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Florida – Itinerario on the road

Cosa vedere in Florida in 10 giorni

Alla scoperta dello Sunshine State

Florida Itinerario on the road

Quando nel 2014 mi hanno proposto di ritornare in Florida, non ero poi così convinta. Ci eravamo già stati e avevamo visitato alcuni dei punti più caratteristici. Perché tornare? Molto semplice. Perché la Florida non è solamente il divertimento di Miami, le spiagge della costa atlantica o la Space Coast. La Florida offre ben di più. Quindi, perché non andare a scoprire qualcosa di nuovo? Così, ho scelto un itinerario che ha mescolato mare, natura, storia e tanto divertimento.

 

18 marzo 2015 – 1° GIORNO

Florida Itinerario on the road

“We are now approaching Miami International Airport…”

Finalmente ci siamo, sono passati 3 anni e torniamo nello Sunshine State.

Volo LH 462 in perfetto orario e alle 15:50 atterriamo come previsto a Miami.

Dopo i soliti controlli di rito e il ritiro dei bagagli, corriamo a prendere il taxi, perché non vogliamo perdere neanche un minuto della nostra vacanza. La tassista dalla guida un po’ vivace ci porta dritti dritti in hotel. Anche per quest’anno abbiamo scelto il Townhouse, a South Beach. Le camere non sono grandissime, ma sempre pulite e in ordine, il personale è gentile, ma soprattutto la posizione è ottimale.  A pochi minuti a piedi da Ocean Drive, praticamente di fronte alla spiaggia e vicinissimo a tutti i locali e a negozi di ogni genere.

Ma torniamo a noi. Arriviamo in hotel che sono circa le 19:00 e anche se la stanchezza è tanta, usciamo subito per respirare l’aria di Miami, questa folle città che offre qualsiasi cosa si voglia. Non che io voglia un granché… mi bastano una bella passeggiata e un hamburger per tappare quel buchino nella pancia. Soddisfatti i miei desideri, mentre tutto il popolo di Miami esce per godersi la serata, io vado in albergo e cado nel sonno più profondo.

 

19 marzo 2015 – 2° GIORNO

MIAMI

Florida Itinerario on the road

Oggi la giornata è interamente dedicata alla visita della città. Dopo la colazione con caffè, pane tostato e cereali, usciamo immediatamente per la consueta passeggiata mattutina sulla spiaggia.

A quest’ora (sono appena le 7:00) la città è deserta, fatta eccezione per qualche temerario che corre sulla spiaggia. Meglio così, Miami Beach è tutta per noi.

Miami Beach

Miami Beach

Percorriamo la curatissima Beach Walk, che attraversa la parte iniziale di Lummus Park, e ci ritroviamo su Ocean Drive, la strada indubbiamente più caratteristica non solo di Miami, ma sicuramente di tutta la Florida.

Miami Beach, Ocean Drive

Ocean Drive

A quest’ora non è particolarmente trafficata, anzi… ma solo tra qualche ora sarà una stravagante vetrina per chiunque voglia mettersi in mostra.

Miami Beach, Ocean Drive Miami Beach, Ocean Drive

Miami Beach, Ocean Drive Miami Beach, Ocean Drive

In quasi un’ora raggiungiamo l’incrocio con 2nd Street, dove ci aspetta Starbucks, con gli immancabili cappuccino e butter croissant.

Adesso 10 minuti di relax in spiaggia, il mio primo sole della stagione. Ma 10 minuti sono anche troppi e sono subito pronta per ripartire.

Risaliamo percorrendo Collins Ave, altra strada decisamente stravagante.

Miami Beach

Collins Ave

Espanola Way, tipica strada in pieno stile spagnolo, con i suoi edifici colorati e tanti negozietti pieni di cianfrusaglie, è decisamente caratteristica.

Miami Beach

Espanola Way

Ancora una bella passeggiata e siamo a Lincoln Road, la zona pedonale ricca di negozi e locali. Un po’ di shopping no?

Il giro per il centro di South Beach ci piace sempre tanto, ma la giornata è ancora lunga e decidiamo di spostarci verso Downtown. E’ il momento del Big Bus Tour, che ci condurrà attraverso Coconut Grove, Little Havana e Coral Glabes. Viste le distanze particolarmente elevate, consiglio vivamente questa alternativa.

Miami Miami

Miami Miami

Miami Miami

Non scendiamo, ma ci godiamo lo spettacolo comodamente seduti. In questo modo, possiamo sfruttare a pieno il biglietto e  prendere tutte le 3 linee che coprono la città.

Una delle fermate è proprio di fronte al nostro hotel e dopo tutti questi giretti è di nuovo ora di un po’ di spiaggia. Stavolta, però, prometto: non solo 10 minuti… pennichella compresa, ho resisto ben un’ora!

Per la serata, una bella passeggiata lungo Ocean Drive e un buonissimo hamburger da Johnny Rockets.

 

20 marzo 2015 – 3° GIORNO

MIAMI – FLORIDA CITY – EVERGLADES

Mappa Florida

Florida Itinerario on the road

Oggi il programma prevede la scoperta delle Everglades, terzo parco nazionale della Florida per estensione, dove regnano incontrastati coccodrilli, alligatori, zanzare e… pantere! Sì, avete capito bene… pantere… una specie di pantera bianca rarissima che speriamo proprio di non incrociare nel nostro percorso…

Dopo la colazione e un giretto sulla spiaggia per salutare Miami, un taxi ci porta all’autonoleggio Alamo, su Collins Ave, dove abbiamo prenotato con largo anticipo la nostra auto. Marzo è un mese di alta stagione in Florida e se non si prenota l’auto per tempo, si rischia di… rimanere a piedi.

Da Miami a Florida City

Da Miami a Florida City

Ci lasciammo alle spalle Miami alla volta di Florida City, dove alloggeremo due notti. Abbiamo scelto il Fairway Inn, giusto compromesso qualità prezzo, una catena di motel che abbiamo già avuto modo di provare diverse volte durante i nostri viaggi negli States.

Alleggeriti dei bagagli, siamo pronti per ripartire. Le Everglades ci aspettano!

Lungo la strada c’è il famoso “Robert Is Here”, dove non possiamo non fermarci. Sì, possiamo… va beh, al ritorno, però, devo assolutamente assaggiare i suoi famosi frullati.

Poco distante è una delle entrate del parco, l’Ernest Coe Visitor Center. Percorrendo la Hwy 9336 raggiungiamo Flamingo Point, la punta estrema delle Everglades. Paludi, paludi, paludi… la quiete assoluta ci circonda.

Everglades

Everglades

Per ora sono entusiasta della vacanza, ma sono convinta che il meglio debba ancora venire.

Qualche foto e di nuovo in auto.

Il frullato di Robert Is Here ci aspetta. Quale cosa migliore per uno spuntino? Abbiamo anche saltato il pranzo e perché non approfittarne? Il frullato al cocco è strepitoso e mentre lo sorseggio mi aggiro tra gli animali del cortile. Un’idea originale e una buona scusa dopo un’intera giornata passata in auto.

Robert Is Here

Robert Is Here

Robert Is Here

Robert Is Here

Prima di cena c’è ancora qualche ora e decidiamo di abbandonare per un attimo la natura e buttarci a capofitto nello shopping. Vicino a Florida City c’è il Florida Keys Outlet Marketplace, che però non mi da una grande soddisfazione. Ma vuoi non comprare almeno due magliette?

Stasera si cena da Taqueria Morelia. Ottimo cibo messicano, il risultato è garantito!

 

21 marzo 2015 – 4° GIORNO

FLORIDA CITY – ISLAMORADA – KEY WEST

Mappa Florida

Florida Itinerario on the road

Oggi si va alle Keys, o meglio… si torna, perché durante la nostra vacanza del 2012 le avevamo già visitate, ma ci sono piaciute talmente tanto che decidiamo di ripetere l’esperienza. Attraversare il Seven Miles Bridge è da provare almeno una volta nella vita. Se poi le opportunità sono due…

La nostra prima tappa è Islamorada, con il suo coloratissimo molo, il Robbie’s Marina. Il mercatino in stile anni 60 ci riporta indietro nel tempo.

Islamorada

Islamorada

Attraversiamo Long Key, Grassy Key, Marathon, Baia Honda Key, Big Pine, Boca Chica Key… intorno a noi solo acqua, ma il panorama è veramente unico.

Isole Keys Isole Keys

La sensazione unica del Seven Miles Bridge

Isole Keys

e tutto ad un fiato, arriviamo a Key West, la regina incontrastata, con la sua atmosfera coinvolgente, la tipiche case in stile coloniale, le strade colorate e sempre vive.

La foto abbracciata alla boa non può mancare… un po’ come quella sul leone di Venezia.

Key West

Key West, Southernmost Point

Il giro per la città è sempre molto piacevole. Ci credo che Hemingway abbia scelto Key West per trascorrevi parte della sua vita!

Key West Key West

Key West Key West

Key West Key West

Ma che ore sono? Per tornare a Florida City ci vogliono quasi tre ore ed è meglio sbrigarsi.

Stasera si ripete l’esperienza della cena messicana, ma stavolta da Rosita’s.

 

22 marzo 2015 – 5° GIORNO

FLORIDA CITY – TAMIAMI TRAIL – EVERGLADES CITY – MARCO ISLAND – NAPLES

Mappa Florida

Florida Itinerario on the road

Come di consueto, ci alziamo presto, chiudiamo le valige, facciamo colazione e ci mettiamo in macchina.

Lungo il Tamiami Trail, la strada che come suggerisce il nome collega Tampa a Miami, ci sono numerosi tour operator che organizzano escursioni sui caratteristici airboat, tipiche imbarcazioni usate prevalentemente per spostarsi nei luoghi paludosi.

Everglades

Airboat

Noi scegliamo Buffalo Tiger’s e siamo proprio soddisfatti.

Everglades

Buffalo Tiger’s, da qui inizia il nostro tour

Vista l’ora… è un po’ presto… non si vedono turisti in giro e possiamo goderci il nostro tour in completa solitudine… solo qualche zanzara, che però nella palude è di casa più di noi.

Autan a go-go, cuffie anti rumore nelle orecchie e via, si pare!

Everglades

Siamo in cuffia?

Ci addentriamo nella palude. Il tour è veramente molto carino e la nostra guida è il top! In più, è tutta per noi.

Everglades Everglades

Gators cuccioli e un po’ meno cuccioli popolano la palude.

Everglades

Everglades… il coccodrillo come fa?

Terminato il tour, raggiungiamo il Big Cypress Oasis Visitor Center, dove alligatori stesi al sole si lasciano fotografare in tutta tranquillità.

Everglades, Big Cypress Oasis

Big Cypress Oasis

Qualche chilometro più avanti c’è Ochopee, famoso per il suo ufficio postale, il più piccolo della Florida. E ci credo! Accidenti oggi è chiuso, altrimenti avrei potuto fare la foto con l’impiegato, ormai abituato alle frotte di turisti che vivacizzano le sue giornate. Mi accontento di qualche foto senza intrusi, cercando di evitare i giapponesi che sono appena scesi in massa da un pullman.

Ochopee

L’ufficio postale di Ochopee

All’altezza di Carnestown, un cartello ci indica la deviazione per Everglades City. Perché non dare una sbirciatina a questo villaggio di pescatori? L’occasione è buona per un gelato e per prendere d’assalto il negozio di souvenir alla ricerca della palla di Natale con i coccodrilli. Trovata!

Dopo 46 km, circa tre quarti d’ora di strada, siamo a Marco Island, località turistica di alto livello dove gli statunitensi più abbienti trascorrono le loro vacanze. Non ci entusiasma particolarmente, ma siamo contenti di essere venuti a vedere com’è.

Ancora poco e siamo a Naples, sulla costa del Golfo del Messico. Per due notti alloggiamo a La Quinta Inn & Suites Naples Downtown. Come al solito il La Quinta non ci delude.

Non è ancora ora di cena e inganniamo il tempo passeggiando per il centro di questa ricca città, meta di pensionati abbienti che qui trascorrono le loro giornate. Come dargli torto?

 

23 marzo 2015 – 6° GIORNO

NAPLES – SANIBEL

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Oggi l’idea è quella di andare a Sanibel, un’isola distante da Naples poco meno di 80 km. In circa un’ora e mezza dovremmo essere lì.

Se il tempo fosse clemente, potremmo anche goderci qualche ora di relax in spiaggia.

Sanibel è un’isola molto esclusiva, rifugio dei vip e non solo. Un modo per scappare dal caos delle città e rilassarsi nelle sue spiagge bianche, all’ombra delle palme. La si raggiunge percorrendo la Hwy 867, fino ad imboccare la Sanibel Causeway, una strada formata da tre ponti che poggiano su isole artificiali, e che collega Sanibel alla terraferma. Il tutto per la modica cifra di 6 dollari!

Da Naples a Sanibel

Da Naples a Sanibel

Famosa per le sue conchiglie, Sanibel ha anche un museo dove poterle ammirare. Conchiglie di tutte le dimensioni e provenienti da ogni parte del mondo. Perché non fare una sosta? In fondo, la giornata è un po’ grigia e non è sicuramente il caso di stendersi in spiaggia.

Arriviamo comunque fino al molo, almeno per vedere da vicino il faro.

Sanibel

Sanibel, il faro

Qualche temerario in spiaggia c’è.

Sanibel Sanibel

E adesso che facciamo? Ritorniamo verso Naples, ma guarda caso lungo la strada c’è il Miromar Outlets, paradiso per me… e un po’ meno per le mie tasche. Come al solito, non riesco a resistere e mi lascio trasportare dallo shopping più sfrenato.

Finito il budget, ci rimettiamo in auto e stavolta andiamo veramente dritti fino a Naples. Lì il tempo è decisamente migliore e in attesa dell’ora di cena, ci godiamo il sole che oggi si è fatto tanto desiderare.

 

24 Marzo 2015 – 7° GIORNO

NAPLES – VENICE – MYAKKA RIVER STATE PARK – ST. PETERSBURG – PORT RICHEY

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Florida Itinerario on the road

Buongiorno! Stamattina Naples sembra invasa da uccelli che volano tutt’intorno al nostro albergo. Ce n’è uno enorme, tutto nero, sul nostro davanzale che aspetta solo che io apra la finestra per entrare e farci un po’ di compagnia. Ma non ci casco e continuiamo a guardarci con sospetto fino a quando non arriva l’ora di partire.

La prima tappa è Venice, una graziosa cittadina alle porte Myakka River State Park. Qual è la sua particolarità? I negozi di souvenir che propongono denti di squalo sotto ogni forma.

Venice

Venice

Una breve sosta per un caffè e siamo pronti per il Myakka River State Park, il più grande parco statale della Florida.

Myakka River State Park

Myakka River State Park

Contrariamente ai miei piani, la visita richiede più tempo del previsto, perché i sentieri da percorrere sono tanti. Le possibilità per esplorare il parco sono diverse. Ci si può gestire in autonomia, come abbiamo fatto noi, oppure avvalersi delle escursioni organizzate sia a piedi che con airboat o con una sorta di trenino.

Iniziamo subito con la passerella nella palude, punto perfetto per esplorare ogni sorta di volatili.

Myakka River State Park

Myakka River State Park

Myakka River State Park Myakka River State Park

La cosa probabilmente più carina è il giro sulle passerelle sopraelevate e la vista dalla torretta da l’idea delle dimensioni del parco.

Myakka River State Park

Myakka River State Park

Myakka River State Park

Myakka River State Park

Myakka River State Park Myakka River State Park

E’ ormai pomeriggio e dopo uno spuntino nel bar del Visitor Center, ci rimettiamo in macchina alla volta di St. Petersburg.

Il Sunshine Skyway Bridge, il ponte sulla Baia di Tampa che collega Terra Ceia a St. Petersburg, è qualcosa di strepitoso!

Sunshine Skyway Bridge Sunshine Skyway Bridge

Sunshine Skyway Bridge Sunshine Skyway Bridge

Ma eccoci a St. Petersburg. Il molo è molto carino e originale, ma non è molto consigliato addentrarsi nel centro della città. Seguiamo il consiglio e dopo poco più di un’ora siamo davanti al Day’s Inn & Suites di Port Richie.

St. Petersburg

Il colorato molo di St. Petersburg

I dintorni sono completamente desolati e anche per la cena siamo un po’ in dubbio sul da farsi. Ordiniamo qualcosa a domicilio? No, dai, usciamo, ci sarà pure qualcosa nei paraggi? Sì, più o meno… giusto un take away cinese con qualche tavolo a disposizione dei clienti. Per stasera, spaghetti di riso e ravioli al vapore.

 

25 marzo 2015 – 8° GIORNO

PORT RICHEY – ST. AUGUSTINE

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Il tragitto per raggiungere St. Augustine è un po’ noioso, senza tappe intermedie e ho un po’ paura della noia. Tutto sommato, le tre o e mezza passano abbastanza velocemente e prima di mezzogiorno siamo davanti al Southern Oaks Inn

La cittadina è stupenda, ma io sto morendo di fame e quindi vado alla ricerca di qualcosa di sfizioso da mettere sotto i denti. Hot dog e patatine… è proprio quello che ci vuole!

St. Augustine è stata fondata dagli spagnoli intorno alla metà del 1500 e probabilmente per questo motivo, passeggiando lungo le strade del suo centro storico, si ha la sensazione di essere in Europa.

St. Augustine

St. Augustine

La prima cosa che notiamo è l’imponente Castillo de San Marcos, il forte in muratura più antico degli Stati Uniti.

St. Augustine

Il Forte

Ci addentriamo nel suo centro storico e sempre a proposito di primati, passiamo davanti alla scuola in legno più antica della Florida. E’ una vera chicca!

St. Augustine

La Scuola

In Plaza de la Constitution svetta la Cattedrale, sempre rigorosamente edificata in perfetto stile spagnolo.

St. Augustine

La Cattedrale

St. Augustine ci piace veramente tanto, ma dopo qualche ora decidiamo di spostarci verso il faro. Il traffico è notevole, ma di tempo ne abbiamo e a me i fari piacciono da impazzire, quindi ci si va!

St. Augustine

Il Faro

Serata tranquilla e hamburger da Mc.

 

26 marzo 2015 – 9° GIORNO

ST. AUGUSTINE – DAYTONA BEACH – COCOA BEACH

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Florida Itinerario on the road

Oggi ci spostiamo da St. Augustine a Cocoa Beach. Lungo il percorso c’è tempo per una sosta a Daytona Beach, patria delle quattro ruote.

Un piacevole giretto tra il molo e il lungomare.

Daytona Beach Daytona Beach

Peccato solo per la giornata grigia.

Uscendo da Daytona, fiancheggiamo il circuito. Quanto mi piacerebbe vedere una corsa, ma sarà per la prossima volta!

Quando attraversiamo il Banana River capisco che ci siamo. Siamo nel mio posto preferito, Cocoa Beach, dove Jeannie e il Maggiore Nelson vivevano le loro avventure. I più giovincelli di voi non lo ricorderanno ma Strega per Amore è stato uno dei  miti della mia infanzia. Purtroppo oggi non è rimasto molto che ricordi il telefilm, soltanto una minuscola strada che porta alla spiaggia, “I dream of Jeannie Lane”.

Cocoa Beach è nata per ospitare le case dei dipendenti della NASA ed oggi è una piacevole località di villeggiatura.

Come nel 2012, anche quest’anno scegliamo il La Quinta Inn Cocoa Beach – Port Canaveral.

Il pomeriggio trascorre tra qualche ora di spiaggia, una passeggiata al molo e un po’ di shopping nei coloratissimi negozi di souvenir. Per gli amanti del surf, impossibile non fare una sosta da Ron Jon.

Cocoa Beach

Cocoa Beach.

Cocoa Beach

Cocoa Beach

Per la cena non può mancare “Siam Orchid”, proprio vicinissimo al nostro albergo, tappa fissa delle nostre vacanze in Florida.

 

27 marzo 2015 – 10° GIORNO

COCOA BEACH – CAPE CANAVERAL (KSC) – ORLANDO

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Florida Itinerario on the road

Da qui inizia il divertimento più puro. Per la seconda volta in tre anni, voglio assolutamente tornare al Kennedy Space Center. Quest’anno abbiamo scelto il tour che ci porta alla scoperta delle piattaforme di lancio.

Ma andiamo con ordine. Arriviamo dieci minuti prima dell’apertura dei cancelli. Alle nove in punto iniziano le note di The Star Spangled Banner. Tutti si bloccano di colpo e come in un film, mano sul cuore, intonano l’inno. Non importa l’età, grandi e piccini allo stesso modo. In America il senso di appartenenza al proprio paese è molto spiccato.

Quando il finto astronauta mi viene incontro tentando di abbracciarmi, mi prende un colpo. Ma lo sa lui quanta paura ho degli uomini mascherati???

Kennedy Space Center

Welcome!

Appena entrati, facciamo subito un giro al Rocket Garden, dove sono esposti numerosi razzi e non solo.

Kennedy Space Center

Rocket Garden

Per la maggior parte, l’esposizione è dedicata al Mercury Redstone 3, la missione spaziale che ha portato Alan Shepard in orbita. Proprio lui, il primo americano a volare nello spazio.

Ovviamente provo tutto il provabile, dalla passerella che ha portato Armstrong, Collins e Aldrin sul modulo dell’Apollo11, alla capsula della missione Gemini 7.

Kennedy Space Center

Footstep of Apollo 11

Kennedy Space Center

Pronti al lancio?

Kennedy Space Center

Venite! Si parte!

Alle 11:00 inizia il Tram Tour, quindi è già ora di presentarsi al punto d’incontro per scattare le foto di rito che puntualmente compriamo. Forza, tutti in pullman, si parte!

Il complesso di lancio 39, dal quale tra gli altri partivano gli Shuttle, è composto da due piattaforme, la 39a e la 39b, il VAB (l’edificio di assemblaggio di razzi prima e di shuttle poi), la Crawlerway e l’edificio da dove vengono gestiti i lanci (Launch Control Center).

Kennedy Space Center

Launch Complex 39a

Kennedy Space Center

Launch Complex 39b

Dopo le rampe di lancio, il bus ci porta proprio davanti al Vehicle Assembly Building. Le sue dimensioni sono incredibili. Sapete che solo le sue le porte sono alte 139 m? E sapete quanto impiegano ad aprirsi o chiudersi totalmente? Ben 45 minuti!

Kennedy Space Center

VAB

Ma la cosa che più di tutte mi ha lasciato senza fiato è stato il Crawlar, il mezzo cingolato utilizzato per trasportare i veicoli spaziali dal VAB alle rampe di lancio attraverso la Crawlerway. Solo passandogli a fianco si capisce quanto sia maestoso. Avete visto i camion parcheggiati di fianco? Senza carico, il suo peso supera abbondantemente le 2000 tonnellate. Se in più ci aggiungiamo lo Shuttle…

Kennedy Space Center

Crawler

Una curiosità: sapete che velocità raggiunge il Crawler? Ben 1 km/h! Beh, alla fine, in poco meno di 6 ore raggiunge le piattaforme del Lounch Complex 39… che fretta c’è?

Dunque… abbiamo visto dove veniva costruito lo shuttle, come veniva trasportato, da dove veniva lanciato e adesso, eccola là… la pista di atterraggio, pronta ad accoglierlo al suo ritorno.

Kennedy Space Center

Pista di Atterraggio dello Shuttle al KSC

Il tour finisce con la visita all’Apollo/Saturn V Center, dove la proiezione di un video e una mostra permanente illustrano le fasi che hanno reso possibile l’allunaggio.

Kennedy Space Center Kennedy Space Center

Kennedy Space Center Kennedy Space Center

Se vedete qualcuno girare con la testa per aria, non arrabbiatevi, sta solo ammirando il Saturn V, il più grande razzo che abbia mai volato.

Kennedy Space Center

Saturn V

Poco distante da dove ci lascia il bus, c’è la piazza nella quale svetta il serbatoio dell’Atlantis. Alle spalle, l’edificio dove è in mostra lo stesso Shuttle. Fila lunghissima, ma esperienza assolutamente da provare.

Kennedy Space Center

Serbatoio dello Space Shuttle Atlantis e Razzi a Propellente Solido

E ora ci rechiamo a vistare lo Space Mirror Memorial, che ricorda i caduti durante le missioni spaziali.

Kennedy Space Center

Space Mirror Memorial

E’ ormai tempo di dirigersi verso Orlando, si sta facendo piuttosto tardi.

Lungo la strada incontriamo l’Astronaut Hall of Fame, un museo ovviamente… spaziale! Dopo aver visitato il KSC, però…

Astronaut Hall of Fame

Astronaut Hall of Fame, Copia dello Shuttle

A Orlando alloggiamo al Days Inn Orlando Airport.

Domani sarà il nostro ultimo giorno in Florida, quindi una sistemata alla valigia è d’obbligo.

Per la cena, scegliamo il Route 66 da Johnny Rockets.

 

28 marzo 2015 – 11° GIORNO

ORLANDO – DISNEY WORLD – ORLANDO INTERNATIONAL AIRPORT

Mappa Florida

Florida Itinerario on the road

Questa è decisamente la mia giornata, ma purtroppo anche l’ultima. Oggi pomeriggio si ritorna a casa, quindi decidiamo di sfruttare al meglio tutto il tempo a nostra disposizione sacrificando la Downtown di Orlando a favore di Disney World.

Dopo circa una mezz’oretta arriviamo al parcheggio. Da lì, non prima di aver capito esattamente in quale zona abbiamo parcheggiato (il nostro è il settore Simba), prendiamo il trenino che ci porta alla biglietteria. E’ appena aperta, quindi la fila non è esagerata. Il prezzo forse lo è un po’, ma il divertimento è garantito!

Dopo aver fatto il biglietto, prendiamo un ulteriore treno che porta all’ingresso di Magic Kingdom e da lì inizia la festa.

Imbocchiamo Main Street e davanti a noi è il castello.

Disney World

Il Castello e le statue di Disney e Mickey Mouse

Inutile dire che la giornata trascorre all’insegna del divertimento più sfrenato.

Disney World Disney World

Disney World Disney World

Ci sono anche Cip e Ciop… e con Cioppi siamo al completo!

Disney World

Cip & Ciop

Tutto trascorre tranquillo fino all’inizio dello spettacolo. Quando Topolino, Minnie, Paperino e soprattutto il mio idolo incontrastato Pippo salgono sul palco, non conosco più nessuno, scavalco i bambini (tanto sono troppo piccoli per conoscere questi super eroi, loro ne hanno altri…) e mi immergo in un’atmosfera… da favola!

Disney World

Goofy, Donald Duck, Mickey Mouse, Minnie

E ora il momento culminante: la Parata… Where A Dream Come True.

Disney World

Disney Parade

Disney World Disney World

Disney World Disney World

Disney World Disney World

Con la parata finisce anche la nostra vacanza. Sigh!

Torniamo al parcheggio, mettiamo nella valigia la palla di Natale della Disney che abbiamo rigorosamente comprato in uno dei tanti negozi del parco e ci infiliamo in macchina.

In mezz’ora siamo in aeroporto. Lasciamo l’auto da Alamo, raggiungiamo il terminal e via con i soliti controlli. Si torna a casetta.

Per la mia prossima volta in Florida, ho solo un grande desiderio: vedere il lancio di un razzo a Cape Canaveral. Ci riuscirò? Per il momento, rimane un desiderio, poi… chissà?

 

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