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Baixa, Chiado, Barrio Alto Cais de Sodré

Quattro quartieri legati da un filo invisibile

Baixa, Chiado, Barrio Alto, Cais de Sodré – Cosa vedere

Nel mio immaginario, il secondo giorno di vacanza a Lisbona può che iniziare in un solo modo, da un solo punto.

Dopo esserci persi tra i vicoli dell’Alfama e della Graca, oggi iniziamo dedicandoci prima alla parte più commerciale della città, per poi salire fino ad osservare Lisbona da uno dei miei miradouro preferiti e scendere nuovamente per trascorrere una serata nei locali più frequentati della città.

Da dove si comincia, quindi? Da Praca do Comercio.

 

Praca do Comercio

Baixa, Chiado, Barrio Alto, Cais de Sodré – Cosa vedere

Praca do Comercio è una delle piazze principali di Lisbona, quella meravigliosa ed enorme piazza che si apre sul fiume Tago e che mi ricorda tanto Piazza Unità d’Italia a Trieste.

Se da un lato della piazza il Tago è l’attore principale, negli altri tre lati i protagonisti sono i palazzi porticati e l’Arco da Rua Augusta.

Tre giorni a Lisbona – Cosa vedere – Itinerario

Prima del famigerato terremoto del 1755, dove oggi si trova questa enorme piazza c’era il Paco da Ribeira, cioè il Palazzo Reale, residenza ufficiale dei re portoghesi per circa due secoli e mezzo.

Per questo motivo, i lisbonesi chiamano ancora la piazza “Terreiro do Paco”, proprio come la stazione della metropolitana che si trova nelle estreme vicinanze.

Questa piazza, che oggi è un crocevia fondamentale per la città, dove si trovano tra l’altro diverse fermate di autobus e tram, è stata in passato anche teatro di eventi meno allegri.

Uno su tutti: in questa piazza, nel 1908 vennero assassinati re Carlo I e il Principe ereditario Luigi Filippo. Il loro assassinio, avvenuto per mano della Massoneria e del Partito Repubblicano portoghese, diede il via ad un periodo di grande caos, segnando anche l’inizio della fine della monarchia portoghese.

E la statua al centro della piazza?

E’ la statua equestre di Re José I e di Gentil, il nobile cavallo di razza lusitana.

Ai lati della piazza – lo abbiamo detto – ci sono i bellissimi palazzi porticati, con mostre, esposizioni e caffè.

Il più conosciuto e fotografato è probabilmente Café Martinho de Arcada, all’angolo della piazza con Rua da Prata.

In questo locale, Fernando Pessoa si fermava sempre dopo il lavoro e qui metteva nero su bianco le idee per le sue opere, sempre seduto allo stesso tavolino.

Un’abitudine dello scrittore che ritroveremo tra poco, poco lontano da qui.

Ora diamo un’occhiata all’Arco da Rua Augusta.

 

Arco da Rua Augusta

Baixa, Chiado, Barrio Alto, Cais de Sodré- Cosa vedere

L’Arco di Rua Augusta fu progettato nel 1759 per celebrare la ricostruzione della città a seguito del terremoto del 1755.

Con questa premessa, è inevitabile che i protagonisti di questa imponente opera siano anche i protagonisti della stessa ricostruzione e della crescita del Portogallo, a partire dal Marchese di Pombal per continuare con nomi altisonanti come Nuno Álvares Pereira, Vasco da Gama e Viriato.

Sui lati, avrete sicuramente notato due figure distese che rappresentano il Tago (a destra) e il Douro (a sinistra).

Anche se l’ingresso è a pagamento, vi consiglio di salire sull’arco, perché dalla terrazza si gode di una bellissima vista a 360° sulla Baixa e sul fiume Tago.

Dall’arco parte Rua Augusta, la via principale della Baixa, che porta al Rossio.

 

Rossio

Baixa, Chiado, Barrio Alto, Cais de Sodré – Cosa vedere

Praca Dom Pedro IV, chiamata Rossio, è la piazza principale del quartiere, il cuore della Baixa.

Di questa piazza mi piace tutto, a partire dal mosaico della pavimentazione, per finire con l’elegante Teatro National de Dona Maria II, che chiude uno dei lati.

E’ bellissima anche la facciata della Stazione Rossio, la stazione centrale di Lisbona, costruita nel 1887 in stile neomanuelino.

Tenetevi a mente il nome di questa stazione, perché da qui partono anche i treni per Sintra.

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Poi c’è lei, l’immancabile colonna con l’altrettanto immancabile statua, che mi fa sempre tanto ridere quando vengo qui.

Conoscete la sua storia? Ve la racconto.

Sulla colonna al centro della piazza c’è la statua in bronzo di Dom Pedro IV, primo imperatore del Brasile, ma anche re del Portogallo nel 1867, il cui regno durò appena cinque mesi.

Ma Dom Pedro IV non deve essere poi tanto orgoglioso della statua, perché non venne concepita per lui, ma per il re del Messico Massimiliano.

Se vi state chiedendo perché la statua non è stata utilizzata per Massimiliano, ve lo dico subito.

Il re venne assassinato prima del tempo, ma considerato che Massimiliano e Dom Pedro IV si assomigliavano, perché sprecare tempo e denaro?

E così, la statua di Massimiliano venne trasformata in quella di Dom Pedro V.

Dal Rossio, basta attraversare una strada per ritrovarsi in un’altra grande piazza, Praca dos Restauradores, dalla quale parte Avenida de Libertade.

 

Avenida de Libertade

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Avenida da Libertade è un lungo viale che da Praca dos Restauradores porta fino in Praca Marques de Pombal, il primo ministro che ritroviamo spesso parlando di Lisbona, perché fu uno dei principali artefici della sua ricostruzione.

Avenida da Libertade ricorda tanto gli Champs-Elysées, ma per certi aspetti anche le Ramblas.

E’ un piacere passeggiare in tutta tranquillità lungo il vialone centrale alberato, con panchine, chioschi e monumenti, e quasi non sembra che a pochi metri passino le auto che trafficano la città. Ai lati del viale si trovano negozi di grandi firme, hotel di lusso e locali alla moda.

 

Ma ritorniamo un attimo indietro, perché dobbiamo andare al Chiado, il quartiere che si snoda tra la Baixa e il Barrio Alto.

Per arrivarci abbiamo due modi: o saliamo comodamente utilizzando l’Elevador Santa Justa, oppure imbocchiamo a piedi Rua do Carmo e Rua Garrett. Qualunque sia la vostra scelta, dobbiamo sicuramente spendere qualche parola per l’Elevador Santa Justa.

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Elevador Santa Justa

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L’Elevador Santa Justa è stato progettato da Raul Mesnier de Ponsard e costruito tra il 1898 e il 1902.

E’ alto 32 metri e realizzato interamente in ferro battuto. Impossibile non notarlo passeggiando per le via della Baixa.

Se guardandolo vedete una qualche somiglianza con la Torre Eiffel non siete impazziti, perché il suo costruttore era proprio un discepolo del famoso Gustave e da lui ha indubbiamente tratto ispirazione.

L’Elevador Santa Justa collega Rua de Santa Justa al Convento do Carmo ed è quindi il modo ideale per raggiungere il quartiere Chiado magari spendendo qualche soldino in più, ma risparmiando un po’ di fiato.

Scesi dall’Elevador Santa Justa siamo al Chiado e siamo pronti per iniziare a scoprire anche questo quartiere di Lisbona.

Chiado

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Il Chiado è la zona che si estende tra la Baixa e il Barrio Alto, la parte elegante di Lisbona, il quartiere degli intellettuali e degli artisti, frequentato da scrittori e poeti, uno su tutti Fernando Pessoa.

Ancora oggi, passando davanti al Caffè “A Brasileira” c’è la statua di Pessoa seduto ad un tavolino.

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Nello stesso quartiere, in Rua Garrett, una tipica strada commerciale che sale verso il Chiado, c’è anche la libreria più antica al mondo ancora in funzione.

E’ la libreria Bertand ed è stata fondata nel 1732.

Vi consiglio di entrare perché ne vale davvero la pena.

Ma noi siamo saliti con l’Elevador Santa Justa e siamo proprio davanti al Convento do Carmo.

 

Convento do Carmo

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Il Convento do Carmo, il cui nome completo è Nossa Senhora do Vencimento do Monte do Carmo, è stato costruito nel 1389 da Dom Nuno Álvares Pereira, un generale portoghese che si convertì alla vita religiosa, lasciandosi tutto alle spalle e facendo un radicale cambio di vita.

Dom Nuno, che ormai era diventato frate, scelse di costruire un convento in cima alla collina che si trovava proprio di fronte al Castello e alla Cattedrale, che ricordava molto il Monte Carmelo, in Palestina, dove venne fondato l’Ordine dei Carmelitani, al quale Dom Numo apparteneva.

Durante il terremoto del 1755 il tetto crollò e nonostante la regina Maria I avesse dato disposizione di ricostruire la chiesa, i lavori non vennero mai portati a termine.

Tuttora del convento rimangono solo le mura, come per la nostra Abbazia di San Galgano.

L’ingresso alla chiesa è a pagamento, ma vale la pena entrare, soprattutto nelle giornate di sole. Essere dentro ad una chiesa e vedere il cielo di Lisbona sopra di voi, non capita sicuramente tutti i giorni.

Se siete appassionati di storia, non perdetevi il MAC, il Museo Archeologico , che si trova proprio all’interno del Convento e illustra la storia di Lisbona partendo addirittura dalla Preistoria.

 

Uscendo dal convento e andando in direzione del Barrio Alto, a metà strada tra i due quartieri, c’è una chiesa che vista da fuori non sembra niente di speciale, ma come a volte succede, l’aspetto esteriore inganna.

 

Igreja de Sao Roque

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La chiesa di Sao Roque è una delle più belle chiese di Lisbona, sopravvissuta miracolosamente al famigerato terremoto del 1755.

Se l’esterno è piuttosto anonimo, entrando si rimane letteralmente a bocca aperta.

Marmi, ori e azulejos.

Davvero qualcosa di inaspettato.

La Cappella di San Giovanni Battista è probabilmente il pezzo forte di questa chiesa gesuita. Pensate che questa cappella venne costruita a Roma e poi trasportata a Lisbona nel 1749. A progettarla furono nientemeno che Luigi Vanvitelli – quello della Reggia di Caserta, per intenderci – e Nicola Salvi, che tra le sue opere annovera “solamente” la Fontana di Trevi.

Dopo la Chiesa di Sao Roque, si passa inevitabilmente al Barrio Alto, il quartiere della vita notturna, la parte più viva della città, più giovane,  dove si trova uno dei belvedere più famosi della città, il Miradouro de Sao Pedro de Alcantara, con una vista da urlo sul Castello e sulla Baixa.

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E’ bellissimo andarci al tramonto, soprattutto in estate, magari per un aperitivo seduti ai tavolini con vista su Lisbona.

Il modo più caratteristico per raggiungere il Barrio Alto era servendosi dell’Elevador da Gloria, che però al momento è fuori servizio perché, lo avrete letto sicuramente, in settembre 2025 c’è stato un grosso incidente e la carrozza della funicolare è deragliata, causando molte vittime.

 

A proposito di funicolari, ce n’è un’altra che probabilmente è la più conosciuta, perché si trova in una posizione di tutto rispetto. E’ l’Elevador da Bica.

 

Elevador da Bica

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Cos’ha di tanto particolare questa funicolare rispetto alle altre che ci sono a Lisbona?

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Ve lo dico subito: l’Elevador da Bica collega Cais do Sodré al Barrio Alto e mentre sale, dà la possibilità di godere di una meravigliosa vista sul Tago, un po’ come succede quando a San Francisco si prende il Cable Car che da Hyde porta in direzione di Lombard Street e alle spalle si ha tutta la baia.

A pochi passi dalla fermata dell’Elevador, c’è un altro dei tanti miradouro di Lisbona, il Miradouro di Santa Caterina.

Come dico sempre io, “Ogni luogo merita un po’ del nostro tempo”, ma tra i molteplici belvedere della città, questo è stato probabilmente quello che ho apprezzato meno.

Riprendendo l’Elevador da Bica, si raggiunge il quartiere di Cais de Sodrè.

 

Cais de Sodrè

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La prima volta che sono venuta a Lisbona, in quel lontano 2003, questa era una zona totalmente diversa da quella che vediamo oggi. Il classico quartiere a luci rosse che era meglio non frequentare, soprattutto la sera.

Dal 2011 è iniziato il processo di riqualificazione e questo quartiere ha cambiato decisamente volto, diventando una delle zone più frequentate di Lisbona.

Tra le cose da non perdere assolutamente, c’è il Mercato da Ribeira, una volta il mercato più grande della città, poi riconvertito in uno spazio ristoro di tutto rispetto.

Altro must del quartiere è la famosa Pink Street, che in realtà si chiama Rua Nova do Carvalho.

Questa strada pedonale è parte dell’ex quartiere a luci rosse, tanto che alcuni suoi locali sono stati ricavati in ex bordelli.

Perché questa strada pedonale è diventata tanto famosa? Il merito è tutto della sua pavimentazione rosa shocking e dei tanti ombrelli colorati che la ricoprono.

Non aspettatevi chissà quale strada, in pochi passi la vostra camminata si esaurirà, ma Pink Street è indubbiamente una delle strade più frequentate di Lisbona e merita di essere vista soprattutto di sera, quando i locali si animano.

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La nostra seconda giornata a Lisbona si conclude qui, a Cais do Sodré, con un aperitivo in mano e una vista da urlo sul Tago e sul Ponte del 25 aprile.

Domani scopriremo la parte più moderna di Lisbona, due quartieri diversi tra loro, ma che non possono mancare nel vostro itinerario, Belem e Alcantara, con il famoso LX Factory.

Se volete venire con noi a Belem, cliccate qui.

 

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