costruito a partire dal 1583 sulla cima di una collina.

A volerlo fu il famosissimo samurai Toyotomi Hideyoshi, che intendeva in questo modo consolidare il suo potere dopo essere riuscito ad unificare il Giappone.

Il castello avrebbe dovuto essere un segno di forza, avrebbe dovuto “raccontare” a tutti la potenza del secondo unificatore del Giappone, di conseguenza avrebbe dovuto essere inarrivabile e inespugnabile.

Ma i fatti dimostrarono il contrario.

Appena una trentina d’anni più tardi, le truppe di Tokugawa Ieyasu, il primo shogun del periodo Edo, riuscirono prima a espugnare, poi a distruggere il castello, che comunque venne ricostruito.

Anche questa volta non filò tutto liscio e il castello venne nuovamente raso al suolo.

A questo punto, io mi sarei arresa, ma i giapponesi no.

Tra terremoti, fulmini e bombardamenti, quella del Castello di Osaka è una storia piuttosto travagliata, che però evidenzia subito la capacità dei giapponesi di rialzarsi e ripartire.

E allora basta alzare lo sguardo per vedere che la fenice, simbolo di rinascita, ci osserva dalla cima del castello.

La visita al castello

Castello di Osaka – Osaka-jo

Il castello che vediamo oggi risale al 1931 ed è circondato da un fossato e da un muro in pietra.

 

Le mura e la Pietra Polpo

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Anche se le mura passano spesso in secondo piano – lo sguardo, ammettiamolo, vola subito verso la torre del castello – hanno avuto un ruolo fondamentale.

Innanzitutto, sono state costruite secondo la tecnica del Sangiku.

In altre parole, le pietre che compongono le mura sono state tagliate e incastrate a secco, senza l’uso della malta.

La cosa che mi ha colpito di più, però, è stata la spiegazione di una guida che raccontava di un grande blocco di pietra, il Tako-ishi.

Tako-ishi, la Pietra Polpo, è un unico bocco di roccia che fa parte delle mura del castello.

Pensate che pesa ben oltre 100 tonnellate e il vero dilemma è come abbia fatto ad essere stata trasportata e posizionata lì senza l’utilizzo delle tecniche attuali. Ricordiamoci che stiamo comunque parlando del 1624.

Poi questo nome curioso: Pietra Polpo. Perché si chiama così?

Il nome di questa pietra deriva dal fatto che nella parte inferiore della roccia è presente una piccola imperfezione che ha proprio la forma del polpo.

Ma ora veniamo al castello vero e proprio.

 

Il castello

La torre principale del castello di Osaka è uno splendido esempio di architettura giapponese, con pareti esterne di cinque piani in gesso bianco e piastrelle verdi.

Per accedere alla torre ci sono due soluzioni: o salire a piedi una ripida scalinata o utilizzare l’ascensore.

Proprio l’ascensore, che in un contesto così potrebbe sembrare fuori posto, fa sì che questo sia uno dei pochi castelli in Giappone visitabili da disabili in sedia a rotelle.

All’interno del castello, dislocato nei diversi piani dell’edificio, è allestito un museo che documenta sia la storia del castello, che quella del clan Toyotomi, noto per la sua significativa influenza sulla storia giapponese nonostante le origini non nobili.

Tra i membri del clan si distingue Toyotomi Hideyoshi, il quale promosse la costruzione e il restauro di numerosi castelli e fortificazioni nel Paese, tra cui il Castello di Himeji, il Castello di Momoyama e il Castello di Osaka, appunto.

Castello di Osaka - Osaka-jo
Il punto forte rimane comunque la terrazza panoramica all’ottavo piano, da dove si gode di una vista a 360° sui giardini e sullo skyline di Osaka.

Affacciarsi dalla terrazza ripaga della fatica, ma soprattutto è il modo migliore per apprezzare la totale diversità del Giappone.

Ancora una volta, a distanza di pochi metri, convivono perfettamente antico e moderno.

Ora concentriamoci sui giardini, perché è proprio lì che stiamo per andare.

 

Il parco del castello

Castello di Osaka – Osaka-jo

Il castello è circondato da un grande parco con oltre 3.000 ciliegi.

Si tratta di un parco pubblico, dove troverete anziani fare ginnastica e bambini giocare, tutti con la voglia di allontanarsi dal traffico della città.

Nel periodo in cui siamo stati noi, i fiori non erano ancora sbocciati, ma posso immaginare la straordinaria bellezza di quel parco visto solo qualche giorno più tardi.

Se con la fioritura dei ciliegi il parco acquista splendore, la stessa cosa avviene durante il foliage, quando il Giardino Nishinomaru diventa un trionfo di colori che vanno dal rosso al giallo, al marrone.

 

Non c’è che dire: ritrovare un castello del 1600 nel bel mezzo di una città moderna come Osaka, ci fa fare un salto indietro nel tempo, fa rivivere le storie di daimyo, samurai e imperatori.

Però adesso dobbiamo tornare con i piedi per terra, perché è arrivato il momento di qualche informazione pratica.

 

Come arrivare al Castello di Osaka

Castello di Osaka – Osaka-jo

Il Castello di Osaka si trova nella zona centro-orientale della città, nel quartiere Chuo.

Raggiungere il Castello è molto semplice, perché – come tutte le attrazioni del Giappone – è servito molto bene dai mezzi pubblici e in particolare dalla metropolitana.

Scegliete tra la linea Chuo (verde) o Tanimachi (viola) e scendete alla stazione Tanimachi 4-Crome.

Dall’uscita della metropolitana, in appena 10-15 minuti a piedi, raggiungerete l’ingresso principale (Ote-mon).

 

Ora avete tutte le informazioni per visitare il Castello di Osaka.

Se volete continuare a scoprire con noi questa sorprendente città, cliccate qui.

 

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