Seleziona una pagina

Piazza Navona

Tutto quello che c’è da sapere su una delle piazze più belle del mondo

Piazza Navona – Cosa vedere e come raggiungerla

Se qualcuno mi dovesse chiedere qual è il monumento, la piazza o il palazzo più bello di Roma, sicuramente non saprei rispondere.

Se però mi chiedeste qual è la cosa che io preferisco, allora sì, vi risponderei senza esitazioni.

Per me Piazza Navona non ha eguali.

Non solo la mia piazza preferita, ma da sempre uno dei luoghi più amati dai romani, Piazza Navona sorge sulle rovine dello Stadio di Domiziano, di cui conserva la forma e le dimensioni. La sistemazione della piazza fu realizzata nel XVII secolo sotto il pontificato di Innocenzo X Pamphilj, che affidò a Girolamo Rainaldi la costruzione di Palazzo Pamphilj e della Chiesa di Sant’Agnese in Agone, quest’ultima portata a termine dal Borromini.

Numerose le feste e gli spettacoli che qui avevano luogo. Dalla metà del 1600, per quasi due secoli, nei giorni di festa, la piazza veniva allagata e le carrozze dei nobili romani l’attraversavano di corsa sollevando schizzi d’acqua. Dalle finestre delle case venivano lanciate monete che i ragazzi del popolo correvano a raccogliere, a volte rischiando perfino di annegare. Talvolta al centro del lago si piantava un palo di legno levigato e spalmato di sapone, la cuccagna, sulla cui cima erano i premi, principalmente in generi alimentari, che erano vinti da chi fosse riuscito a raggiungerli.

A partire dal 1872, nel periodo che va dalla seconda metà di dicembre fino all’Epifania, nella piazza sono numerosissime le bancarelle con presepi, alberi di Natale, giocattoli e oggetti di vario genere.

Adesso basta parlare, però! E’ ora di farci una bella camminata nella piazza, tra le fontane che contribuiscono a renderla una delle meraviglie della città.

Immaginando di entrare nella piazza da Via Agonale, ci imbattiamo subito nella Fontana del Nettuno. No, no, fermi! Non correte subito verso la Fontana dei Fiumi. Prima concentratevi su questa e vedrete che vi piacerà se non altrettanto, comunque molto.

Fontana del Nettuno

Voluta da Gregorio XIII nella seconda metà del 1500, fu progettata da Giacomo Della Porta. Le sculture che vedete attualmente, furono aggiunte solo tre secoli più tardi, in seguito ad un bando indetto dal Comune di Roma. Le nereidi, i putti e cavalli marini sono opere di Gregorio Zappalà, mentre il Nettuno che lotta con la piovra è stato ideato da Antonio Della Bitta.

 

Fontana del Nettuno

Fontana dei Fiumi

Ed eccola, finalmente, al centro della piazza, la meravigliosa Fontana dei Fiumi, uno dei capolavori del Bernini, costruita tra il 1648 e il 1651 per volere di Innocenzo X che, consigliato dalla cognata Olimpia Maidalchini, preferì il progetto dell’artista a quello dell’acerrimo rivale Borromini. Impossibile non soffermarsi ad ammirare le statue allegoriche dei quattro fiumi che simboleggiano le parti del mondo fino ad allora conosciute. Alte circa cinque metri, sono realizzate in marmo bianco.

Ma quali sono i quattro fiumi che qui vengono rappresentati? E’ presto detto: Nilo, Gange, Danubio e Rio della Plata.

Come fare però a capire quale parte del mondo rappresenta ogni statua? Proviamo insieme a trovare qualche animale, pianta o oggetto che li identifichi.

Ok, questo è facile, è il Nilo, che rappresenta l’Africa. Palme e leone, e il gioco è fatto! Ma perché la statua ha il volto coperto? Forse per non vedere la chiesa di Sant’Agnese, opera del Borromini? Forse! Ma più realisticamente, il volto coperto sta a significare che le sorgenti del Nilo, all’epoca della realizzazione della fontana, erano sconosciute.

Gange, Nilo e Rio della Plata

Proseguiamo in senso anti-orario e la prossima statua è quella del…  avete indovinato? Se avete pensato al Rio della Plata, la risposta è esatta. L’armadillo vi ha aiutato, eh? I più maligni sostengono che abbia la mano tesa in avanti per scongiurare la caduta della chiesa, ma in realtà questa è solo una leggenda, perché la fontana venne costruita molti anni prima di Sant’Agnese. I gossip non hanno proprio tempo…

 

Nilo e Rio della Plata

Ma continuiamo. Il cavallo che si abbevera nel Danubio rappresenta l’Europa.

Danubio e Gange

Per esclusione, l’ultima delle quattro statue, con un bastone in mano e a fianco un dragone, è simboleggia il Gange.

Gange e Nilo

Obelisco Agonale

Dal centro della fontana si eleva l’obelisco Agonale, di granito, alto 16,54 metri (30,17 metri compresa la base). Vedete i geroglifici sul monolito? Non sono proprio originali, ma li fece aggiungere Domiziano durante il suo regno e descrivono la gloria dell’imperatore. A Roma decorava il tempio di Iside, poi Massenzio lo fece trasferire nel proprio circo dove, una volta caduto, rimase fino a quando non venne impiegato per completare il progetto del Bernini.

La colomba sulla cima, oltre ad avere un indubbio significato religioso, è anche l’emblema della famiglia Pamphilj.

Secondo l’iscrizione fatta incidere da Innocenzo X, il monumento intende offrire “salubre amenità a chi passeggia, bevanda a chi ha sete, esca a chi medita”. Secondo me, Innocenzo X ha fatto centro!

Fontana dei Fiumi, Sant’Agnese in Agone e Palazzo Pamphilj

Prima abbiamo parlato della rivalità tra i due grandi artisti dell’epoca, Bernini e Borromini. Adesso andiamo a scoprire da vicino la chiesa

Sant’Agnese in Agone

I lavori per la costruzione della chiesa, sorta nel luogo dove, secondo la tradizione, la martire Agnese, esposta nuda alla gogna venne miracolosamente coperta dai suoi capelli, iniziarono nel 1652 sotto la direzione di Girolamo e Carlo Rainaldi per volere di Innocenzo X. Qualche anno più tardi, i lavori vennero affidati al Borromini, che conferì alla facciata l’attuale aspetto concavo e aggiunse i due campanili, con lo scopo di mettere in maggiore evidenza la cupola.

All’interno della chiesa, sopra la porta d’ingresso, è il monumento funebre dello stesso Innocenzo X. Una casualità o piuttosto la continuità rispetto a quello che avveniva quando il pontefice era in vita? Infatti, il papa poteva assistere alla messa da una stanza di Palazzo Pamphilj che permetteva la vista all’interno della chiesa. Per questo motivo, Innocenzo X è conosciuto come il papa che benedice chi non lo vede.

Nei sotterranei sono ancora visibili i resti dello Stadio di Domiziano.

Palazzo Doria Pamphilj

Adiacente alla chiesa, il palazzo, è attualmente sede dell’ambasciata del Brasile. Fu costruito unendo fra loro vari edifici già esistenti e accorpandovi anche Sant’Agnese, in modo che diventasse chiesa di famiglia e cappella del palazzo. Nel palazzo andarono ad abitare Camillo, il nipote di Innocenzo X, e Olimpia Aldobrandini. Altro gossip: Camillo, nominato cardinale e innamorato della donna, abbandonò la vita religiosa per sposare la sua amata nonostante i pareri contrari dello zio e della madre, Olimpia Maidalchini.

Adesso spostiamoci in fondo alla piazza per ammirare da vicino la Fontana del Moro.

Fontana del Moro

Come la Fontana del Nettuno, anche la Fontana del Moro venne progettata da Giacomo Della Porta, ma al contrario della prima, questa venne progettata comprendendo già le sculture che la ornano. I mascheroni, i delfini e i tritoni sono opere dello stesso scultore. Solo nella seconda metà del 1800 queste sculture, particolarmente danneggiate, vennero sostituite con copie realizzare da Luigi Amici.

E la meravigliosa scultura del Moro al centro della vasca? Beh, quella è stata progettata da Gian Lorenzo Bernini e realizzata da Giovanni Antonio Mari nel 1655.

Fontana del Moro

A questo punto direi che abbiamo ispezionato la piazza in lungo e in largo ed esaminato tutti i suoi particolari. Vi va di bere un caffè in uno dei bar qui vicino?

E’ piaciuta anche a voi questa piazza tanto quanto piace a me? Raccontatemi la vostra esperienza.

Adesso qualche consiglio utile.

Come arrivare:

Premesso che secondo me Roma andrebbe girata sempre a piedi, capisco che questo può non essere sempre possibile.

E allora, come raggiungere Piazza Navona con i mezzi pubblici?

Se arrivate dalla Stazione Termini e la vostra prima meta è questa meravigliosa piazza, saltate sull’autobus 64 (attenzione ai borseggiatori, mi raccomando!) e scendete alla fermata di Corso Vittorio Emanuele/Sant’Andrea della Valle.

Ma non disperate, non c’è solo il 64. Sono tantissimi gli autobus che raggiungono la piazza o le sue immediate vicinanze.

Vi consiglio di consultare il sito dell’ATAC di Roma, in particolare la sezione che riguarda il calcolo dei percorsi.

 

 

Translate »