Alfama e Graca
Il cuore antico della capitale portoghese
Alfama e Graca – Cosa vedere – Itinerario
Ogni volta che sono stata a Lisbona, ho sempre iniziato a visitare la città da punti diversi, in base a dove alloggiavo, alla persona con la quale andavo, al meteo.
Se però vi dovessi dire qual è secondo me l’inizio ideale, allora vi suggerirei senza dubbio di cominciare dall’Alfama, un quartiere ancora autentico dove tra l’altro sono concentrate alcune tra le più popolari attrazioni della città.
Alfama
Alfama e Graca – Cosa vedere – Itinerario
L’Alfama è il quartiere più antico di Lisbona e – si può proprio dire – è l’anima vibrante della città.
Il quartiere del fado, della cattedrale, del castello.
Più che seguendo un vero e proprio itinerario turistico, l’Alfama va scoperta passeggiando per i suoi vicoli nascosti e acciottolati e per le sue stradine strette, salendo le scale a volte un po’ faticose ma che portano a belvedere ineguagliabili, guardando i panni stesi alle finestre e i vasi di fiori sui davanzali, ammirando gli azulejos che decorano abitazioni e belvedere.
Insomma, va vissuto con calma, senza la foga di dover vedere per forza qualcosa di particolare.
Considerato che questo quartiere è un susseguirsi di stradine in salita e di scalinate, vi consiglio di partire dall’alto e di scendere gradatamente e fare meno fatica possibile.
Perché non mi stancherò mai di ripeterlo, a Lisbona sono indispensabili scarpe comode e gambe buone.
E’ il quartiere del fado per eccellenza e infatti qui si trovano il Museo del Fado e tanti locali caratteristici dove poterlo ascoltare.
Nonostante l’Alfama sia da vivere “come viene”, ci sono alcuni punti che vanno toccati obbligatoriamente e che non bisogna assolutamente perdere
Noi iniziamo il nostro viaggio alla scoperta di Lisbona partendo da uno dei tanti punti panoramici che questa meravigliosa città offre, Largo das Portas do Sol e per arrivarci saliamo sul mitico Tram 28.
Largo das Porta do Sol
Alfama e Graca – Cosa vedere – Itinerario
Largo das Portas do Sol deve il nome alla Porta do Sol, uno degli antichi ingressi della città.
E’ un punto perfetto per iniziare a scoprire Lisbona.
A scoprirla guardandola dall’alto, perché dalla terrazza panoramica lo sguardo spazia sull’Alfama e sul fiume Tago.
Davanti ad un paesaggio così non si può che rimanere a bocca aperta.
Senza dubbio, è una meta che non può mancare durante un viaggio nella capitale portoghese, soprattutto perché al panorama da cartolina si aggiungono le note degli artisti di strada che fanno da sfondo.
Pochi passi separano Largo das Portas do Sol e il Miradouro Santa Luzia, poco più in alto.
Non confondeteli, anche se la vista non è molto diversa.
Miradouro Santa Luzia
Alfama e Graca – Cosa vedere – Itinerario
Il Miradouro Santa Luzia è formato da due terrazze che si trovano a due livelli diversi.
Il pergolato del belvedere superiore è ricoperto di bouganville, il che lo rende molto particolare, interessante e romantico quasi quanto il panorama.
La vista dal Miradouro di Santa Luzia non è molto diversa da quella che si ha dalla terrazza di Largo das Portas do Sol. Anche in questo caso, i protagonisti sono l’Alfama e il Tago, oltre che l’inconfondibile cupola della chiesa di Santa Engracia e alle due torri bianche della chiesa di Sao Miguel.
Notate anche gli azulejos, le tipiche piastrelle blu che decorano il muretto del belvedere.
In particolare, due pannelli realizzati da António Quaresma raffigurano Praça do Comércio prima del terremoto del 1755 e la conquista da parte dei Cristiani del Castello di São Jorge.
Sul belvedere si affaccia la chiesa di Santa Luzia.
Ma sapete perché il belvedere è dedicato a Santa Luzia, patrona della vista? Perché, secondo la tradizione, chi guarda da questo miradouro può vedere non solo la bellezza esteriore, ma anche arrivare all’anima della città.
Il belvedere e la vista mozzafiato sono arricchiti dal fatto che potete raggiungere il Miradouro a bordo del tram 28 o del tram 12E, un perfetto sostituto al mezzo più tipico di Lisbona.
Prima di scendere e immergerci nel cuore pulsante dell’Alfama, andiamo al Castello.
Castello di Sao Jorge
Alfama e Graca – Cosa vedere – Itinerario
Il castello di Sao Jorge si trova nel punto più alto della città e la sua vista vi terrà compagnia per tutto il tempo della vostra permanenza a Lisbona.
Subito un consiglio: il Castello è visitabile internamente e quasi sempre le file per entrare sono lunghissime. Per questo vi consiglio di prenotare anticipatamente on line nel sito.
Costruito a scopo difensivo, il castello ha subito diverse modifiche nell’arco degli anni. Va specificato che quando parliamo di Castello, intendiamo in realtà una serie di fortificazioni e di edifici dei quali fa parte anche il Palazzo Reale, utilizzato come residenza dei monarchi dalla seconda metà del 1200 fino al XVI secolo. Successivamente al terremoto del 1755, il Palazzo Reale venne demolito e oggi rimane veramente poco, mentre il Castello subì diversi rifacimenti nell’arco degli anni.
Il complesso, che occupa un’area di circa 4 ettari, è costituito dal Castello, dalle rovine del Paço da Alcáçova (Palazzo della Cittadella), dalla Piazza delle Armi, da un ampio belvedere panoramico sulla città, da un centro archeologico, da giardini e da una cinta muraria.
Nelle mura che circondano il Castello si aprono tre porte. Una volta superato il primo ingresso, ci si ritrova davanti ad una seconda cinta muraria, quella che cingeva la Cittadella, dove si trovava il Palazzo Reale. All’interno della fortezza, nella parte più alta, ci sono dieci torri.
Individuate la Torre di Ulisse, sto per raccontarvi una cosa molto particolare. Acquistando un biglietto a parte, si può scendere nella Camera Oscura, che si trova proprio all’interno della Torre di Ulisse.
Dalla Camera Oscura, grazie ad un periscopio collocato sulla cima della torre, si ha la possibilità di vedere in tempo reale la città a 360°.
Un castello porta inevitabilmente ad una leggenda: si narra che una principesca moresca, rimasta prigioniera all’interno del castello anche dopo la conquista cristiana, vaghi ancora tra le torri alla ricerca del suo amore perduto.
Lasciamo il castello e le sue leggende per spostarci temporaneamente in un altro dei quartieri di Lisbona, Graca.
Il confine tra Alfama e Graca è molto labile, così come d’altra parte succede per gli altri quartieri.. Per questo motivo, spesso i due itinerari vengono assemblati in uno unico.
Graca
Alfama e Graca – Cosa vedere – Itinerario
Anche il quartiere Graca, così come l’Alfama, è rimasto a tutti gli effetti un quartiere autentico, dove le case sono decorate da azulejos, i bambini giocano in strada, sferragliano i tram e non mancano i miradouro.
E ancora una volta, è proprio da un miradouro che iniziamo a scoprire questo angolo di Lisbona.
Miradouro da Graca
Alfama e Graca – Cosa vedere – Itinerario
Il Miradouro da Graca si trova proprio davanti alla Igreja de Nossa Senhora da Graca.
Questo belvedere è un ottimo punto per vedere il castello, ma quello che a me piace ancora di più è la vista sul quartiere della Mouraria.
E’ un quartiere che vi consiglio assolutamente di visitare, nato principalmente per ospitare le case degli operai e che negli anni è diventato sempre più frequentato dai turisti, anche se ancora non è preso d’assalto come altri luoghi della città.
Se non avete voglia di salire fino al belvedere perché la vostra giornata, ve lo garantisco, sarà piuttosto piena, non perdete le speranze, perché c’è una soluzione alternativa.
A Lisbona, lo sapete, spostarsi con i mezzi pubblici non è un problema e la cosa bella è che molti di questi mezzi sono davvero caratteristici. Non mi riferisco solo ai tram, ma anche alle funicolari. E allora perché non provarne una?
Funicolar da Graca
Tre giorni a Lisbona – Cosa vedere – Itinerario
La Funicolar da Graca è aperta da pochi anni e collega Rua Dos Lagares, nel quartiere della Mouraria, al Miradouro da Graca che, lo abbiamo detto, è uno dei belvedere imperdibili di Lisbona.
Siete stanchi o vi va di proseguire?
Per raggiungere la prossima tappa bisogna camminare ancora una decina di minuti, ma non preoccupatevi, perché la strada non è troppo faticosa.
Igreja de Sao Vicente de Fora
Tre giorni a Lisbona – Cosa vedere – Itinerario
Siamo ancora nel quartiere Graca e la chiesa che stiamo per vedere è una splendida opera d’arte.
L’appellativo “de Fora” fa facilmente intuire che al momento della sua costruzione, la chiesa si trovava all’esterno delle mura della città .
La chiesa così come la vediamo oggi venne costruita tra il 1582 e il 1629, poi distrutta durante il devastante terremoto del 1755 e successivamente ricostruita.
Se vi state chiedendo perché salire fin qui, i motivi sono tanti. Innanzitutto, per i bellissimi azulejos che decorano il chiostro, illustrando la Favola di La Fontaine, un misto tra sacro e profano.
Ma non solo.
All’interno del monastero, nel Pantheon dei Braganza, sono sepolti 59 membri della casa reale dei Braganza, una dinastia che regnò in Portogallo per circa trecento anni, dal 1640 al 1910.
Non perdetevi neanche la meravigliosa cappella dei Bambini di Palhava, con le pareti decorate in marmo.
Dalla terrazza sul tetto della chiesa, poi, il panorama è di una bellezza incredibile. Unico neo: l’ingresso è a pagamento, ma vi assicuro che ne vale la pena.
Feira da Ladra
Tre giorni a Lisbona – Cosa vedere – Itinerario
La Feira da Ladra è un famoso mercatino dell’usato e di chincaglierie, un mercato delle pulci che è diventato anche una meta turistica e un must per chi visita il quartiere Graca.
Il mercato, però, si tiene solamente il martedì e il sabato in Campo de Santa Clara, dietro il monastero di São Vicente de Fora quindi, se avete intenzione di perdervi tra le sue bancarelle, dovete programmare bene il vostro itinerario.
Ancora una volta, il mitico tram 28 vi verrà in soccorso e se non avete voglia di camminare troppo, potrete salire in carrozza e godervi il viaggio per le strette stradine della capitale. La fermata è proprio vicina alla chiesa.
A pochi minuti a piedi dalla chiesa di Sao Vicente, c’è un’altra chiesa, la Igreja de Santa Engracia, conosciuta anche come il Pantheon Nazionale.
Al suo interno, infatti, ci sono i monumenti sepolcrali di grandi personaggi portoghesi come Vasco de Gama, la regina del fado Amalia Rodrigues e Enrico il Navigatore, di cui parleremo meglio quando ci sposteremo a Belem.
E’ arrivato il momento di scendere per i vicoli caratteristici del quartiere e tornare di nuovo all’Alfama. Scendendo, ci si imbatte quasi per caso nella Igreja de Santo Estevao, una bellissima chiesa in stile barocco portoghese.
Anche qui non poteva mancare un belvedere, ottimo per sostare e riposarsi un po’ soprattutto nelle giornate soleggiate, perché è ricoperto dalle fronde degli alberi che creano una perfetta zona d’ombra.
Questa volta la vista spazia sull’Alfama.
Ed è proprio tra i vicoli stretti di questo quartiere che si fanno le scoperte più insolite.
Beco das Cruzes
Tre giorni a Lisbona – Cosa vedere – Itinerario
Beco das Cruzes è un vicolo molto particolare, caratteristico per le croci scolpite nella pietra.
Anche se nessuno sa il vero motivo per cui le croci si trovano lì, si narra che le croci siano state scolpite da una donna che perse i figli durante il terremoto del 1755 come ex voto.
Non molto lontana del vicolo, c’è un’altra delle tante chiese che incontrerete passeggiando per Lisbona. E’ la Igreja de Sao Miguel.
Igreja de Sao Miguel
Tre giorni a Lisbona – Cosa vedere – Itinerario
La Igreja de Sao Miguel è una bellissima chiesa barocca poco nota e non frequentata da turisti.
Se vi capita di entrare – fatelo – notate soprattutto le decorazioni in legno intagliato dorato (talha dourada).
Ogni settembre, da questa chiesa parte una delle più antiche processioni di Lisbona e la statua del santo viene portata a spalla tra le vie e i vicoli del quartiere.
Di fronte alla chiesa c’è un vicoletto particolarmente caratteristico, la Travessa do Terreiro do Trigo, dove i panni stesi, gli anziani in strada che chiacchierano e i bambini che giocano riportano un po’ indietro nel tempo.
C’è una leggenda legata a questo vicolo: si dice che un vecchio pescatore morto in solitudine, riappaia qui nelle notti nebbiose per proteggere i marinai smarriti nel Tago.
Proseguendo lungo il vicolo e resistendo alle tentazioni dei piccoli ristorantini che invitano a entrare fosse solo per un boccone di bacalao, si arriva in Largo do Chafariz de Dentro, dove si trova il Museo del Fado.
Museo del Fado
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Non importa se il fado non è il vostro genere musicale preferito, se non l’avete mai ascoltato o se addirittura non vi piace.
Qui in Portogallo è un’istituzione tanto da essere stato anche dichiarato Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’Unesco, quindi una sosta al Museo del Fado per conoscere le origini e i protagonisti di questo genere musicale è d’obbligo.
Il museo non solo raccoglie foto e strumenti musicali – fin qui sarebbe quasi banale – ma grazie all’audioguida consente anche di ascoltare le canzoni con le voci originali dei cantanti più conosciuti.
Ad appena dieci minuti a piedi dal museo, c’è un altro simbolo di Lisbona, la Cattedrale.
La Sé – Cattedrale
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Lo so, vi sarete chiesti tante volte perché la cattedrale di Lisbona si chiama Sé.
Niente di più semplice: Sé è l’abbreviazione di Sede Episcopale.
La bellissima cattedrale di Lisbona venne costruita in stile romanico nel 1150 nel luogo dove si trovava una moschea.
Lisbona era stata da poco sottratta ai Mori e Alfonso Henriques fece erigere questa cattedrale per il primo vescovo della città. Il suo interno non è particolarmente elaborato, ma entrate ugualmente, perché la Cattedrale rimane una delle attrazioni imperdibili per chi visita Lisbona.
Al suo interno c’è la tomba di San Vincenzo, patrono di Lisbona. Le sue spoglie sono state trasportate qui da Capo Sagres nel 1173 da due corvi. Da quel momento, i corvi sono diventati il simbolo della città. Guardate lo stemma di Lisbona se non ci credete!
E a pochi passi dalla Cattedrale, c’è un’altra chiesa che soprattutto noi italiani non possiamo assolutamente ignorare.
Santo Antonio a Sé
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Ma voi sapevate che Sant’Antonio da Padova è il santo più amato dagli abitanti di Lisbona?
E soprattutto sapevate che Sant’Antonio da Padova in realtà è nato e vissuto a Lisbona e che ha passato solo gli ultimi anni della sua vita a Padova?
Andiamo a vedere la chiesa a lui dedicata.
Si dice che questa chiesetta sia stata costruita nel punto in cui una volta si trovava la casa natale del Sant’Antonio, nato a Lisbona nel 1195.
Della chiesa originaria, andati quasi totalmente distrutta dal terremoto del 1755, non rimane molto e quel po’ che c’è, è visibile nella cripta.
Per la ricostruzione, furono fondamentali i fedeli e i bambini, che raccolsero una buona parte di quanto necessario. Nella cripta, noterete una parte di pavimento ricoperta da escudos.
La tradizione vuole che gli sposi si rechino in questa chiesa il giorno del matrimonio per portare in omaggio un mazzo di fiori al santo.
Ogni anno, il 13 giugno, a Lisbona si celebra la festa di Sant’Antonio.
Una particolarità di questa festa? I matrimoni collettivi!
Scendendo, il limite dell’Alfama è dato da Rua dos Bacalhoeiros, una strada ora pedonale e frequentatissima, tracciata dopo il terremoto del 1755, dove si trovavano prevalentemente i venditori di baccalà.
E il baccalà – come dimenticarlo – è uno dei piatti tipici del Portogallo.
Casa dos Bicos
Alfama e Graca – Cosa vedere – Itinerario
Concludiamo la nostra visita all’Alfama con la Casa dos Bicos, che ospita la Fondazione José Saramago.
Quello che colpisce di questo edificio è sicuramente la facciata di bugnato a punta di diamante, che ricorda tantissimo la Chiesa del Gesù a Napoli.
Se vi state chiedendo perché Casa dos Bicos si chiama così, ve lo dico subito. La parola “bicos” significa “punte”.
All’interno dell’edificio è allestito il museo di Saramago, unico scrittore portoghese ad aver vinto il Nobel della Letteratura.
Con il museo di José Saramago abbiamo concluso il primo giorno a Lisbona.
Questa giornata è stata sicuramente intensa dal punto di vista della fatica, ma scommetto che i belvedere, lo sferragliare dei tram e le tante opere d’arte avranno saputo ripagarvi della fatica.
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