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New York – Cosa vedere in 5 giorni

Il mio itinerario alla scoperta della Grande Mela

New York – Cosa vedere in 5 giorni

Vorrei raccontarvi la mia prima volta a New York, il mio impatto con la Grande Mela.

Oltre ad essere stata la mia prima volta a New York, è stata anche la mia prima volta negli USA.

Marzo 2009

La scelta era tra New York, San Francisco e Los Angeles ed è ricaduta sulla Grande Mela perché mi sembrava il modo migliore per iniziare a scoprire gli States, anche se col senno di poi è fin troppo ovvio che New York e gli Stati Uniti non hanno niente in comune.

E poi il nonno mi raccontava sempre di quanto era bella e favolosa, di come tutto fosse grande a New York… persino i tubetti di dentifricio che riportava a casa erano enormi! Perché non verificare di persona? Mi sarebbe piaciuta tanto quanto a lui?

Vediamo…

21/03/2009

Siamo atterrati al JFK la sera del 21/03/2009, un lunedì.

Un po’ storditi dal fuso e dal viaggio, dopo i controlli passaporto, ci siamo posti la fatidica domanda: come raggiungere Manhattan? Noi abbiamo deciso per la soluzione più comoda. Il taxi ci avrebbe portati dritti dritti all’albergo, l’Hilton Garden Inn Time Square, sulla 8th Ave.

In realtà ci sono molti altri modi per raggiungere Manhattan e ve li illustrerò nell’apposita sezione. Gli aeroporti JFK e Liberty Newark sono ben collegati con la città e potete scegliere quale soluzione fa al vostro caso.

Ma torniamo a noi e al mio primo impatto con New York.

Check-in fatto. A questo punto, perché non immergerci nell’atmosfera coinvolgente della Grande Mela? Il nostro albergo dista solo pochi isolati da Time Square, quindi il gioco è fatto!

C’è solo un problema, che non è poco… appena messo piede a Time Square, ho voglia di scappare!

Eh sì, avete capito bene. Catapultata nella bolgia, mi sono sentita in un luogo totalmente diverso da quelli a cui ero abituata. Fumo dai tombini, taxi ovunque, clacson, fiumi di gente, luci al neon e alzando lo sguardo verso il cielo nemmeno una stella… Aiutoooo!

Quindi, che fare? L’unica cosa che si potesse fare: andare in albergo e dormirci su!

22/03/2009

Central Park – 5th Ave – Rockfeller Center – Time Square

Ok, oggi devo assolutamente togliermi dalla testa l’idea allucinante che mi sono fatta ieri e ripartire da capo. Reset!

Quindi, come trovare un giusto compromesso per iniziare nel migliore dei modi questa avventura?

Idea! Iniziamo da Central Park. Grande quanto un paese, questo parco cittadino, il polmone verde di New York, venne creato nel 1858 da Frederick Law Olmsted in quella che era un’area paludosa e malsana.

Come arrivare a Central Park?

Le linee A B C D metropolitana corrono lungo il lato ovest del parco, con fermate all’altezza della 59th Strada (dove arriva anche la linea 1), 72nd, 81st, 86th, 96th, 103rd, fino a raggiungere la 110th Strada, al limite nord del parco. Se preferite entrare dal lato della 5th Ave, allora le linee N R W fermano sulla 57th Strada e sulla 59th/5th Ave.

C’è solo l’imbarazzo della scelta!

Noi abbiamo preferito raggiungere Columbus Circle a piedi. Uno sguardo alla colonna con in cima la statua del nostro connazionale e siamo all’entrata del parco.

Qui è possibile noleggiare anche le biciclette, che detto tra noi, sarebbe forse il modo migliore per visitare Central Park, ma il mio impatto con la città è stato già abbastanza traumatico e visto il mio rapporto con le due ruote, non voglio certo peggiorare la situazione.

Così iniziamo il nostro giro a piedi.

Come in un film, chi corre, chi porta a spasso il cane… mancano solo Carrie e Mr. Big seduti su una panchina.

Che direzione prendere? Vediamo… andiamo verso destra, verso The Pond, uno dei tanti laghetti del parco.

The Pond

In circa un quarto d’ora siamo lì e non siamo soli. Vicino a un chiosco ci sono un simpatico cagnolino e il suo padrone. Caffè e quattro chiacchiere, così facciamo amicizia con Bobo, “your best friend for breakfast”… almeno così lo definisce il suo padrone e a giudicare dalle feste che ci fa, non sbaglia proprio. Pare anche che Bobo sia un attore, apparso in un video di Madonna o forse in un film di Will Smith, ma chissà se è tutto vero… tanto un autografo non me lo può mica fare!

Altri 15 minuti a piedi e siamo in prossimità del Conservatory Water. Poco lontano dal lago, c’è la statua di Alice nel Paese delle Meraviglie, ma uffa!!! Tutti questi bambini che ci giocano intorno mi costringono a fare solo un primo piano del mio idolo con il gatto Cheshire. Quante volte ho letto la sua storia in inglese per punizione sui banchi di scuola… praticamente siamo amiche.

Alice in Wonderland

Continuiamo in direzione del Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir, il più grande lago del parco, una volta utilizzato come bacino idrico, ora dismesso ed intitolato nel 1994 a Jacqueline Kennedy.

Volete vedere qualche celebrità? Non è difficile incontrare da queste parti attori famosi o star della musica che fanno jogging proprio sulle rive del Reservoir. A me basta Bobo e intanto fantastico su come sarebbe abitare in uno di quei meravigliosi palazzi dell’Upper West Side.

Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir

Ormai abbiamo superato la metà del parco ed è ora di tornare indietro.

Lungo il percorso, ci imbattiamo nel Belvedere Castle, riproduzione di un castello scozzese posto su di una collinetta dalla quale si ha una bella vista del parco e del laghetto sottostante, il Turtle Pond.

Belvedere Castle

Adesso è il momento di Strawberry Fields, la zona del parco dedicata a John Lennon. Il Dakota Building, dove abitava con la moglie Yoko Ono, si affaccia proprio su questo lato del parco.

Sapete che il famoso mosaico con al centro la parola “Imagine” arriva da Napoli?

Strawberry Fields

Direi che possiamo incamminarci verso l’uscita, ma c’è ancora un’ultima cosa da fare: mangiare un hot dog a Central Park. Non è che abbia proprio fame, ma sono sicuramente golosissima e un hot dog non me lo toglie nessuno!

Adesso sì che possiamo andare verso l’uscita di Grand Army Plaza e da lì imboccare la 5th Avenue. Fino ad ora l’ho vista solo nei film. Come sarà?

Caspita, che negozi… e che vetrine! La Apple, Louis Vuitton, Tiffany, poi l’Abercrombie! Beh, il livello dei prodotti non sarà lo stesso dei negozi che ho appena citato, ma il commesso/modello all’entrata batte tutti! La foto con questo splendore evito di farla e per consolarmi mi butto a capofitto nello shopping. Musica a tutto volume, Lady Gaga con la sua Poker Face, sportine piene di felpe e magliette.

Direi che sto iniziando ad entrare nell’atmosfera newyorkese.

Di fronte al negozio dell’Abercrombie c’è la Trump Tower, poi avanti fino alla 50th Street e proprio lì dietro si trova il Rockfeller Center, un enorme complesso privato voluto appunto da John D. Rockfeller, che consta di numerosi edifici adibiti ad uffici, negozi e spazi ricreativi. Comprende anche il radio City Music Hall, dove si tengono i più famosi spettacoli di Natale.

Rockfeller Center

Se il tempo fosse migliore, potremmo anche salire sul Top of the Rock, la famosa terrazza dalla quale si gode di una meravigliosa vista su Manhattan ed in particolare su Central Park, ma oggi è meglio di no.

E poi guarda, la pista di pattinaggio! E lì vicino è dove a Natale c’è l’albero!

Rockfeller Center

Bisognerà tornare a dicembre!

Bisognerà tornare a dicembre? Mi sa che sto già cambiando idea rispetto a ieri sera…

Comunque continuiamo il giro e andiamo verso Time Square.

 

Time Square

Oggi Time Square ha un fascino diverso. Mi piace un sacco passeggiare tra la gente, schivare i taxi, guardare i cartelloni dei musical, le luci che già a quest’ora rendono la pizza unica… e per di più voglio anche tornarci stasera per rivedere tutto ancora più illuminato.

Voglio godermi un po’ di questa atmosfera. Perché non sederci sulle scalinate? Adoro New York!!!

Time Square

Time Square non è propriamente una piazza, è più che altro un crocevia, il centro nevralgico della Grande Mela. Qui la Broadway incontra la 7th Ave e qui ogni 31 dicembre la folla si raduna per aspettare la mezzanotte, il momento il cui la luminosa palla di cristallo scende dal tetto del One Times Square.

Time Square

Tra una cosa e l’altra, la giornata è passata e come avrete capito, la mia idea su New York è decisamente cambiata. In 24 ore questa città mi ha stregato. Chissà come la penserò domani.

 

23/03/2009

Battery Park – Statua della Libertà – Ellis Island – Ground Zero – Broadway – Time Square

Oggi è la giornata che attendevo da tanto. La Statua della Libertà ci aspetta, ma soprattutto Ellis Island con il Museo dell’Immigrazione.

E sapete perché? Perché da Ellis Island sono passati anche i Cioppi!

Ma andiamo con calma e non facciamo confusione.

I traghetti per Liberty Island, così si chiama l’isola sulla quale è la Statua della Libertà, partono da Battery Park.

Per tutte le informazioni necessarie su come raggiungere Battery Park e acquistare i biglietti vi rimando all’apposito articolo.

Torniamo al racconto della nostra giornata.

Dopo la colazione da Starbuck, ci infiliamo in metro e in circa mezz’ora siamo a South Ferry. Un minuto a piedi ed ecco davanti a noi una fila incredibile di persone che oggi ha avuto la nostra stessa idea. D’altra parte, la Statua della Libertà è sempre la Statua della Libertà! Ma noi abbiamo prenotato il biglietto anticipatamente e questo ci permette di saltare la coda e accedere immediatamente ai controlli di sicurezza che precedono l’imbarco.

Salpiamo!

Certo che oggi è proprio freddo, però! Ma non rinuncio sicuramente a vedere la Statua della Libertà che si avvicina… o meglio, noi che ci avviciniamo a lei. E dal ponte del traghetto lo spettacolo merita veramente.

“Datemi le vostre stanche, povere e confuse genti, che anelano a respirare la libertà”

Sbarcati, ci facciamo un bel giro per Liberty Island.

Non mi sembra vero di essere proprio qui, ai piedi di uno dei simboli di New York.

La Statua della Libertà, donata dai francesi agli Stati Uniti, è alta 93 metri. 354 gradini conducono alla corona e sapete quanto pesa? Ben 225 tonnellate. Mica poco! Ideata da Frederic Auguste Batholdi, venne inaugurata nel 1886. La struttura interna fu progettata da Gustave Eiffel, proprio quello della torre.

Ma adesso distogliamo lo sguardo dalla statua. Sull’altra sponda, lo skyline di Manhattan mi rapisce totalmente.

Downtown

Peccato, però, che al momento non si possa salire fino alla corona, la apriranno di nuovo solo tra qualche mese. Ma come dico sempre io… vorrà dire che ritornerò.

Un altro giretto per l’isola ed è arrivato il momento di imbarcarci alla volta di Ellis Island, alla ricerca dei miei antenati.

Ellis Island è stato un centro di smistamento per immigrati per diversi anni, dal 1892 al 1954.

Ellis Island

Qui c’è il Museo dell’Immigrazione, che ripercorre la storia di chi è passato da qui, grazie all’aiuto di fotografie e di un archivio ben fornito.

C’è la Great Hall, dove gli immigrati passavano per registrarsi, la Stanza dei Bagagli, dove le poche cose in loro possesso venivano controllate, una sorta di ambulatorio dove venivano visitati e nel caso di particolari malattie potevano essere respinti. Poi le brandine, i lavandini, i sanitari.

Posso dirvi che vedere tutto questo è veramente toccante.

All’esterno c’è l’American Immigrant Wall of Honor, una schiera di pannelli con incisi i nomi degli immigrati passati da qui. Tra tutti questi nomi, è praticamente impossibile trovare il mio, uffa!

American Immigrant Wall of Honor

E’ ora di andare. Ci imbarchiamo nuovamente e una volta arrivati a Battery Park, ne approfittiamo per guardarci un po’ intorno.

La prima cosa che si nota, è Castle Clinton, un forte costruito nel 1811, anche questo usato in passato come centro di smistamento. Oggi è un centro visitatori e da qui, come abbiamo detto, partono i traghetti per Liberty Island.

Poco oltre è la grande scultura che si trovava al World Trade Center è che è stata trasportata qui in ricordo delle vittime dell’attacco dell’11 settembre.

The Sphere

Adesso che si fa? Andiamo a vedere Wall Street, il centro finanziario della città.

Ecco il toro, quello a cui bisognerebbe toccare le parti intime…

Charging Bull

Per questa volta rinuncio, ma un po’ a malincuore.

Poi imbocchiamo proprio Wall Street. Il New York Stock Exchange, il Federal Hall National Monument, la Federal Reserve Bank. Tutti edifici che ho visto migliaia di volte in TV e che oggi vedo dal vivo.

Adesso è la volta di Ground Zero. Potrà sembrare banale, ma la commozione è forte.

Ground Zero

La zona è ancora un grande cantiere. Stanno lavorando per la costruzione di un Memorial e di una torre a ricordo delle vittime dell’attentato. Qui, fino all’attacco terroristico dell’11 settembre 2001, si innalzavano le famosi torri del World Trade Center che si distinguevano nello skyline di New York.

Poco distante c’è St. Paul Chapel, la cappella diventata tristemente famosa dopo l’attentato, utilizzata come luogo di primo soccorso e che per mesi stata il punto di riferimento dei soccorritori. Oggi è diventata un piccolo museo e accoglie al suo interno messaggi, oggetti, divise… tutto quello che può ricordare l’11 settembre.

Ora siamo pronti per andare verso Union Square e per farlo quale modo migliore se non percorrere a piedi la Broadway?

Si parte.

Vetrine e destra e a sinistra, ma probabilmente oggi non sono molto in vena di shopping, perché nonostante entri in tutti i negozi in maniera compulsiva, esco sempre a mani vuote.

In condizioni normali, in 45 minuti si raggiunge la piazza. Mi sembra superfluo dirvi che ci ho messo un bel po’ di più.

Finalmente davanti a noi si apre Union Square, un altro dei punti nevralgici di questa strana città, dove tutto è il contrario di tutto. Qui si può incontrare qualunque tipo tipo di persona, da artisti di strada a uomini d’affari. La Broadway incrocia Park Avenue, la metropolitana passa al di sotto della piazza e per questo il suolo stradale è stato rialzato. Al centro della piazza si tengono mercatini di ogni tipo e se passate da queste parti a Natale, approfittate delle bancarelle per comprare qualche regalino.

Comunque Natale è passato da poco e noi dobbiamo continuare il nostro tour perché poco lontano da qui c’è il Flatiron Building. Dieci minuti a piedi e ci siamo.

Questo strano palazzo, su cui nessuno al momento della costruzione avrebbe scommesso un centesimo, mi incuriosisce molto. La sua forma è proprio particolare e, come dice il nome, ricorda proprio un ferro da stiro. Nel 1902 era il palazzo più alto al mondo, ora si confonde quasi tra i grattacieli della città.

Flatiron Building

Da qui potremmo prendere la metropolitana, ma ormai ci siamo. A Time Square non manca molto, solo una mezz’oretta e quindi gambe in spalla e di nuovo in marcia.

Finalmente ci siamo e perché non approfittarne? A Time Square c’è l’Hard Rock Cafè e io dovrei comprare il solito orsetto.

Ma che ore sono? Mi sa che è arrivato il momento di cenare e poi un po’ di meritato riposo. Domani altra giornata intensa alla scoperta della Grande Mela.

 

24/03/2009

CIVIC CENTER – BROOKLYN BRIDGE – SEAPORT

Che fare stamattina? Dopo la colazione, ovviamente…

Nel programma di oggi c’è il Ponte di Brooklyn, ma perché non passeggiare prima per il Civic Center? In fin dei conti non è tanto lontano dal Ponte e potremmo approfittarne per fare un unico giro.

Da Time Square abbiamo solo l’imbarazzo della scelta: metro R o W, ovviamente in direzione Downtown, fino alla fermata di “City Hall”. In in quarto d’ora siamo davanti al municipio di New York.

Eretto nei primi anni del 1800, si trova al centro del City Hall Park. La statua della Giustizia domina l’edificio.

Non lontano troviamo la rampa d’accesso al Ponte di Brooklyn. Siamo già su Center Street e da lì imbocchiamo la Brooklyn Bridge Promenade, che ci porta dritti su ponte.

“…And the gypsy cab takes me down from Harlem to the Brooklyn Bridge…”

Il Ponte di Brooklyn, lungo 1800 metri e alto 84, attraversa l’East River e collega Manhattan a Brooklyn. E’ interamente accessibile a piedi e la passerella pedonale in legno al di sopra della strada sulla quale passano le auto, consente una visione a 360° sulla zona circostante. Prima dell’11 settembre le torri del World Trade Center avrebbero dominato la skyline della città.

Brooklyn Bridge

I lavori per la sua costruzioni durarono 16 anni e terminarono nel 1883. A quel punto, il Ponte di Brooklyn aveva già i suoi primati: era il più grande ponte sospeso e il primo costruito in acciaio.

Lo percorriamo in lungo e in largo, fino ad arrivare a Brooklyn e poi di nuovo verso Manhattan, senza perderci un solo scorcio di New York.

Una volta ritornati al Civic Center, decidiamo di concederci qualche ora di svago, che potrebbe coincidere anche con un un bel po’ di shopping. Optiamo per una scappatina a Seaport, l’ennesima zona commerciale ella città, un tempo parte integrante del porto.

In prossimità del City Hall Park imbocchiamo la Broadway verso sud e subito dopo Fulton Street, in direzione opposta al World Trade Center. Quando siamo quasi nel vivo di Seaport, davanti a noi un faro, il Titanic Memorial, che ricorda le vittime di uno dei naufragi più famosi del mondo.

Seaport, Titanic Memorial

Da lì in poi, una distesa di negozi e locali, fino ad arrivare al molo 17 dove, dall’ultimo piano del centro commerciale si ha una vista spettacolare sul Ponte di Brooklyn.

Brooklyn Bridge

Aspettate un attimo! Se avete ancora un po’ di tempo e disposizione e il meteo è clemente, potreste approfittarne per un giro in battello intorno a Manhattan. Uno dei punti in cui si ferma il Circle Line Sightseeing Cruise è proprio il Pier 16.

Ma a questo punto, come avevo previsto, siamo un po’ carichi di sporte e sportine, quindi meglio ritornare verso l’albergo, almeno per un pit stop veloce. Ancora una volta, non abbiamo proprio saputo resistere alla tentazione di svaligiare i negozi.

Torniamo in metro o a piedi? Ma a piedi, ovviamente, almeno fino a Union Square. Da lì, metro N, Q, R o W direzione Uptown fino a Time Square.

 

25/03/2009

GUGGENHEIM MUSEUM – LEXINGTON AVE – PALAZZO DELL’ONU – EMPIRE STATE BUILDING – MADISON SQUARE GARDEN – TIME SQUARE

Dopo una bella dormita e un caffè, siamo pronti per affrontare un’altra giornata intensa e ricca di cose interessanti da vedere.

Stamattina ci diamo all’arte e alla cultura, iniziamo con il Guggenheim Museum. Ovviamente, si potrebbe raggiungerlo con la metro che però, a onor del vero, da Time Square non è comodissima. Quindi? Indovinate un po! Andiamo a piedi.

D’altra parte, il Guggenheim si trova nell’Upper East Side, lungo la Fifth Avenue, nel tratto comunemente chiamato Museum Mile, all’altezza del Reservoir, e quale cosa migliore se non un’altra passeggiata per Central Park? Magari incontriamo di nuovo Bobo…

In un’ora ci siamo.

La struttura è molto particolare e come tutti i musei Guggenheim, l’edificio è già di per sé un museo.

Guggenheim Museum

Per la visita impieghiamo un paio d’ore. All’interno non si può fotografare, quindi non posso testimoniare la bellezza e soprattutto la particolarità delle opere, ma date un’occhiata al sito ufficiale del museo e sono sicura che propenderete anche voi per una visita.

C’è anche il quadro “Yellow Cow” di Franz Marc. In fondo si può dire che sia venuta fin qui solo per vederlo…

La nostra prossima tappa è il Palazzo dell’ONU, sulla 1st Avenue.

Percorriamo prima un tratto di 5th Avenue poi, all’altezza della 47th, poco dopo il Rockfeller Center, svoltiamo a sinistra. In fondo alla strada è il riconoscibilissimo Palazzo delle Nazioni Unite, con la sua caratteristica facciata in vetro.

Palazzo dell’ONU

Anche se spesso il quartier generale dell’ONU viene identificato con il Palazzo di Vetro, in realtà si tratta di un complesso che comprende numerosi palazzi e grattacieli.

Davanti all’ingresso sventolano le bandiere dei paesi membri.

Entriamo, ma purtroppo non abbiamo acquistato i biglietti, quindi la nostra visita è limitata agli ambienti comuni.

Se invece siete interessati ad una visita più approfondita, potete acquistare i biglietti on-line nell’apposito sito.

E’ arrivato il momento di un altro simbolo di New York, l’Empire State Building.

Dal Palazzo dell’ONU, imbocchiamo la 42nd Street, poi la 5th Ave, costeggiamo Bryant Park e tra la 34th e la 33rd, ecco l’Empire.

Se siete un po’ più pigri di noi, potete raggiungere Herald Square in metropolitana. Le linee B, D, F, M, N, Q, R e W fermano alla 34st Herald Square. Altri cinque minuti a piedi e sarete a destinazione, ovviamente se riuscirete a resistere alla tentazione di entrare da Macy’s.

Al momento della sua costruzione, avvenuta tra il 1929 e il 1931, era il palazzo più alto della città. Ora (2017) questo primato spetta alla Freedom Tower, ma L’Empire State Building rimane comunque un’icona.

Empire State Building

Solo qualche dato per darvi l’idea di quanto questo edificio sia imponente: l’armatura interna è formata da 60.000 tonnellate di acciaio, sono stati usati 10 milioni di mattoni e, non ultimo, l’edificio pesa 365.000 tonnellate.

E adesso voglio rispondere a quelli di voi che si chiedono quante finestre ci siano in questo edificio: ben 6500! Certo che pulirle tutte…!

Riprendiamo il filo del discorso e torniamo alla nostra vacanza.

Abbiamo prenotato i biglietti on-line con largo anticipo, così anche questa volta siamo autorizzati a saltare la fila interminabile che si presenta davanti a noi.

Dopo i controlli di sicurezza, saliamo in ascensore e in pochissimi secondi raggiungiamo la piattaforma d’osservazione che si trova all’86esimo piano.

Una meravigliosa vista a 360° su New York.

Ci godiamo il panorama più che possiamo. Giriamo in lungo e in largo per la piattaforma, alla ricerca di un nuovo angolo da fotografare.

Quando siamo assolutamente sicuri di non esserci persi niente, decidiamo a malincuore di tornare verso Time Square.

Ma passiamo prima da Macy’s? Un po’ di shopping, dai!

Anche questa giornata è volata. Domani sarà il nostro ultimo giorno e voglio godermelo a pieno.

26/03/2009

CONEY ISLAND – CHINA TOWN – LITTLE ITALY – ROCKFELLER CENTER – TIME SQUARE

Oggi voglio realizzare un mio grande sogno, voglio andare a Coney Island, uno dei più grandi parchi di divertimenti del mondo. Grandi luna park, montagne russe e ruote panoramiche, tutto quello che ci vuole per concludere una vacanza meravigliosa! E poi il pezzo forte: l’hot dog, che è stato inventato proprio a Coney Island nel 1870.

Coney Island si trova nella parte meridionale di Brooklyn ed è collegata a Manhattan dalle linee D, F, N e Q della metropolitana. Il tragitto è un po’ lungo, da Time Square occorre più di un’ora, ma io voglio assolutamente andare a vedere questo paradiso.

In realtà, una volta scesa dalla metropolitana, non mi si presenta esattamente lo spettacolo che mi aspetto. Le strade deserte non invitavano sicuramente a passeggiare in attesa del pranzo e soprattutto di un hot dog da Nathan’s. E la spiaggia è ovviamente ancora più deserta. Però teniamo conto del fatto che siamo a marzo, che è mattina e che il tempo non è dei  migliori.

Ci limitiamo ad immaginare come sarebbe venire qui in giugno in occasione della Mermaid Parade, quando le strade sono sicuramente più animate e i newyorkesi si spostano qui per darsi alla pazza gioia e sfilare tra sirene e tritoni.

Comunque un giretto non me lo leva nessuno, magari non assaggerò il tanto decantato hot dog, ma tanto so che prima o poi tornerò in giugno!

Ok, va bene, torniamo indietro. Uffa!

Però ho un’idea: scendiamo a Canal Street e ci facciamo un bel giro per Chinatown e Little Italy!

E così è stato!

Il quartiere degli immigrati cinesi per eccellenza, Chinatown è un susseguirsi di ristoranti e negozietti dai quali entriamo e usciamo senza sosta. Forse per qualcuno sarebbe stato meglio stare a Coney Island, ma ha insistito per tornare…

Chinatown

E dopo Chinatown non poteva mancare Little Italy. Secondo me i Cioppi sono passati anche da qui… e se non ci sono passati loro, ci passo io!

Quello che una volta era un quartiere dove gli immigrati vivevano ammassati e in condizioni precarie, oggi è una zona molto viva.

L’atmosfera italiana invade queste strade. Una marea di ristoranti che ricordano i sapori di casa nostra e non manca il folklore. Se vi capita di passare da queste parti il 19 settembre, non perdete la festa di San Gennaro.

Little Italy

Che facciamo adesso? Mancano solo poche ore e poi si torna a casa.

Pochi minuti in metro e ci ritroviamo a Time Square. Qui è iniziata la nostra vacanza e qui deve finire, tra le luci della piazza e i cartelloni di Broadway.

A questo punto la nostra vacanza è proprio finita, cinque giorni volati e il bilancio non può che essere positivo.

Certo, New York non è certamente la città più bella del mondo, quella dove ad ogni passo sei circondato da storia, ma è in assoluto la città più particolare del mondo, dove l’atmosfera è unica, dove sembra di essere in film.

Visitare New York è sicuramente una cosa che tutti dovrebbero fare, almeno una volta nella vita.

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