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I tunnel di Cu Chi

Cu Chi, il cuore della Guerra del Vietnam

Vietnam – I tunnel di Cu Chi

Il Vietnam è tristemente noto per la guerra e quindi i Tunnel di Cu Chi rientrano tra le tappe imperdibili e inevitabili per approfondire la storia recente che il più delle volte abbiamo conosciuto solo attraverso i film.

I tunnel di Cu Chi distano circa 80 km da Saigon e proprio per la loro vicinanza a questa città, vengono presi sempre in considerazione per una gita in giornata.

Così, anche noi ci siamo andati, con Le che ha saputo spiegarci al meglio questa parte di storia.

Cu Chi è il distretto che durante la guerra è stato più devastato, bombardato, anche colpito dagli agenti chimici, tra cui il famoso e terrificante agente arancio.

 

La storia dei tunnel

Vietnam – I tunnel di Cu Chi

Questi tunnel sotterranei diventati “famosi” durante la Guerra del Vietnam vennero in realtà costruiti molto prima, negli anni’40.

Servivano non solo per difendersi dai nemici, ma anche per sfuggire alla leva militare e per unire tra loro villaggi lontani.

Poi, nel 1955 iniziò la guerra e negli anni ’60 i Viet Cong estesero ulteriormente questa rete sotterranea di tunnel, arrivando fino a 250 km.

 

La visita al sito di Cu Chi

Vietnam – I tunnel di Cu Chi

Prima di entrare, iniziamo a guardarci un po’ intorno: le bombe e le immagini storiche che testimoniano gli orrori della guerra ci introducono al sito vero e proprio.

La prima cosa che Le ci mostra è una mappa della zona che ci aiuta a capire meglio non solo dove ci troviamo, ma soprattutto ci indica quali sono state le zone più colpite dalla guerra.

Poi, un’altra immagine che riproduce i tunnel, per la maggior parte scavati su tre piani.

Adesso siamo pronti per iniziare la visita vera e propria.

Vietnam – I tunnel di Cu Chi

Le ci spiega la storia della guerra, come si svolgeva la vita nei bunker, chi scavava i tunnel, quali erano le strategie utilizzate dai Viet Cong contro gli americani, le astuzie utilizzate per non farsi scoprire, come per esempio non lasciare orme nel terreno, nascondere il fumo, non usare parole ma solo suoni.

Intanto, Le e i volontari ci mostrano le trappole usate dai vietnamiti per fermare i nemici.

Trappole apparentemente semplici, create con bastoni appuntiti, lance e cose simili, che però potevano essere vitali per gli americani. E la maggior parte delle volte, effettivamente, lo erano.

Vedendole da vicino si capisce bene il perché.

Lungo il percorso, sono posizionati alcuni manichini che rappresentano i Viet Cong e Le ci fa notare che la divisa delle donne era di colore blu, mentre quella degli uomini era verde.

Vietnam – I tunnel di Cu Chi
Questo perché le donne operavano di notte e dovevano mimetizzarsi nel buio, mentre gli uomini agivano di giorno e dovevano confondersi tra i colori della foresta.
Poi i sandali, il particolare che mi è rimasto più impresso.

Innanzitutto, i sandali erano fatti con copertoni di gomma.

Durante la stagione secca, i guerriglieri indossavano i sandali normalmente, mentre nella stagione delle piogge li indossavano al contrario. Visto che le impronte rimanevano nel terreno, in questo modo davano l’impressione di essere andati nella direzione opposta a quella nella quale erano effettivamente andati.

Vietnam – I tunnel di Cu Chi

E’ arrivato il momento più atteso, stiamo andando verso i tunnel.

 

I tunnel

Vietnam – I tunnel di Cu Chi

Le ci dice che è possibile visitare internamente i tunnel e che ce ne sono di varie lunghezze, dai venti metri ai cento.

Entrando nei tunnel – perché è ovviamente un’esperienza che ho provato – ci si chiede immediatamente come i Viet Cong siano riusciti a passare tanto tempo lì sotto, creando anche ambienti nei quali decidere le strategie, mangiare, riposare.

La sensazione è decisamente opprimente, non tanto per il breve tratto percorso, ma è proprio il pensare che i Viet Cong hanno trascorso anni all’interno dei tunnel che è davvero angosciante.

Le ci spiega che una delle criticità maggiori si aveva quando si preparava da mangiare, perché il fumo fuoriusciva, quindi i Viet Cong potevano essere scoperti.

Così, avevano messo a punto diverse strategie che consentivano loro di ridurre al massimo la fuoriuscita di fumo.

Innanzitutto, utilizzavano tecniche di combustione controllata e inoltre i tunnel erano costruiti con materiali che assorbivano meglio di altri il fumo.

Come abbiamo già detto, i tunnel sono stati scavati su tre livelli. Le ci spiega che sono stati allargati apposta per fare entrare i turisti e che prima che Cu chi diventasse un sito storico, i tunnel erano molto più angusti e stretti.

A pensarci bene, è anche ovvio, visto le corporature minute dei vietnamiti.

In questo modo, anche se fosse stata individuata una delle entrate, per gli americani sarebbe stato quasi impossibile entrare.

Per difendere i tunnel, comunque, i Viet Cong usavano diverse strategie, che andavano dalle classiche trappole ad animali velenosi come i serpenti e gli scorpioni. Dal canto loro, gli americani utilizzavano i cani per cercare i tunnel, ma il più delle volte morivano proprio a causa delle insidie che trovavano nel loro percorso.

A proposito delle entrate, come facevano gli stessi Viet Cong a sapere dove c’erano gli ingressi ai tunnel?

Vietnam – I tunnel di Cu Chi
Come è facile immaginare, gli ingressi erano sempre mimetizzati e il più delle volte da materiali naturali, come foglie o rami secchi. Mimetizzati talmente bene che anche per gli stessi vietnamiti sarebbe stato impossibile scovarli se non fosse stato per segnali specifici che consentivano esclusivamente a loro di individuare le entrate ai tunnel.

E’ arrivato il momento di uno spuntino veloce con pezzi di tapioca.

La tapioca, un tubero simile alla patata dolce, era, insieme al riso, l’alimento più consumato dai Viet Cong.

La nostra visita ai tunnel di Cu Chi si è conclusa,

E’ stato tutto davvero interessante, soprattutto perché ci ha affiancato Le che ci ha spiegato benissimo ogni cosa.

Questa esperienza, però, non si può certamente dire completa senza la visita al Museo della Guerra di Ho Chi Min dove, con immagini e fotografie, sono raccontati in maniera veramente toccante i vent’anni della Guerra del Vietnam.

Noi continuiamo il nostro viaggio in Vietnam. Se volete scoprire di più, cliccate qui.

 

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