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Miyajima

Non solo il torii fluttuante

Miyajima – Cosa vedere

Generalmente, chi visita il Giappone per la prima volta inserisce nell’itinerario una gita in giornata con partenza da Kyoto e destinazione Miyajima e Hiroshima.

Vero è che ognuno di questi due luoghi meriterebbe almeno un’intera giornata tutto per sé, ma spesso il tempo è tiranno e bisogna accontentarsi.

In questo articolo voglio parlarvi di Miyajima, l’isola che tutti almeno una volta hanno visto in foto, perché il suo torii rosso fluttuante ha fatto il giro del mondo tra programmi tv, riviste e social.

 

Un salto tra storia e geografia

Miyajima – Cosa vedere

Siamo nella prefettura di Hiroshima e Miyajima è un’isola sacra che si trova proprio nella Baia di Hiroshima.

La sua storia è millenaria ed è legata indissolubilmente allo shintoismo.

Tutto ebbe inizio nel VI.

Già da allora, il Monte Misen era stato scelto come luogo di culto e nei primi anni dell’800, il monaco Kuaki vi stabilì un luogo di preghiera.

C’è una tradizione molto particolare legata a quest’isola: da quando è stato costruito il primo santuario shintoista, pare proprio che a Miyajima non si possa nascere, né morire, né tantomeno essere sepolti.

Tutto questo serviva, e serve tuttora, per mantenere inalterata la purezza e la sacralità di questo luogo, anche se purtroppo le logiche del turismo stanno mettendo in seria difficoltà chi vorrebbe mantenere intatta questa tradizione.

 

In realtà, il vero nome di Miyajima è Itsukushima, ma questo in pochi lo sanno.

E allora andiamo a scoprire altri meravigliosi segreti di quest’isola che incanta chi la visita.

Partiamo proprio dal torii fluttuante e dal santuario Itsukushima-jinja.

 

Il torii rosso di Miyajima e Itsukushima-jinja

Miyajima – Cosa vedere

Il vero e unico simbolo di Miyajima è lui, il torii rosso galleggiante alto 16 metri che già da lontano indica ai visitatori che sono quasi a destinazione.

Il torii rosso che emerge dall’acqua è stato posto in quella posizione per la prima volta nel 1168, ma la struttura attuale è datata 1875.

Con la bassa marea, è addirittura possibile arrivare a piedi sotto il torii.

Forse, in questo modo, un po’ di magia svanisce, ma sicuramente si vede molto meglio la struttura del santuario, che è stato costruito su palafitte per volontà di Taira no Kiyomori, un leader militare famoso per aver istituito il primo governo militare dei samurai in Giappone.

I torii sono porte di accesso ai templi e quello di Miyajima è l’ingresso al Itsukushima-jinja, uno dei santuari shintoisti più belli e scenografici in assoluto.

Come il torii, anche il santuario di Itsukushima è stato costruito nel 1168 da Taira no Kiyomori, ma la sua particolarità sta nel fatto che non si trova sulla terraferma, ma è stato costruito su palafitte, collegate l’una all’altra da passerelle.

Sembra quasi galleggiare sull’acqua. E’ indubbiamente una delle strutture più particolari che abbia visto.

Miyajima – Cosa vedere
Nell’antichità, Itsukushima-jinja era raggiungibile solo via mare e non a caso, Miyajima significa proprio “santuario-isola”.

Nel 1996, l’intero complesso è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco e al di là del forte valore spirituale, quando ci si trova davanti a una meraviglia del genere, non è difficile intuire il motivo di questa scelta.

 

Daiganji

Miyajima – Cosa vedere

Vicino al santuario di Itsukushima, c’è un altro tempio che spesso viene trascurato.

E’ il tempio Daiganji, dedicato a Benzaiten, la dea dell’arte, della musica, della saggezza e della bellezza.

Il Daiganji è tra i templi più famosi dedicati a questa divinità ed è frequentato particolarmente dalle donne che cercano realizzazione in questi rami della vita.

 

Ormai lo abbiamo capito: Miyajima è una piccola isola, ma è davvero pienissima di templi.

Uno di questi è il Senjo-kaku, costruito in cima ad una collina.

 

Senjo-kaku

Miyajima – Cosa vedere

Più che il tempio, quello che attirerà la vostra attenzione sarà sicuramente la bellissima Goju-no-to Pagoda, una pagoda a cinque piani di uno sgargiante colore rosso.

Una volta arrivati in cima, la pagoda si fatica a vedere, tanto è alta e lo spazio intorno è limitato.

Ma la cosa meravigliosa è la vista, tanto che pare proprio che il santuario sia stato costruito in cima alla collina perché lo sguardo potesse spaziare sulla baia.

Altra meraviglia, che si scopre solo arrivando in cima alla collina, è il santuario, che è stato costruito nel 1587 in onore di Toyotomi Hideyoshi, un famoso samurai e daimyo giapponese.

Miyajima – Cosa vedere
A dimostrazione di quanto dice il nome – Senjo-kaku significa “padiglione dei mille tatami” – il santuario è piuttosto grande.

Pare, infatti, che possa contenere fino a 1000 tatami, i caratteristici tappeti giapponesi fatti di paglia intrecciata.

Dopo aver visitato l’interno del santuario, una vera opera d’arte, è il momento di un altro dei templi dell’isola: il Daisho-in.

 

Daisho-in

Miyajima – Cosa vedere

Il Daisho-in è un tempio buddista costruito alle pendici del Monte Misen – la montagna sacra dell’isola di Miyajima – da Kobo Daishi, il monaco buddhista fondatore della scuola buddista Shingon.

Per accedere al complesso, si attraversa la porta Niomon, con ai lati due statue che, secondo la religione buddista, sarebbero state messe lì per proteggere questo luogo sacro dal male e permettere così la continuazione della dottrina buddista.

Una volta superata la porta, si aprono i diversi percorsi.

Appena si inizia a salire, si cominciano a vedere tanti piccoli budda in pietra con espressioni differenti e copricapi in lana rossi. Sono i Rakan, i discepoli di Buddha, che accompagnano lungo il percorso.

Ma non solo.

Le scale che portano al tempio, invece, sono fiancheggiate da una fila di ruote metalliche su cui sono incisi i sutra. Non importa se non conosci il giapponese, pare che basti anche solo farle ruotare per avere una grande fortuna.

Arrivati in cima, ci si ritrova davanti agli edifici del tempio, che vale la pena di visitare internamente, perché contengono enormi tesori artistici tra i quali un mandala realizzato dai monaci tibetani.

Se avete ancora un po’ di tempo, arrivate fino alla Grotta Henjokutsu, dove all’interno ci sono moltissime lanterne che illuminano le 88 icone buddiste, rappresentazioni dei templi del pellegrinaggio di Shikoku.

 

Arrivati a questo punto, sicuramente il vostro tempo a disposizione starà per finire.

 

Il centro storico e i cervi

Miyajima – Cosa vedere

Miyajima – Cosa vedere
Dedicate gli ultimi attimi a Miyajima alla visita del centro storico di Miyajima, colmo di negozietti di souvenir che si alternano a negozi di artigianato locale, tantissime bancarelle di street food e soprattutto loro, i cervi che si aggirano indisturbati tra i turisti; cosa molto carina che poi si ritrova anche a Nara.
Insomma, tutti vanno a Miyajima principalmente perché sono attirati dal grande torii rosso fluttuante, ma le cose da vedere sono davvero tante ed è un vero peccato non dedicare abbastanza tempo a questo angolo di Giappone.

 

Come arrivare a Miyajima

Miyajima – Cosa vedere

Miyajima è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici.

I treni della JR collegano Hiroshima alle grandi città del Giappone.

Una volta arrivati alla Stazione Centrale di Hiroshima, prendete il treno della JR Sanyo Line fino al porto di Miyajima-guchi.

Da lì partono i traghetti della JR che collegano Hiroshima all’isola.

Esistono anche altre linee che collegano Hiroshima a Miyajima, ma in questo caso, se avete il Japan Rail Pass, il costo del trasferimento è compreso nel biglietto.

 

Ripensando a Miyajima

Miyajima – Cosa vedere

Quello che vi consiglio, tempo a disposizione permettendo, è di non dedicare solo poche ore a Miyajima.

Generalmente si abbina la visita di quest’isola a Hiroshima, ma Miyajima merita molta più attenzione.

L’ideale sarebbe rimanere almeno due giorni, in modo da godersi appieno l’atmosfera, visitare tutti i templi, passeggiare nel centro storico in tutta tranquillità e godersi un po’ di relax nel Parco Momijidani, magari prendendo anche la funivia che porta al Monte Misen.

Miyajima è uno di quei luoghi in cui vai per vedere qualcosa di particolare, in questo caso il torii rosso, e ritorni con la consapevolezza che la bellezza è invisibile agli occhi.

 

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